Alfa Romeo registra un calo del 21% a livello mondiale; un'unica auto impedisce al marchio di crollare completamente

Il primo semestre del 2026 è giunto al termine ed è giunto il momento di fare il punto sulle prestazioni commerciali di’Alfa Romeo. Un'analisi particolarmente interessante, poiché diversi fattori avrebbero dovuto consentire al marchio italiano di ritrovare uno slancio positivo.

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È ormai più di un anno che Antonio Filosa è alla guida di Stellantis, circa un anno e mezzo che Santo Ficili dirige l’Alfa Romeo, più di sei mesi che il Tonale La versione rinnovata è disponibile su ordinazione, e sono già due anni che l’Alfa Romeo Junior è in vendita in Europa.

Insomma, il contesto era favorevole per assistere a una prima ripresa. Allora, a che punto è davvero l’Alfa Romeo? Vediamo il bilancio paese per paese.

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Italia: il mercato storico dell’Alfa Romeo crolla

Cominciamo dalla cosa più importante: l’Italia. Il Paese d’origine dell’Alfa Romeo rimane il suo primo mercato mondiale, ma i dati del primo semestre del 2026 sono preoccupanti.

Nei primi sei mesi dell’anno, Alfa Romeo ha immatricolato 12.882 auto in Italia, contro le 16.819 dello stesso periodo del 2025. A titolo di confronto, il marchio aveva registrato 12.173 unità nel 2024 e 14.612 nel 2023.

A prima vista, il dato del 2026 potrebbe sembrare semplicemente un ritorno ai livelli del 2024. Tuttavia, la tendenza recente è molto più preoccupante: i mesi di maggio e giugno del 2026 sono stati particolarmente deboli, con sole 1789 e poi 1526 immatricolazioni. Volumi che collocano Alfa Romeo nella fascia bassa degli ultimi anni.

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Un esempio emblematico di questa situazione: nel giugno 2026, nessun modello Alfa Romeo figura nella Top 50 delle auto più vendute in Italia.

Nello specifico, dall’inizio dell’anno l’Alfa Romeo Junior occupa il 41° posto nella classifica italiana con 6.506 immatricolazioni, di cui solo 231 nella versione elettrica 100 %. Per il resto della gamma, la situazione è ancora più complessa: le Tonale, Stelvio e Giulia non figurano nella Top 50.

Lo avevamo già detto il mese scorso, e i dati continuano a confermarlo: la Tonale, lanciata nel 2022, è un insuccesso commerciale. Non è un giudizio, è un dato di fatto. Il restyling introdotto di recente non ha dato la nuova linfa sperata.

Per quanto riguarda la Junior, dopo due anni di presenza sul mercato, il SUV urbano sembra già perdere slancio nel suo mercato principale. Risultato: in Italia, le vendite di Alfa Romeo registrano un calo del 23 % rispetto all’anno scorso.

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Stati Uniti: il calo continua

Per diversi anni, gli Stati Uniti sono stati il secondo mercato mondiale per Alfa Romeo, soprattutto grazie al successo della Giulia e della Stelvio. Ma quell’epoca sembra ormai molto lontana.

Nel primo semestre del 2026, Alfa Romeo ha immatricolato solo 1747 auto negli Stati Uniti, con un calo del 38 % rispetto al 2025. Per dare un'idea dell'entità del calo: il marchio aveva registrato ancora 4.768 immatricolazioni nel 2024 e 5.570 nel 2023 nello stesso periodo.

E, in fin dei conti, non c’è davvero alcun mistero. L’Alfa Romeo può lanciare tutte le edizioni speciali che vuole, ma la Giulia e lo Stelvio hanno ormai 10 anni e non subiscono quasi più evoluzioni. La Tonale non ha mai davvero trovato il suo pubblico negli Stati Uniti, mentre la Junior semplicemente non viene commercializzata in quel Paese.

A questo punto, sorge spontanea una domanda: l’Alfa Romeo riuscirà a mantenere una presenza duratura sul mercato americano?

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Germania: nemmeno il Junior basta

La Germania è stata a lungo un mercato importante per Alfa Romeo. Un mercato in cui le berline e i SUV sportivi riscuotono grande successo, dove la Giulia e lo Stelvio sono riusciti a conquistare una clientela fedele.

Ma anche in questo caso il calo è netto. Alfa Romeo ha totalizzato 2511 immatricolazioni tra gennaio e giugno 2026, contro le 3952 del 2025, le 3708 del 2024 e le 3116 del 2023.

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In dettaglio:

  • Alfa Romeo Giulia: 180 esemplari
  • Alfa Romeo Stelvio: 460 esemplari
  • Alfa Romeo Tonale: 374 esemplari
  • Alfa Romeo Junior: 1.497 esemplari, di cui 251 elettrici

Sì, la Junior salva chiaramente la situazione in Germania. Senza di essa, i dati sarebbero molto più preoccupanti. Ma ciò non basta a impedire al marchio di registrare un forte calo. Il modello più significativo rimane lo Stelvio: per anni è stato uno dei pilastri dell’Alfa Romeo in Germania. Oggi sta progressivamente scomparendo dalla scena.

Francia: il Junior porta avanti la squadra da solo

Nel giro di pochi anni, la Francia è diventata il secondo mercato mondiale per Alfa Romeo. Non c’è da stupirsi, se si pensa che siamo anche i primi acquirenti della Peugeot 2008 (scherziamo… solo a metà).

Nel primo semestre del 2026, Alfa Romeo ha registrato 2.882 immatricolazioni in Francia. Si tratta di un risultato inferiore rispetto al 2025, quando erano state registrate 3.542 unità, ma comunque superiore ai livelli del 2023 e del 2024.

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I dati relativi alle vendite sono rivelatori:

  • Alfa Romeo Junior: 2291 esemplari, di cui 1073 elettrici
  • Alfa Romeo Tonale: 507 esemplari
  • Alfa Romeo Giulia: 49 esemplari
  • Alfa Romeo Stelvio: 34 esemplari

La situazione in Francia è quindi molto chiara: la Junior rappresenta oggi la stragrande maggioranza delle vendite del marchio. Un altro dato interessante: più di un’Alfa Romeo su tre immatricolata in Francia è ormai 100% elettrica.

Spagna: stessa situazione

In Spagna, Alfa Romeo ha registrato 1.439 immatricolazioni dall'inizio dell'anno, contro le 1.681 del 2025.

In dettaglio:

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  • Alfa Romeo Junior: 1135 esemplari
  • Alfa Romeo Tonale: 186 esemplari
  • Alfa Romeo Stelvio: 93 esemplari
  • Alfa Romeo Giulia: 20 esemplari

Anche in questo caso, la constatazione è la stessa: senza il Junior, i volumi sarebbero estremamente bassi.

Gli altri mercati: qualche sporadico aumento

In Polonia, paese in cui viene prodotta l’Alfa Romeo Junior, il marchio aveva registrato una buona crescita nel 2025. Ma nel 2026, anche questo trend sembra già in fase di rallentamento. Alfa Romeo ha totalizzato 965 immatricolazioni nel primo semestre del 2026, contro le 1.091 dell’anno precedente. Anche nel suo paese d’origine, la Junior non basta più. Anche in Turchia il marchio registra un calo, con 632 auto immatricolate, contro le 812 del 2025.

Esistono tuttavia alcune eccezioni. In Giappone, Alfa Romeo registra una forte crescita con 954 immatricolazioni nel primo semestre del 2026, contro le 483 del 2025. Un aumento che si spiega in particolare con l’arrivo più tardivo della Junior, commercializzata su questo mercato solo a partire da giugno 2025.

Stesso scenario nel Regno Unito, dove Alfa Romeo passa da 1.308 immatricolazioni nel primo semestre del 2025 a 1.625 nel 2026. Grazie alla Junior, il Regno Unito supera ora la Spagna in termini di volume e si avvicina persino agli Stati Uniti. Ma questi progressi sono duraturi o semplicemente legati al lancio del nuovo modello? La risposta nei prossimi mesi.

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Negli altri mercati europei, l'andamento rimane piuttosto negativo o stabile:

  • Belgio: 807 immatricolazioni nel 2026 contro le 922 del 2025
  • Svizzera: 461 nel 2026 contro 461 nel 2025 e 463 nel 2024 (la puntualità svizzera?)
  • Austria: 750 nel 2026 contro 748 nel 2025
  • Paesi Bassi: 409 nel 2026 contro i 542 del 2025

Conclusione: l’Alfa Romeo attende ancora la sua vera rinascita

Il bilancio del primo semestre del 2026 è piuttosto chiaro: a parte alcune eccezioni come il Regno Unito o il Giappone, dove la Junior beneficia ancora del suo primo anno completo di commercializzazione, l’Alfa Romeo registra un calo quasi ovunque.

Il problema principale è probabilmente la mancanza di novità di rilievo. La cancellazione delle nuove Stelvio e Giulia, inizialmente previste per il 2025 e il 2026 prima del cambiamento di strategia multi-energia di Stellantis, oggi pesa molto sul marchio. La gamma si basa ormai quasi interamente sulla Junior, mentre la Tonale, nonostante il restyling, non mostra una vera ripresa commerciale.

Ora bisognerà attendere il 2027 per vedere arrivare il successore dell’attuale Tonale e, si spera, una nuova Giulietta nello stesso anno (o nel 2028). Per quanto riguarda la Junior, probabilmente avrà presto bisogno di un aggiornamento per rilanciare la sua carriera.

L'Alfa Romeo ha ancora un'immagine molto forte, ma oggi i dati mostrano una realtà: mancano semplicemente nuovi modelli per trasformare questa passione in immatricolazioni.

PaeseGennaio – giugno 2026L'evoluzione
Italia12882-23 %
Francia2882-18 %
Germania2511-36 %
Stati Uniti1747-44 %
Regno Unito162524 %
Spagna1439-14 %
Polonia965-11 %
Giappone95497 %
Belgio807-12 %
Austria7500
Turchia632-22 %
Svizzera4610
Paesi Bassi409-24 %
28064-21 %

Tutti i dati riportati nell'articolo sopra sono stati raccolti da Italpassion. Vi preghiamo di rispettare il lavoro svolto e di citare Italpassion qualora li utilizziate.

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53 recensioni su "Alfa Romeo recule de 21% dans le monde, une seule voiture empêche la marque de s’effondrer complètement"

  1. La 33 Stradale, per quanto straordinaria, non dovrebbe essere promossa. Ciò di cui l’Alfa ha bisogno è una nuova Giulietta e una nuova Spider. Il successo nel mercato automobilistico non si ottiene dall’oggi al domani, ma richiede tempo. Sono un felice proprietario di una Giulia e le rimarrò fedele.

    Rispondi
  2. Ho avuto una 147 per 10 anni.
    Ho scelto ALFA ROMEO per il design, i motori e l'ottimo rapporto qualità-prezzo.
    La mia 147 mi era costata 15.000 euro nel 2002.
    Oggi una JUNIOR costa circa 30.000 euro per un motore senza anima e dallo stile vagamente italiano… quindi no, grazie.

    Rispondi
    • Idem: 147 e poi Giulietta.

      La Junior è fuori discussione. Quando il venditore tira fuori l’argomento, gli faccio capire subito che non se ne parla. Per sua stessa ammissione, si vende «a chi ha bisogno di un’auto», non agli alfisti… All’inizio fa volume, soprattutto in Francia dato che si tratta di un modello PSA rimarchiato, ma solo all’inizio…
      L'Alfa Romeo soffre di una grave carenza di modelli e, quando questi usciranno, c'è il forte rischio che si tratti semplicemente di una Peugeot verniciata di rosso…

      Rispondi
    • Eppure, lo stile è davvero al 100% italiano e tipico dell’Alfa!
      Per quanto riguarda i prezzi… a parte i cinesi, cosa fanno gli altri?
      In questo caso, comprare un prodotto non italiano ancora più costoso?… oppure uno cinese.

      Rispondi
      • 100% italiano, ne dubito. Sulla Junior si riconoscono facilmente elementi del 2008, bisogna essere in malafede per affermare il contrario.
        Ah, e il suo «papà», Alejandro Mesonero-Romanos, è spagnolo. 😉

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      • Si riconosce chiaramente il sostenitore della PSA che non ha alcun gusto ^^
        La Junior ha letteralmente la stessa linea del tetto e le stesse proporzioni della 2008…

        Rispondi
    • Ho letto diverse lamentele riguardo alla durata molto breve di alcuni componenti delle varie auto, e non solo delle Alfa, ma di tutto il Gruppo 🤷‍♂️ Vogliono fare i furbi? O cosa?

      Rispondi
  3. L'Alfa Romeo cambia continuamente strategia, incapace di comprendere il mercato e di fare marketing. La Junior è la meno "Alfa Romeo" tra le Alfa Romeo (a parte il modello Veloce), con motori PureTech privi di interesse, e ci si aspetta che venda a lungo termine?
    L'Alfa Romeo sotto Stellantis è un disastro. È una situazione disperata per chi ama l'Alfa Romeo.

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  4. Non mi sembra che l'Alfa Romeo cambi continuamente strategia.
    Quando nel 2021 è stata fondata Stellantis, l’unico modello in fase di sviluppo era il Tonale.
    Tavares, ma anche gli ex dirigenti della FCA, pensavano (erroneamente) che ci sarebbe stata una grande ondata di veicoli elettrici incoraggiata dall’UE.
    La crisi del Covid, quella delle pulci e gli incentivi dell’UE… NULLA è andato come previsto!

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  5. Il programma è quasi lo stesso, tranne per il fatto che si ricorre molto all'energia termica tramite il sistema ibrido per soddisfare la domanda.
    Ciò comporta anni di ritardo rispetto ai programmi.
    Ma non ci sono stati grandi cambiamenti… solo un adattamento.
    Stellantis ha SOLO 5 anni!

    Rispondi
    • Cinque anni sono più che sufficienti per sviluppare sinergie, soprattutto se, proprio come nel caso di Stellantis, ci si limita a fare il minimo indispensabile.

      Rispondi
  6. I dati grezzi sulle vendite sono inutili. L'Alfa Romeo vendeva oltre 200.000 unità nei primi anni 2000, eppure non fruttava nemmeno un centesimo al Gruppo Fiat.
    La Junior non ha davvero alcun ruolo nella sopravvivenza del marchio. Aspetterò la Giulietta.

    Rispondi
    • Forse non ti interessa! Comunque, è bene sapere quali modelli stanno vendendo e quali no. Quali stanno vendendo nelle versioni elettriche, e così via. Grazie per il tempo che ho dedicato a raccogliere questi numeri inutili.

      Rispondi
      • Intendo dire che questi numeri non hanno alcun significato per quanto riguarda la sopravvivenza dell’Alfa Romeo. Per quanto riguarda la tua pagina, penso che tu stia facendo un ottimo lavoro. Niente clickbait, informazioni false o speculazioni infondate.

        Rispondi
        • Grazie! Sai bene che scrivere questo tipo di articoli richiede un grande impegno e ormai non sono più in molti, tra i media del settore automobilistico, a farlo…

          Rispondi
        • Nessun costruttore raggiunge gli obiettivi di vendita previsti… E tanto meno nell’era FCA! Vi siete già dimenticati la storia recente?
          zafira500, proprio alla luce delle vendite attuali, solo i modelli di Stellantis possono salvare il marchio… Sai leggere i numeri?

          Rispondi
          • Hanno comunque venduto più dei loro successori Stellantis. Ad esempio, la Fiat 600 è un disastro rispetto alla 500X. La Junior non si avvicina nemmeno alla Mito e alla Giulietta. E confrontare le sue vendite con quelle della Giulia e dello Stelvio non ha senso, dato che si tratta di auto del segmento D. È come confrontare i dati di vendita di una BMW con quelli di una Ferrari.
            E non dimentichiamo che è stato proprio Imparato, il braccio destro di Tavares, a cancellare i modelli Giulia e Stelvio PHEV, che erano pronti a debuttare nel 2022. Questi modelli avrebbero sicuramente dato una spinta alle vendite.

          • Sì, so leggere i numeri. E so anche metterli a confronto. E a quanto pare, non sono l’unico (vedi il commento del nostro amico Lukasz).
            Ora, il fatto che un modello sia il più venduto del marchio non significa che sia un successo. Bisogna confrontarlo con gli obiettivi di vendita fissati dal marchio. Se l’Alfa Romeo prevede di venderne 20.000 esemplari all’anno e ne vende solo 10.000, beh, mi dispiace, ma non è un successo.
            La Junior è un modello di grande diffusione presso Alfa Romeo, ed è normale che venda più degli altri modelli. Ma le vendite stanno crollando, e c’è una ragione per questo.

          • Allora, Lysandre, invece di renderti ridicolo in ogni articolo, perché non ci dici che auto guidi attualmente e quante Alfa Romeo hai posseduto?

  7. Stellantis è effettivamente la causa principale del declino dell’Alfa Romeo. È incomprensibile che grandi gruppi come Stellantis non siano stati in grado, già alcuni anni fa, di fornire un sistema di propulsione ibrido competitivo per la Stelvio e la Giulia. Ad esempio, un buon PHEV in grado di competere con i modelli tedeschi. Dal punto di vista del design, sia la Stelvio che la Giulia sono ancora auto belle, ma in termini di propulsione sono completamente obsolete.

    Rispondi
    • Se sapete leggere i numeri e gli articoli, capirete che è proprio, radicalmente il contrario!
      Mi dispiace per voi, ma è un dato di fatto…

      Rispondi
  8. È interessante notare che solo il nuovo modello lanciato da Stellantis permette di salvare il marchio, mentre i modelli tanto amati dagli appassionati del marchio non si vendono.

    Rispondi
    • A giudicare dai dati di vendita, è evidente che non ha salvato proprio nulla. E se gli altri modelli non vendono, forse è perché sono troppo costosi, in alcuni casi hanno una motorizzazione insufficiente o non dispongono di una gamma completa. Ah sì, dimenticavo: forse sono anche modelli di fascia più alta.

      Rispondi
  9. In passato ho posseduto 7 Alfa Romeo e mi piacerebbe molto avere una Junior. L’esterno è bello, ma trovo deludente la presenza di tanta plastica rigida sul cruscotto e sulle portiere. La mia attuale GT mild hybrid del 2008 ha finiture interne molto più curate, pur essendo tecnicamente quasi identica. Chissà, se dovessero migliorarla ancora, potrei tornare a guidare un’Alfa…

    Rispondi
  10. Purtroppo, si tratta di una tragica serie di eventi per l'Alfa Romeo, che fa seguito a una crisi globale.
    Tutto è iniziato con i lockdown dovuti al COVID-19 che hanno paralizzato le economie. Poi sono arrivati gli insensati obblighi di elettrificazione previsti dal «Green Deal» europeo, seguiti dalla brillante decisione di Carlos Tavares di rendere Alfa completamente elettrica entro il 2027. A ciò si aggiungono la guerra in Ucraina e l’esplosione del Nord Stream, che i pubblici ministeri tedeschi ora collegano all’Ucraina.
    Di conseguenza, l'industria automobilistica tedesca sta crollando a causa dei costi elevati dell'energia e della concorrenza dei veicoli elettrici cinesi a basso costo, trascinando con sé l'Europa. Come se non bastasse, la guerra contro l'Iran scatenata dal clown arancione ha innescato una crisi nello Stretto di Hormuz.
    Alfa è solo un danno collaterale. Non sopravviverà.

    Rispondi
  11. Per essere precisi, il prezzo di listino di una 147 1,6 TS da 105 ch partiva da 16.700 euro. Per quanto riguarda l’allestimento, già non c’era l’aria condizionata, quindi non è proprio paragonabile a una Junior. In euro attuali, 24 anni dopo, ciò corrisponde a circa 25.000. Quindi sì, la Junior è più costosa a listino. Resta da vedere se la versione mild hybrid da 145 ch e l’allestimento superiore giustifichino una differenza di 5.000 euro rispetto a una 147 base. In termini di prestazioni la Junior è superiore, così come in termini di comfort. Rimane il «suono», dove il 3 cilindri PureTec non regge il confronto.

    Rispondi
    • Nel 2002, per 15.000 euro, la mia 147 era dotata di climatizzatore, autoradio con lettore CD e, come personalizzazione gratuita, contatori con sfondo rosso, oltre alla verniciatura “rosso alfa” a costo zero.

      In termini di prestazioni, per un motore che ha più di 30 anni, la sua velocità massima è di 190 km/h contro i 205/206 lm/h della JUNIOR.

      Da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi contro gli 8,5 della JUNIOR… ma tra le due c’è una differenza di oltre 30 anni.

      Allora sì, il motore TS consuma parecchio se si ha il piede pesante, ma che suono !!!

      Rispondi
    • Non si può paragonare il prezzo di un’auto di 20 anni fa con quello di un’auto di oggi. Ci sono l’inflazione, dotazioni molto diverse, elementi di sicurezza aggiuntivi, ecc…
      Le auto sono diventate più care, e ci sono delle ragioni, anche se, ad esempio, non ci piacciono i sistemi di assistenza alla guida e l'eccesso di elettronica.

      Rispondi
  12. Finché seguiranno la logica del marchio Stellantis, quindi quella francese… per Alfa non ci sarà futuro…Gli ultimi successi sono la Stelvio e la Giulia, fortemente volute da Marchionne… Non vendono nulla, solo auto pesanti e inutili, anonime, senza cuore né anima, con il motore francese… Da alfista è una vera delusione

    Rispondi
  13. Per il resto, in generale, il declino dell’Alfa non mi sorprende più di tanto. Sono ormai 12 anni che non viene fatto nulla di concreto per questo marchio in termini di prodotti di grande serie (cioè dai tempi della coppia Giulia/Stelvio). Chi pensava che bastasse trasformare in fretta e furia una Jeep in un SUV Alfa aveva già imboccato la strada sbagliata (Tonale), percorso poi ripreso dal nuovo team per la Junior (ma in quel caso si trattava di una scelta dettata dall’urgenza).

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  14. Beh, ho comprato la Junior perché mi ha convinto e volevo un’auto elettrica di quelle dimensioni. In passato ho sempre comprato Alfa Romeo, Lancia e Fiat... Mi rendo conto che le normative attuali e il mercato non ci restituiranno mai più i vecchi tempi, ed è per questo che l’intero mercato automobilistico è in crisi. Confrontare il prezzo di una Junior con quello di un’auto del 2002 è irrealistico. L’autore di questo post lavorerebbe oggi per lo stipendio del 2002? Grazie ad Alexandre per aver raccolto queste informazioni; purtroppo, per qualche motivo, ci sono sempre le stesse persone che vedono un forum come una «valvola di sfogo». Questo non porta nessuno da nessuna parte!

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  15. Alfa? Ma no, il marchio è già scomparso da quando è stato rilevato da Stellantis, che ne ha dato il colpo di grazia: Peugeot travestite con un logo e motori di merda… e questo vi stupisce? Cronaca di una morte annunciata, rimane un marchio ormai rivolto…al passato ormai, con una gamma di belle auto dotate di un’anima autentica, non quelle auto da saponetta insipide, per di più a batterie, io mi tengo la mia Giulietta, chissà, tra qualche decina d’anni, varrà oro!

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  16. Possiedo una Stelvio dal 2022; l'unico problema del marchio risiede nella sua rete di assistenza, che non funziona: le sue concessionarie non offrono le competenze e i servizi che ci si aspetta, e il numero di emergenza è inefficace.

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  17. Appassionato di Alfa da 20 anni, 156, 159, Mito, Giulia… ho dovuto voltare pagina. Sono un appassionato del marchio, ma mi sento tradito. E i primi responsabili sono i nostri amici italiani, che non sono stati in grado di proporre prodotti in linea con la realtà attuale. E i francesi di Stellantis non hanno fatto altro che dargli il colpo di grazia (Junior) per finirlo. Ora è troppo tardi. Come per la Lancia e la sua orribile Ypsilon. È un vero e proprio assurdo. Un patrimonio distrutto.

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  18. Proprio come la Lancia, nell’attuale contesto economico e alla luce delle fortissime tensioni sul mercato automobilistico legate alla concorrenza cinese, l’Alfa e la Lancia possono ancora sopravvivere?

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