Quali marchi di Stellantis dovrebbero essere eliminati? I dati sulle vendite del 2026 forniscono indicazioni chiare

Stellantis vanta un portafoglio eccezionale di quattordici marchi. Ma nella situazione attuale, questa ricchezza potrebbe anche trasformarsi in un problema. Dopo un 2025 difficile, Antonio Filosa ha avviato una profonda « reset » del gruppo con FastLane 2030. E la gerarchia è chiara: Fiat, Peugeot, Jeep e Ram sono i marchi prioritari.

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Per gli altri, il futuro dovrebbe assumere un carattere più regionale, con investimenti necessariamente più mirati. I dati del primo semestre del 2026 consentono proprio di capire quali marchi dispongano ancora di una solida base commerciale… e quali stiano diventando difficili da difendere.

MarchioVenditeAndamento 2026 / 2025
MaseratiNessun dato ufficiale-
LanciaEuropa: 6 831+5,2 %
DS AutomobilesEuropa: 13 793-19,4 %
Alfa RomeoEuropa: 26 370 ; Stati Uniti: 1.747-20,4 % e -45 %
DodgeStati Uniti: 44 511-6 %
ChryslerStati Uniti: 67 133+15 %
Jeep (Europa / USA)Europa: 69 981 ; Stati Uniti: 285.394-3,2 % e -1 %
Fiat (Europa)Europa: 193 898+28,7 %
Citroën (Europa)Europa: 210 268+10,5 %
OpelEuropa, compresa Vauxhall: 228 488+11,4 %
RAMStati Uniti: 235 332+15 %
PeugeotEuropa: 345 314-5,1 %

Per Lancia e DS, il tempo stringe

È ovviamente questo il caso che ci interessa di più: Lancia rimane irrisorio. Il marchio ha totalizzato solo 6.831 immatricolazioni in Europa nel primo semestre, secondo i dati che lo accomunano a Chrysler, nonostante un aumento del 5,2% nel terzo trimestre.

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La nuova Lancia Gamma dovrebbe essere lanciata sul mercato nell'autunno del 2026

Stellantis, tuttavia, non parla di eliminazione. Al contrario, Lancia dovrà ora essere gestita in modo più stretto con Fiat, proprio come nei suoi momenti di gloria. Ma dopo la Lancia Gamma, la visibilità sulla futura gamma rimane scarsa. Se i volumi dovessero rimanere così modesti fino al 2028, la questione dell’esistenza stessa di Lancia diventerà inevitabile. Arnaud Belloni è stato appena nominato nuovo CEO dei marchi Fiat, Abarth e Lancia, quindi probabilmente spetterà a lui decidere.

DS si trova in una situazione simile. Con 13.793 auto in Europa e un calo del 19,4% nel terzo trimestre, il marchio premium francese rimane molto lontano dai volumi di Citroën. Il suo avvicinamento a quest’ultima potrebbe trasformare progressivamente DS in una sorta di linea di lusso (come in origine presso PSA) piuttosto che in un marchio totalmente indipendente. Del resto, Xavier Chardon, attuale CEO di Citroën, è stato appena nominato anche CEO del marchio DS.

L'Alfa Romeo continua a destare preoccupazione

Il caso dell’Alfa Romeo è probabilmente il più frustrante. Il marchio ha venduto 26.370 auto in Europa nel primo semestre, con un calo del 20,4% rispetto al primo trimestre, a cui si aggiungono solo 1.747 unità negli Stati Uniti, in calo del 45% rispetto al primo trimestre.

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L'Alfa Romeo Junior è l’unico modello che, tuttavia, sta finalmente portando volume ad Alfa Romeo. Il problema deriva dal resto della gamma e soprattutto dal calendario. La sostituzione della Tonale non è prevista prima della fine del 2027, con un lancio commerciale probabilmente nel 2028. Una nuova Giulietta, dal canto suo, potrebbe arrivare solo nel 2029. L’Alfa Romeo merita quindi ancora un po’ di tempo, ma il 2028 potrebbe rappresentare una vera e propria scadenza. Senza una ripresa delle vendite, Stellantis dovrà chiedersi fino a che punto sia ragionevole continuare a investire.

Non sorprende che il 2026 e il 2027 saranno ancora anni difficili per l’Alfa Romeo, e il prossimo «C-SUV» dovrà assolutamente avere successo per sostenere il marchio italiano. Per fare un'ipotesi su come sarà la situazione nel 2030, la gamma sarà ridotta alla Junior (restylingata), alla nuova Tonale e a una nuova Giulietta.

Dodge e Chrysler: l’Alfa Romeo americana?

Il confronto con il mercato statunitense è interessante. Dodge ha venduto solo 44.511 auto negli Stati Uniti nel primo semestre, con un calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello nazionale, si tratta di un dato modesto. Tuttavia, Stellantis sembra nutrire grandi ambizioni per il marchio, con numerose novità per la Dodge Charger e una nuova GLH che probabilmente sostituirà l’attuale Dodge Hornet. Chrysler fa addirittura meglio con 67.133 unità, in crescita del 15% rispetto al primo trimestre, nonostante la sua gamma sia estremamente ridotta. Alcuni futuri modelli Fiat potrebbero del resto servire a ricostruirla con una Fiat Grizzly rimarchiata. In altre parole, un volume ridotto non condanna necessariamente un marchio se Stellantis intravede una strategia redditizia alle sue spalle.

E la Maserati?

Eliminare Maserati solo a causa delle sue vendite sarebbe un errore. A nostro avviso, un marchio di lusso non ha bisogno di decine di migliaia di auto per esistere: deve innanzitutto essere desiderabile e (molto) redditizio. Oggi il marchio sta perdendo (molti) soldi, ma nel settore del lusso le cose possono cambiare molto rapidamente, sia in un senso che nell’altro. Il piano di prodotto di Maserati sarà presentato entro la fine del 2026; Stellantis ha ribadito di non voler vendere il marchio ed è attualmente in trattativa con due partner industriali. Da seguire.

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Quattro marchi intoccabili

Fiat, Peugeot, Jeep e Ram, invece, hanno una dimensione completamente diversa. Peugeot raggiunge le 345.314 auto in Europa, Citroën le 210.268, mentre Fiat sfiora le 194.000 unità in Europa con Abarth e supera le 270.000 in Brasile. Jeep mantiene una presenza massiccia negli Stati Uniti con 285.394 unità.

E Ram ricorda perché Filosa la considera una priorità: 235.332 veicoli negli Stati Uniti, con un aumento del 15 %. Ricordiamo che nel decennio precedente RAM vendeva oltre 500.000 auto all’anno e nel 2017 aveva addirittura superato le 700.000 unità.

Stellantis afferma oggi di non voler eliminare alcun marchio. Ma è chiaro che non tutti disporranno più delle stesse risorse. La vera selezione potrebbe quindi avvenire gradualmente: meno modelli, maggiori sinergie e una minore autonomia. A nostro avviso, per Lancia, DS e forse Alfa Romeo, il 2028 potrebbe quindi diventare l’anno della verità.

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