Stellantis: nuove informazioni sul futuro motore ibrido che equipaggerà quasi tutti i modelli europei

Quando Stellantis Quando, alcune settimane fa, ha presentato il suo piano industriale, un dettaglio ha attirato la nostra attenzione: Il gruppo prevede di lanciare 24 modelli ibridi HEV entro il 2030. All’epoca ci si chiedeva: quale tecnologia si nasconde dietro questi futuri modelli ibridi in grado di competere con i punti di riferimento del mercato come Toyota o Renault E-Tech? Da allora, nuove informazioni provenienti dall’Italia hanno fatto fare molta più chiarezza. E rivelano che Stellantis sta preparando una soluzione ben diversa da quella recentemente lanciata negli Stati Uniti sulla nuova Jeep Cherokee.

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Un futuro ibrido basato sul motore… 1,2 L

Secondo le ultime informazioni fornite da Emanuele Cappellano, direttore di Stellantis Europe, il futuro sistema full hybrid europeo sarà sviluppato internamente e sarà disponibile a partire dal 2027.

La prima sorpresa riguarda il motore termico. Contrariamente a quanto si poteva immaginare dopo il lancio della Jeep Cherokee Hybrid americana, non sarà il nuovo 1,6 L HEV a fungere da base per i modelli europei. Stellantis avrebbe scelto di affidarsi a un motore già ampiamente diffuso nella propria gamma: il famoso tre cilindri turbo da 1,2 litri di ultima generazione, oggi denominato Turbo 100.

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Questo motore è già ben noto. Oggi lo si trova in numerosi modelli del gruppo, in particolare nella versione micro-ibrida da 145 ch abbinata alla trasmissione eDCT, come sulla’Alfa Romeo Junior, la Jeep Avenger e diverse Peugeot, Opel e Fiat.

Ma questa volta non si tratterà più di un semplice sistema mild hybrid. L’obiettivo è proprio quello di proporre un vero e proprio full hybrid, in grado di funzionare più spesso in modalità elettrica, con un’assistenza molto maggiore e senza bisogno di ricarica da presa, proprio come i sistemi ibridi più performanti presenti sul mercato.

Tecnologia diversa da quella del sistema americano

Questa conferma mette fine anche a un’altra ipotesi. Si pensava che Stellantis si limitasse a importare in Europa la tecnologia utilizzata sulla nuova Jeep Cherokee americana. Questo modello abbina un motore turbo da 1,6 litri a una trasmissione ibrida fornita da Blue Nexus, una società giapponese legata a Toyota. La sua architettura si basa su un funzionamento simile a quello delle auto ibride Toyota, con un ampio ricorso al motore elettrico.

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Emanuele Cappellano ha però chiaramente indicato che il futuro full hybrid europeo sarà «sviluppato internamente» e non in collaborazione con un fornitore esterno. In altre parole, la tecnologia americana non attraverserà l’Atlantico nella sua forma attuale. Le informazioni pubblicate in Italia parlano piuttosto di un’evoluzione della trasmissione eDCT già utilizzata da Stellantis. Questo cambio robotizzato a doppia frizione integra già un motore elettrico sulle versioni ibride e ibride ricaricabili del gruppo. Questa architettura fungerebbe da base per il futuro sistema HEV europeo.

Una motorizzazione destinata a diffondersi su larga scala

La posta in gioco è notevole per Stellantis. In occasione del suo Investor Day, il gruppo ha dichiarato che questa nuova tecnologia ibrida sarà destinata ai veicoli dei segmenti B, C e D. Secondo la presentazione di Stellantis, ciò rappresenta 24 modelli sui 60 che saranno lanciati entro il 2030.

Le future generazioni di veicoli basati sulle piattaforme STLA One potrebbero quindi trarne vantaggio, che si tratti di SUV compatti, berline o crossover. La prossima generazione dell’Alfa Romeo Tonale, prevista per il 2028 sulla piattaforma STLA Medium, figura già tra le candidate più probabili.

Tuttavia, ciò non significa che il motore da 1,6 litri sia definitivamente escluso dal mercato europeo. La precisazione fornita da Cappellano è importante: ciò che oggi è escluso è l’utilizzo di una tecnologia ibrida sviluppata con partner esterni. Nulla impedisce invece a Stellantis di adattare in futuro altri motori, come il 1,6 L EP6 o persino il 2,0 L GME, a una tecnologia ibrida sviluppata internamente.

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Con l'acquisizione totale di Stellantis e-Transmissions, l’ex joint venture creata con Punch Powertrain, il gruppo dispone ora di tutti gli strumenti necessari per sviluppare i propri sistemi ibridi. E con il 2027 che si avvicina rapidamente, questo futuro motore full hybrid da 1,2 litri potrebbe benissimo diventare una delle motorizzazioni più importanti dell’intera gamma europea di Stellantis entro la fine del decennio. La trasmissione eDCT viene prodotta in tre stabilimenti: Metz (Francia), Mirafiori (Italia) e Termoli (Italia). Antonio Filosa, CEO di Stellantis, ha indicato che ciò rappresenta circa 1,5 milioni di unità da produrre all’anno.

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6 recensioni su "Stellantis : de nouvelles informations sur le futur moteur hybride qui équipera presque tous les modèles européens"

    • Neanch’io, ma alla fine c’è stato l’annuncio del Turbo 100, oltre al fatto che questo motore EB2 verrà effettivamente aggiornato per la norma Euro 7. E tutto ciò che sappiamo ufficialmente del GSE è che continuerà a essere prodotto a Termoli (come è stato ribadito più volte), ma non vedo come Stellantis possa logicamente proporre due motori, il Turbo 100 e il Firefly. Penso, a mio avviso, che ci si stia orientando verso una gamma da 1,0 L (GSE), 1,2 L (EB2) e 1,6 L (EP6).

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      • Per quanto mi riguarda, quando Stellantis ha spiegato che avrebbe adeguato il GSE alla norma Euro 7, non ho interpretato questa dichiarazione nel senso che lo avrebbero reso accessibile a tutti i marchi in sostituzione del Pur… scusate, del Turbo. Ma piuttosto che avrebbero mantenuto in produzione la Pandina e la 500 Ibrida per molto tempo ancora. E per questo motivo erano costretti ad adattarlo alla norma Euro 7 per poter continuare a vendere questi modelli, e quindi questo motore. Con Stellantis penso che si debba saper leggere tra le righe per capire la strategia del gruppo…

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  1. Almeno so già quale potrebbe essere la mia futura auto: non sarà una Stellantis.
    Dovremo rassegnarci all’idea di non guidare più un’auto italiana.

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  2. È la fine per i marchi italiani con il motore 3 cilindri 1.2 PureTech full hybrid che verrebbe montato su tutti i modelli. Per quanto mi piacciano le auto italiane, ci sono dei limiti.

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