
Fino a pochi anni fa, Lancia sembrava destinata a scomparire. All’epoca della FCA, il marchio italiano sopravviveva solo grazie a un’unica auto: la Lancia Ypsilon. Una city car elegante, popolare in Italia, a cinque porte e cinque posti, venduta a circa 17.000 €, che registrava volumi di vendita rispettabili sul mercato interno. Ma al di fuori di questo modello, non c’era più alcun progetto. FCA sembrava semplicemente non voler più investire nel futuro del marchio.
Poi è arrivata Stellantis. Al momento della creazione del gruppo, Carlos Tavares aveva pronunciato una frase che aveva ridato speranza: «Tutti i marchi avranno la loro occasione». Per Lancia, questa promessa si è tradotta in un nuovo piano di prodotto.
Una rinascita che sembrava ben avviata
Il primo passo è stato la nuova Ypsilon. Più grande del modello precedente (che tra l’altro chiamo spesso la «Grande Ypsilon»), condivide la piattaforma tecnica con la Peugeot 208 e l’Opel Corsa. Stellantis spiegava addirittura che questa nuova generazione consentiva di generare un margine quasi doppio rispetto al modello precedente.

Il successo commerciale rimane invece oggetto di dibattito. Secondo i nostri ultimi dati, Nel primo semestre del 2026 Lancia ha immatricolato circa 6.700 auto in tutti i paesi in cui il marchio è ora commercializzato. Spetterà a ciascuno giudicare se questo risultato sia all’altezza delle ambizioni dichiarate.
Ma soprattutto, la Ypsilon doveva essere solo l'inizio. La Gamma era stata annunciata per il 2026, una promessa che sta per essere mantenuta, dato che è già stata svelata in immagini, presentata fisicamente presso diverse concessionarie (che ne hanno diffuso alcune immagini) e che sarà commercializzata entro la fine di quest'anno.

Poi sarebbe arrivato il modello che tutti gli appassionati stavano aspettando: la nuova Delta, prevista per il 2028.
La Delta faceva sognare
Questa futura Delta non aveva nulla di una semplice utilitaria. Le prime indiscrezioni parlavano di una berlina compatta a trazione integrale, concepita come un vero e proprio ritorno di questa icona della storia della Lancia.
Del resto, oggi posso dirlo senza correre troppi rischi: ho avuto la fortuna di scoprire un prototipo del modello al Centro Stile di Torino all’inizio del 2025. E, francamente… era magnifico. Si riconosceva immediatamente lo spirito della Delta originale, in una chiave moderna. Un vero e proprio restomod che trasudava il DNA della Lancia Delta. Non posso dire di più. In quel momento, era difficile non credere che il marchio fosse finalmente ripartito con il piede giusto.
L'addio di Carlos Tavares cambia le carte in tavola
La situazione cambia radicalmente alla fine del 2024 con le dimissioni di Carlos Tavares. Qualche mese dopo, Antonio Filosa, considerato l’erede spirituale di Sergio Marchionne, assume la guida di Stellantis. Poi, in occasione dell’Investor Day organizzato un anno dopo, una nuova sorpresa: Lancia non sarà più gestita direttamente come in passato, ma passerà sotto la responsabilità di Fiat.

A questo punto sorgono molte domande. Si tratta forse del ritorno della strategia degli anni della FCA? Vedremo semplici Fiat più eleganti rimarchiate come Lancia? Antonio Filosa risponderà qualche giorno dopo : Fiat e Lancia torneranno a collaborare, proprio come ai tempi d’oro della Lancia.
Delta scompare dalla gamma di prodotti
E poi arriva questo nuovo piano di prodotto di Stellantis per il 2030. Nella colonna dedicata a Lancia, un dettaglio salta subito all’occhio: la Gamma c’è… ma la Delta è semplicemente scomparsa.

Sì, alcuni mi accuseranno ancora di fare ipotesi. Eppure i fatti parlano chiaro. Se la Delta non compare più nella tabella di marcia ufficiale fino al 2030, ciò significa che, a questo punto, Stellantis non prevede più il suo lancio in quel periodo.
Si può quindi affermare senza mentire: Stellantis ha cancellato la futura Lancia Delta. Infatti, se il progetto fosse ancora in corso, avrebbe trovato perfettamente posto sulla futura piattaforma STLA One, diventando la “cugina tecnica” della prossima Peugeot 308, prevista per la fine del decennio.
La fine della Lancia? Non necessariamente
Attenzione però a non trarre conclusioni affrettate. L’assenza della Delta non significa che la Lancia sia condannata. La Gamma rimane infatti in programma e costituirà il vero banco di prova di questa nuova strategia. È anche possibile che la Fiat stia attualmente lavorando a una nuova roadmap per il marchio, diversa da quella ideata sotto la guida di Carlos Tavares.
Ma nel breve termine, Stellantis punta esclusivamente sulla Gamma. E sia nel medio che nel lungo termine, nessun altro modello Lancia figura attualmente nei piani ufficiali fino al 2030.
In altre parole, il grande ritorno della Delta, che avrebbe dovuto simboleggiare la rinascita della Lancia, è ora sospeso. Seguiremo ovviamente con grande attenzione il lancio commerciale della Gamma, poiché non c’è dubbio che ai dirigenti verranno poste domande sul futuro del marchio… e sul destino riservato a quella che avrebbe dovuto incarnare il suo ritorno alla ribalta.
Con Stellantis, ogni settimana cambia tutto…
Un mese fa dicevano di stare lavorando a una nuova versione della Giulia e dello Stelvio, un mese dopo i due modelli scompaiono dalla gamma…
Chi può sentirsi rassicurato da una gestione del genere? I clienti? No. Gli investitori? No.
Se ci fai caso, nella presentazione dell’Investor Day la Stelvio e la Giulia figurano nella «linea attuale» e si dice semplicemente che i modelli… attuali verranno aggiornati! A prima vista si potrebbe essere rassicurati, ma manca trasparenza: bisogna analizzare tutto, formulare ipotesi, perché nulla è chiaro.
Lancia e DS devono scomparire. Forse rientra nei piani di Stellantis. DS non ha mai convinto, Lancia è in letargo da 20 anni. A un certo punto bisogna tagliare le spese. Il portafoglio di marchi del gruppo deve essere razionalizzato. E gli investimenti destinati a DS/Lancia devono essere ridistribuiti, ad esempio, verso Alfa Romeo. AR ha più legittimità nel posizionarsi nella fascia premium rispetto a DS/Lancia. Il futuro SUV di AR sembra magnifico. Preferisco vedere una gamma completa in casa Alfa Romeo, e ben concepita, piuttosto che vedere gli investimenti sparsi tra tre marchi «premium», con il risultato che nessuno dei tre avrà una gamma completa e ben definita.