Stellantis: la fabbrica della Fiat 500 chiude di nuovo... «serve un secondo modello».»

Mentre Stellantis sperava di voltare pagina rispetto ad un 2025 particolarmente difficile a Mirafiori con il lancio del nuovo Fiat 500 ibrido, le cattive notizie si accumulano ancora una volta per lo stabilimento di Torino. Tra rallentamenti della produzione, chiusure programmate e volumi ben al di sotto degli obiettivi annunciati, lo scenario paventato dai sindacati sembra essere confermato.

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Pochi giorni dopo le dichiarazioni cautelative di Emanuele Cappellano, Mirafiori deve ancora una volta fare i conti con i fermi di produzione, come ha ammesso il direttore di Stellantis Europe quando ha dichiarato di non sapere se l'obiettivo di produrre 100.000 Fiat 500 ibride all'anno sarà raggiunto.

Una Fiat 500 ibrida che non basta

Al momento del lancio, la Fiat 500 ibrida doveva essere il simbolo della rinascita industriale di Mirafiori. Il modello avrebbe dovuto ridare volume a uno stabilimento che negli ultimi anni aveva visto crollare la produzione in seguito alle difficoltà incontrate dalla Fiat 500 elettrica.

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Ma la realtà è molto più complessa. Secondo i dati diffusi dai sindacati, negli ultimi tre mesi lo stabilimento ha prodotto solo circa 15.000 veicoli. A questo ritmo, Mirafiori sarebbe ben lontana dalle 100.000 unità annue di cui il gruppo ha più volte parlato. Le stime più realistiche parlano di circa 70.000 vetture all'anno.

Questa situazione conferma le preoccupazioni che avevamo espresso alla fine di maggio. All'epoca, Emanuele Cappellano spiegò che la produzione stava semplicemente tenendo il passo con gli ordini ricevuti, suggerendo che la domanda per la Fiat 500 ibrida non era abbastanza forte da far funzionare lo stabilimento a pieno regime.

Tuttavia, gli ultimi dati di registrazione mostra che la Fiat 500 è tornata alla ribalta in diversi Paesi europei grazie al suo nuovo motore ibrido. In Germania, dall'inizio dell'anno sono già state immatricolate più di 1.400 ibride. In Francia, sono state immatricolate più di 2.100 unità. Risultati incoraggianti, ma evidentemente non sufficienti a garantire il futuro industriale di Mirafiori.

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Altre interruzioni della produzione

I dipendenti dello stabilimento hanno già subito diverse interruzioni nelle ultime settimane. Dopo il ponte del 2 giugno, è stato messo in atto un nuovo blocco della produzione per adeguare i ritmi di produzione alla domanda del mercato. Una formula ormai familiare nell'industria automobilistica, ma che riflette soprattutto la mancanza di volumi sufficienti.

E non è ancora finita. Stellantis ha già annunciato alcuni giorni di chiusura aggiuntivi il 24, 25 e 26 giugno, in concomitanza con la festa di San Giovanni, particolarmente sentita a Torino. È prevista anche una lunga pausa estiva per il mese di agosto. Ufficialmente fissata a tre settimane, secondo diverse fonti sindacali potrebbe addirittura essere estesa a tutto il mese.

Un altro segnale eloquente è che, contrariamente a quanto previsto al momento della presentazione del piano di rilancio, le squadre di carrozzeria non lavorano il sabato. Per i rappresentanti sindacali, queste decisioni dimostrano che l'aumento dei tassi di produzione promesso non è stato raggiunto.

I sindacati aumentano la loro rabbia

Di fronte a questa situazione, la Fiom Piemonte ha deciso di tornare sul campo della protesta. Il 15 giugno il sindacato terrà una manifestazione davanti alla sede della Regione Piemonte per interrogare le istituzioni locali sul futuro dell'industria automobilistica torinese. Il messaggio è chiaro: la Fiat 500 ibrida da sola non può garantire il futuro di un sito importante come Mirafiori.

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I rappresentanti dei lavoratori chiedono ora impegni concreti sull'arrivo di un secondo modello, nuove linee di produzione e nuovi investimenti. Questa richiesta è in linea con le critiche mosse dopo la presentazione del piano globale di Stellantis da parte di Antonio Filosa, in cui Mirafiori era praticamente assente.

Per i sindacati, il vero problema non è più solo la Fiat 500 ibrida. Si tratta del futuro industriale di Torino e non è detto che la nuova batteria per la Fiat 500 elettrica, prevista per il 2027, cambi qualcosa.

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