
Giamaro è un nuovo costruttore di supercar che lo scorso anno ha presentato il suo primo modello, la Krafla, che prende il nome da un vulcano islandese. Fondata da un imprenditore di nome Commendatore, la Krafla ha fatto il suo debutto europeo alla 21esima edizione del salone Top Marques di Monaco, in un'inedita livrea “GC”.
Estetica: potenza e luce
La nuova livrea GC unisce Azzurro Giamaro, Bianco Infinito e Grigio Cenere, arricchiti da elementi in fibra di carbonio a vista. Questa ricerca cromatica è stata studiata per enfatizzare le linee aerodinamiche e la potenza “indomabile” della vettura, creando un equilibrio visivo tra eleganza tecnica e aggressività sportiva.



Tra le innovazioni, l'uso della pelle rifinita a mano in Azzurro Giamaro satinato, una caratteristica esclusiva che, abbinata ai dettagli in Bianco Infinito e Grigio Cenere, aggiunge luminosità e una sensazione di spazio agli interni. Il design unisce il calore dei materiali tradizionali al rigore tecnico dell'alluminio lavorato e della fibra di carbonio a vista.

Il design è in linea con gli attuali codici di progettazione delle supercar. Mentre il frontale evita di esagerare, soprattutto nel design dei fari, il posteriore ricorda la Evija. Il display digitale della strumentazione è colorato. Il design degli interni è futuristico. Il sistema di infotainment è semplice e sobrio, perché l'esperienza è altrove, ovviamente. Qualcuno potrebbe obiettare sulle viti a vista...




Le specifiche tecniche sono altrettanto impressionanti: un cambio manuale a 7 rapporti con differenziale meccanico a slittamento limitato o un cambio sequenziale a 11 rapporti con doppia frizione elettroattuata, basato su un brevetto Giamaro “in fase di sviluppo” secondo il marchio. La frenata è affidata a 4 dischi in carboceramica (anteriore 420 x 40 mm, pinze a 10 pistoncini; posteriore 410 x 34 mm, pinze a 4 pistoncini). Gli ammortizzatori elettronici sono regolabili e includono una barra antirollio.
Un V12 molto speciale
Il cuore della bestia è, ovviamente, il motore V12 quadri-turbo sviluppato da Italtecnica, noto specialista italiano che, tra l'altro, ha sviluppato il motore della Totem GT e della Kimera EVO37. Le specifiche sono mozzafiato: cilindrata di 6.988 cm³, lubrificazione a carter secco, cambio a cascata (senza cinghie o catene). I pistoni forgiati sono realizzati in lega di alluminio e presentano un rivestimento antifrizione e un rivestimento antidetonazione con un deposito di ossido di alluminio sulla testa, per la massima resistenza e affidabilità.




Come spiega Italtecnica sul suo sito web, i vincoli di spazio del veicolo hanno determinato la caratteristica più insolita del motore: l'angolo a V, fissato a 120°. Questa configurazione, combinata con una disposizione a «V calda» (con gli scarichi e i turbocompressori all'interno della V), ha permesso l'integrazione compatta di quattro turbocompressori della giusta dimensione per erogare la potenza del motore e la progettazione di un sistema di scarico efficiente, ottimizzando l'efficienza volumetrica.
Tre chiavi, tre livelli di potenza, di cui uno stratosferico
La sua caratteristica distintiva è che funziona sulla base di una serie di “tre chiavi”, chiavi fisiche che sbloccano tre livelli di prestazioni del motore:
- La chiave bianca fornisce una potenza compresa tra 400 e 800 CV, programmabile tramite Personal Engineering. Non è male, vero?
- La chiave nera dà accesso a 1670 CV e 1556 Nm di coppia a 8500 giri/min.
- Infine, il tasto ROSSO scatena totalmente il vulcano con specifiche irragionevoli: 2157 CV (1586 kW) a 9000 giri/min e 2008 Nm di coppia, e tutto questo con benzina senza piombo. Nessun carburante speciale. Come sfruttare tutto questo?
