
Acquistare un Ferrari è una cosa. Poter ordinare una F80a Daytona SP3 in una configurazione davvero particolare, oppure ricevere l’invito ad acquistare le prossime serie limitate di Maranello: ecco un altro esempio. E anche con diversi milioni di euro a disposizione, nulla è garantito. Il collezionista americano David Lee ne sa qualcosa.
In una recente intervista concessa a Road To Success, colui che oggi possiede una delle collezioni di Ferrari più impressionanti al mondo, racconta come sia entrato gradualmente nella cerchia dei clienti più importanti del marchio. La sua testimonianza coincide del resto con quella di un altro collezionista di cui vi parlavamo qualche mese fa: alla Ferrari, i soldi contano, ovviamente, ma il rapporto instaurato con il marchio conta altrettanto.
Sono state acquistate più di 50 Ferrari…

David Lee è cliente Ferrari da circa 30 anni. Tuttavia, nel 2017, nonostante una collezione già eccezionale e notevoli risorse finanziarie, riteneva che il suo profilo non fosse ancora abbastanza importante per ottenere una LaFerrari nuova. «È un processo», spiega. Secondo lui, la filosofia della Ferrari consiste nel chiedere ai propri migliori clienti di «investire» davvero nel marchio. In altre parole, non basta farsi vedere nel momento in cui Maranello svela una serie limitata. Bisogna anche acquistare i modelli meno ambiti, partecipare più attivamente all’universo Ferrari e sostenere il marchio nel lungo periodo.


Da allora, la situazione è cambiata radicalmente. David Lee ritiene di aver acquistato più di 50 Ferrari direttamente dal costruttore e sottolinea di aver conservato un’importante collezione. Oggi, la Ferrari gli propone i modelli che un tempo desiderava senza poterli ottenere. In particolare, è in fase di produzione una F80 destinata proprio a lui.

Anche tra i migliori clienti esistono diversi livelli
Forse l’aspetto più interessante della sua testimonianza sta altrove. Essere considerato un «cliente d’élite» della Ferrari non sembra nemmeno rappresentare il vertice della piramide. David Lee spiega che alcune configurazioni particolarmente rare semplicemente non possono essere richieste dal cliente: è la Ferrari a doverle proporre. La sua Daytona SP3, ad esempio, presenta una configurazione con carbonio a vista verde che gli sarebbe stata offerta direttamente da Maranello. Secondo lui, solo una trentina di esemplari su 599 Daytona SP3 avrebbero beneficiato di questo tipo di trattamento.


Lo stesso vale per la sua futura F80, ordinata con abbondante uso di carbonio a vista. David Lee accenna così all’esistenza di un livello che va «oltre» i migliori clienti abituali, in cui è la stessa Ferrari a decidere chi può accedere a determinate specifiche.
La ricchezza non permette quindi di saltare la fila
Probabilmente questa è la frase che riassume meglio il sistema Ferrari: «Se hai soldi, non significa che puoi comprare l’auto. » Secondo David Lee, bisogna aver seguito il percorso, aver sostenuto la Ferrari e aver contribuito alla sua storia per un periodo sufficientemente lungo per far parte delle poche centinaia di persone a cui potrà essere proposta un’auto in edizione molto limitata.

Anche la sua visibilità mediatica ha ormai un ruolo importante. Il collezionista ritiene di essere diventato un vero e proprio ambasciatore della Ferrari sui social media e ritiene che questa visibilità abbia oggi quasi lo stesso valore per il marchio dei suoi acquisti.
Il suo percorso conferma in definitiva ciò che un altro grande collezionista ci aveva già spiegato: per accedere alle Ferrari più rare, bisogna certamente essere estremamente facoltosi, ma soprattutto diventare, anno dopo anno, un cliente che Maranello consideri abbastanza importante da aprirgli la porta. E anche una volta varcata quella porta, sembra che ce ne sia ancora un’altra, più esclusiva, dietro di essa.
