
Alfa Romeo ha finalmente svelato un po' di mistero su uno dei suoi progetti più attesi. Dopo anni di voci, indiscrezioni e speculazioni, il futuro C-SUV del marchio italiano fa ufficialmente parlare di sé grazie a un primo teaser condiviso dall’amministratore delegato Santo Ficili. Si tratta certamente di una semplice immagine della carrozzeria, ma è accompagnata da diverse informazioni che consentono già di comprendere meglio questo futuro modello strategico.

Il progetto A4U diventa finalmente ufficiale
Nel corso di una tavola rotonda dedicata al settore automobilistico, organizzata dal Ministero italiano delle Imprese e del Made in Italy, Santo Ficili ha confermato che il futuro C-SUV di Alfa Romeo, annunciato in occasione dell’Investor Day 2026 di Stellantis, sarà presentato nel quarto trimestre del 2027.
Per i lettori di Italpassion, questo modello non è affatto una sorpresa. Si tratta del famoso progetto A4U, di cui parliamo ormai da diversi anni. Ora ufficializzato, si baserà sulla piattaforma STLA Medium, già utilizzata dalla Peugeot 3008, dalla Jeep Compass, dalla Lancia Gamma e dalla futura DS N°7.
Il dirigente sottolinea inoltre due punti importanti: il SUV è stato progettato dal Centro Stile Alfa Romeo di Torino e sarà prodotto nello stabilimento italiano di Melfi, dove vengono assemblati anche molti altri modelli del gruppo Stellantis.
Un SUV coupé per il segmento principale del mercato
Nel suo messaggio, Santo Ficili precisa che questo nuovo modello andrà a competere con «il cuore del mercato» grazie a una gamma di motorizzazioni multi-energia. Dietro questa formula si nasconde molto probabilmente un’offerta già nota.
Per quanto riguarda la motorizzazione, è ragionevole aspettarsi le motorizzazioni già disponibili sugli altri modelli STLA Medium, con potenze di 213 ch, 230 ch e fino a 335 ch nella versione a trazione integrale. Per le versioni termiche elettrificate, il nuovo 1,6 litri ibrido HEV sembra essere il candidato più probabile.
Con una lunghezza stimata inferiore a 4,7 metri, questo SUV si posizionerà tra il Tonale (4,52 m) e il Stelvio (4,68 m). In realtà, la differenza rispetto a quest’ultimo sarà minima: l’attuale Stelvio misura 4,68 m, mentre la nuova DS N°7 raggiunge già i 4,66 m. Questo nuovo modello potrebbe quindi sostituire gradualmente i due attuali SUV della gamma, Tonale e Stelvio, anche se Alfa Romeo continuerà probabilmente a presentarlo come un C-SUV.
Un design che promette di distinguersi
Il teaser svelato da Alfa Romeo mostra solo una parte dell’alettone posteriore e un fanale, ma conferma già una silhouette molto scolpita. Soprattutto, diverse persone che hanno già potuto vedere il veicolo in anteprima lo descrivono come un vero e proprio SUV coupé, con una propria identità. Secondo le loro prime impressioni, il modello non riprenderebbe né le proporzioni né lo stile delle Peugeot, DS o Lancia, pur condividendo la stessa piattaforma. Un aspetto fondamentale per Alfa Romeo, il cui design rimane uno dei principali punti di forza rispetto alla concorrenza nel segmento premium.



Per quanto riguarda i prezzi, è ancora troppo presto per parlare di cifre ufficiali. Tuttavia, prendendo come riferimento la futura DS N°7, proposta a un prezzo compreso tra 44.000 e 78.000 €, questo futuro SUV Alfa Romeo dovrebbe collocarsi in una fascia di prezzo simile.
Un'attesa che sembra ancora lunga
L'annuncio di una presentazione prevista solo per il quarto trimestre del 2027, ovvero tra più di un anno, rischia tuttavia di lasciare alcuni appassionati a bocca asciutta. Una presentazione in occasione del Salone dell'Automobile di Parigi del 2027 appare ormai come un'ipotesi plausibile.
Nel frattempo, Alfa Romeo dovrà continuare a mantenere in vita la sua gamma attuale. La Tonale, recentemente rinnovata, dovrebbe proseguire la sua carriera ancora per un po', mentre anche la Junior dovrebbe ricevere un aggiornamento prima della fine del decennio.
Non vedo l'ora di scoprirlo! 🙂
Va tutto benissimo… tranne che, se si basa ancora sul modello 3008 Grandland, significa ancora 400 V e una piattaforma molto pesante. Insomma, il solo stile rischia di non bastare, perché la clientela affezionata all’Alfa è esigua e convincere senza tecnologia…
Le Tesla sono a 400 V
Il 400 V è perfettamente adatto a tutte le colonnine e a tutti i cavi, a differenza dell'800 V, che è molto raro e destinato alla fascia di mercato di altissimo livello, cosa che Alfa non è. Inoltre, non è utilizzabile in qualsiasi modo. Il 400 V ha già dato prova della sua efficacia.
A quanto pare, l'attuale progetto di »sostituzione» della Guilla e della Stelvio è stato definitivamente abbandonato. Ancora una volta ci fanno venire l'acquolina in bocca e poi... niente. Cosa vogliono fare con questo marchio?
Esatto, è proprio quello che spiego nell’articolo di ieri e, visto che il nuovo SUV A4U avrà quasi le stesse dimensioni dello Stelvio…
Spero solo che non siano stati cancellati definitivamente e che trovino presto una soluzione.
Alfa Romeo ha bisogno di continuità nella propria gamma di modelli, e la cancellazione della Giulia e dello Stelvio è una notizia terribile.
D'altra parte, sono contento che la Giulietta torni sul mercato e spero che la sua maneggevolezza sia diversa da quella delle altre auto basate sulla piattaforma STLA.
Sarebbe bello un modello in stile Alfa Romeo con una motorizzazione che si distinguesse dalla gamma Lancia, dalla DS 7 o dalla 3008.
Inoltre, c'è una logica di sopravvivenza del gruppo Stellantis.
Sarebbe bello un modello in stile Alfa Romeo con una motorizzazione che si distinguesse dalla gamma Lancia, dalla DS 7 o dalla 3008.
Inoltre, c'è una logica di sopravvivenza del gruppo Stellantis.
Rimane il design dell’Alfa Romeo, meglio di niente. Ma servono motori e messe a punto specifiche, altrimenti sarà un fiasco.
Se si tratta di una 3008 bis con gli stessi motori, sarà davvero fastidioso.
Se si tratta del «nuovo» 1,6 L per l’ibrido completo, se ci sono versioni elettriche più potenti (fino a circa 400 ch) e se, ovviamente, il 1,2 L rimane ben lontano dal cofano, beh, allora può andare bene. Con specifiche regolazioni del telaio, ovviamente.
Potrebbe chiamarsi Stelvio 2? Se mai il futuro Stelvio venisse cancellato da Stellantis, sarebbe possibile? Giusto per mantenere una continuità nella gamma...
Cosa ne pensate?
Potrebbe essere… Il piano iniziale prevedeva una nuova Tonale più grande di quella attuale e una nuova Stelvio più grande di quella attuale. Se questa nuova Tonale è grande quasi quanto una Stelvio, potrebbero chiamarla Tonale, Stelvio o in altro modo. Beh, io sogno che l’auto del segmento D sia una GTV condivisa con una Granturismo.
Onestamente, non renderebbe onore allo Stelvio. Stiamo parlando di un SUV che è il punto di riferimento nel suo segmento, con un V6 di origine Ferrari… Sarebbe davvero presuntuoso da parte del nuovo modello chiamarsi così…
Invece la Tonale 2 sì, potrebbe andare bene.
Ma secondo me non sarà né l'uno né l'altro; in ogni caso, per distinguersi, sarebbe la scelta più logica. Sarà una nuova pagina, un nuovo nome.
Mi avevano parlato del ritorno del nome Brera già da un po’…
Secondo me sarebbe già più plausibile, soprattutto con quella spalla sinuosa…
A mio parere, il nome «Tonale» è ormai compromesso. Il modello è stato/è un fallimento: dovrebbero abbandonare il nome Tonale e dargli un altro nome.
È buffo, mi fa pensare al portellone posteriore della Cayenne Coupé.
D'altra parte non assomiglia a nient'altro di Stellantoc, e QUESTO è già un punto a favore. Soprattutto perché si nota una certa fluidità, il che non è affatto male. Se si sono dati i mezzi per farlo (cioè se hanno lasciato carta bianca ai team del Centro Stile), potrebbe funzionare. Speriamo che la differenziazione sia altrettanto marcata anche sotto la carrozzeria. Stellantoc DEVE progettare un SUV davvero elegante.
In ogni caso, le linee che vedo mi piacciono. Spero che sia prevista una versione Veloce o addirittura Quadrifoglio, fin dall'inizio. Do una possibilità a questo modello.
P.S.: all’attenzione di Stellantis. Smettetela con il «pacchetto» Veloce, togliete quella sciocchezza: vedere Stelvio e Giulia diesel da 160 con la scritta «Veloce» svaluta le vere Veloce.
Non sei un po’ in contraddizione? Speri di vedere una versione Véloce e poi chiedi a Stellantis di eliminare il pacchetto Véloce.
Tornando all’articolo, non dimentichiamo che queste quattro magnifiche illustrazioni sono opera di Italpassion. Temo piuttosto che la versione definitiva sia molto meno accattivante.
Non c'è alcuna contraddizione, anzi, le cose sono chiarissime:
– Sì, a una VERA versione Veloce, come ad esempio le Giulia e le Stelvio 208. Si tratta di un allestimento, MA ANCHE di un livello di potenza, proprio come le versioni Quadrifoglio.
– non per consentire, ad esempio, di utilizzare il nome «Veloce» sulle versioni diesel da 160 ch. Oppure, ad esempio, per distinguere tra «Veloce» e “Veloce line”.
Non esiste una C43 AMG con motore diesel da 160, né una M318d, né una S4 TDI 160…
Mi sembra che sia davvero molto semplice…
Siamo pienamente d'accordo
Sarà un fiasco come la Gamma DS8, la DS7 e altri cloni. Niente motore, niente trazione posteriore, niente trazione integrale meccanica; versione elettrica con architettura a 400 V, potenza massima di 160 kW e 350 HP. Peso: 1,8 tonnellate nella versione a benzina e 2,2 tonnellate in quella elettrica.
Per evitare un fallimento, Stellantis dovrà portare avanti il lavoro…
E no, Zafira. La seconda immagine è effettivamente un'immagine ufficiale.
Sì, in effetti, l'ho visto su un altro sito.
Ho comunque l'impressione che la strategia di Filosa sia «i volumi, i volumi». Si capisce meglio perché si dia la priorità a questo C-SUV e alla Giulietta piuttosto che alla Giulia e allo Stelvio. Ma il segmento D non deve per questo essere trascurato...
Se Giulia e Stelvio (dal 2028?) non avranno modelli successori: cosa resterà allora? 4 (?) modelli: (Junior, il nuovo modello – probabilmente come «sostituto silenzioso » per il Tonale – oltre a – forse – un «bottega fuori» – «modello» e la 33 stradale… (entrambi come »dimostratori» di tecnologia e design con tirature minime e nel «segmento di prezzo astronomico » per una clientela esigua). Ergo: 2 modelli «di base» per il mercato «di massa» e – accanto/oltre a questi – 2 «modelli esotici» .
Il volume delle vendite – assolutamente necessario – dovrebbe quindi essere garantito dai primi due modelli citati………di fatto, un marchio con due modelli…..
Il problema dell’Alfa Romeo è che non è più un marchio indipendente. Vengono presentate molte novità, ma la maggior parte viene respinta dalla sede centrale del gruppo.
Se le foto pubblicate rispecchiano la realtà, temo fortemente che questa nuova “Tonale“ possa segnare la fine del modello attuale, ovvero goffo e dalle proporzioni sbilanciate, quindi per nulla sportivo ed elegante come una vera Alfa dovrebbe essere, e per di più equipaggiata con motori PSA a 3 e 4 cilindri! 😔😔
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