Il nuovo motore a 6 cilindri di Stellantis raggiunge i 750 CV con il cambio manuale e fa concorrenza al V6 della Ferrari

Mentre Maserati dispone della sua MCXtrema e del suo V6 da 3,0 litri potenziato a 740 CV, che la Ferrari ha appena presentato la sua 296 GT3 Modificata con un V6 da 3,0 litri da 730 CV, Stellantis continua a dimostrare il potenziale del suo nuovo motore a sei cilindri. Ma, ancora una volta, tutto questo avviene dall’altra parte dell’Atlantico.

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Abbiamo già parlato ampiamente della nuova Dodge Charger. E a ragione: dal punto di vista tecnico, questa auto americana è una delle più interessanti del gruppo Stellantis. Si basa su la piattaforma STLA Large e presenta il nuovo sei cilindri in linea GME T6, commercializzato con il nome di SIXPACK da Dodge. Nella Dodge Charger di serie, questo motore è disponibile, in particolare, nella versione da 550 CV Alta resa. Ma due prototipi dimostrano ora fino a che punto possa spingersi questa piattaforma meccanica: 750 CV, trazione posteriore e… cambio manuale!

Due Dodge Charger da 750 CV con cambio manuale

Si tratta dei Dodge Charger BOOST e Dodge Charger RPM, due auto progettate dalla Dodge per il drift, Hemmings e Suppy’s Garage. All’inizio abbiamo delle Dodge Charger nuove dotate del motore a sei cilindri biturbo da 3,0 litri e 550 CV. Ma praticamente tutto il resto è stato rivisto per trasformarle in macchine da drift.

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La potenza raggiunge così i 750 CV, con due soluzioni diverse: la versione BOOST rinuncia ai due turbo di serie a favore di un unico turbo di grandi dimensioni, mentre la versione RPM mantiene un’architettura biturbo profondamente modificata. Ancora più interessante: la trazione integrale e il cambio automatico delle Charger di serie sono stati eliminati. Gli ingegneri hanno creato campane frizione specifiche, modificato la trasmissione e trasformato le auto in modelli a trazione posteriore con… un cambio manuale. Tre pedali e una leva del cambio: una combinazione ormai quasi esotica su un’auto moderna di questa potenza.

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Queste due Charger, presentate inizialmente al Roadkill Nights, sono tornate alla ribalta proprio perché partecipano al GRIDLIFE Laguna Seca Festival dal 18 al 20 settembre 2026.

Un sei cilindri Stellantis che mostra i muscoli

Ovviamente, non si tratta di una futura Dodge Charger di serie da 750 CV con cambio manuale. Queste due auto sono prototipi ampiamente modificati. Ma la loro esistenza dimostra qualcosa di interessante.

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Stellantis dispone ora nella propria gamma di motori di una piattaforma STLA Large progettata per gestire potenze elevate e di un recente sei cilindri in linea biturbo da 3,0 litri in grado di raggiungere i 750 CV in questa configurazione, senza alcun sistema ibrido. E questo motore, in fin dei conti, non è del tutto estraneo al mondo automobilistico italiano. Il quattro cilindri GME appartiene alla stessa grande famiglia meccanica e da anni equipaggia l’Alfa Romeo Giulia e lo Stelvio, senza che ciò sembri rappresentare un problema per gli alfisti.

Il confronto è inevitabilmente allettante. La Ferrari ricava 730 CV dal suo V6 da 3,0 litri sulla 296 GT3 Modificata, mentre il V6 Nettuno da 3,0 litri della Maserati MCXtrema sviluppa 740 CV. Con 750 CV, il sei cilindri in linea di Stellantis si colloca quindi, almeno in termini di potenza pura, su valori comparabili. Si avvicina persino agli 800 ch erogati dal V8 biturbo della Lamborghini Temerario prima dell’intervento della sua parte elettrica.

Ovviamente, limitarsi a confrontare le potenze non basta per mettere a confronto motori o auto con filosofie radicalmente diverse. Ma questo dato permette di misurare il potenziale raggiunto da questa meccanica nata presso Stellantis in Nord America. E questo porta inevitabilmente a guardare cosa sta succedendo dalla nostra parte dell’Atlantico.

E perché non presso l'Alfa Romeo?

Infatti, per il momento, le dimostrazioni tecnologiche più spettacolari di Stellantis sembrano provenire soprattutto dalla sua divisione americana. Piattaforma STLA Large, motore a sei cilindri, trazione posteriore e ora anche cambio manuale: Dodge dimostra concretamente cosa si può fare con le nuove tecnologie del gruppo.

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Alfa Romeo Stelvio 2025 (annullata) sulla piattaforma STLA Large

In Europa, la situazione è ben diversa. Le prossime Alfa Romeo Giulia (2026) e Stelvio (2025), che per un certo periodo avrebbero dovuto beneficiare di STLA Large LP3, disponibili esclusivamente nella versione 100 % elettrica, da allora hanno sono state annullate. Eppure, sulla carta, a nostro avviso, l’Alfa Romeo sarebbe probabilmente il marchio europeo di Stellantis per il quale una simile combinazione sembrerebbe la più naturale: sei cilindri, trazione posteriore, potenza elevata e cambio manuale.

Ecco quindi il paradosso: Stellantis possiede ormai, da qualche parte nella sua gigantesca banca di componenti, un moderno motore a sei cilindri in grado di raggiungere i 750 CV, una piattaforma recente adatta alla trazione posteriore e la dimostrazione concreta che un cambio manuale può essere abbinato a questo insieme.

E mentre la divisione americana di Stellantis continua a sviluppare e, soprattutto, a presentare le proprie soluzioni tecniche, è difficile trovare un equivalente in Europa. Tra le novità attese figura in particolare la futura piattaforma STLA One, mentre una parte crescente degli annunci tecnologici europei del gruppo passa attraverso partnership o collaborazioni con attori cinesi come Dongfeng, Leapmotor, CATL e persino Huawei per Maserati.

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