
Per anni, Maserati ha puntato sui volumi. L’obiettivo di 50.000 auto all’anno sembrava raggiungibile quando la Ghibli, la Quattroporte e la Levante costituivano il cuore della gamma. Poi il marchio ha attraversato un periodo complicato: modelli ormai datati non sostituiti in tempo, una scommessa sulla 100 % elettrica che non ha riscosso il successo sperato e vendite in caduta libera. Nel 2026, il Tridente è impegnato in un profondo cambiamento di strategia. I dati esclusivi di Italpassion relativi al primo semestre mostrano tuttavia che la transizione è ancora ben lungi dall’essere completata.
Un marchio che ora punta sull'esclusività
La nuova Maserati non punta più a recuperare i volumi di un tempo. La priorità ora è la redditività, la personalizzazione e l’esclusività. I dirigenti intendono aumentare la produzione su ordinazione e proporre veicoli sempre più in linea con le aspettative di ogni singolo cliente.
“Perché la Maserati sia competitiva, basta produrre tra le 15.000 e le 20.000 auto all’anno. Non abbiamo bisogno di grandi volumi. Non dobbiamo diventare generalisti, ma puntare con determinazione sul cliente e sulla qualità. Un cliente insoddisfatto è un cliente perso. […] I nostri clienti non perdonano gli errori, ma questo team sa come portare Maserati ai livelli di redditività previsti.”
Dichiarazione di Jean-Philippe Imparato, ex amministratore delegato di Maserati

Questo nuovo orientamento è già accompagnato da diversi cambiamenti. L'intera gamma sta gradualmente adottando uno stile più aggressivo ispirato alla spettacolare MCXtrema. Le competizioni rimangono al centro dell’immagine del marchio con la GT2, mentre una nuova GT4 derivata dalla GranTurismo è anch’esso in fase di preparazione. Le GranTurismo, GranCabrio e MCPura saranno dotate di impianti di scarico in titanio per ottenere un suono più espressivo, mentre il V6 Nettuno continua ad ampliare la propria presenza nella gamma, in particolare sulla Grecale con versioni che ora vanno da 390 a 550 ch.

Il futuro passerà anche attraverso un’importante evoluzione della Grecale, prevista per il 2027, con nuove motorizzazioni ibride. Più avanti nel tempo, Maserati sta preparando il ritorno di un grande SUV di lusso che sostituirà la Levante, nonché di una nuova Quattroporte. Questi due modelli dipenderanno tuttavia di una partnership industriale attualmente in fase di negoziazione, il che ne posticipa il probabile arrivo al 2029 o al 2030.

Gli Stati Uniti restano al primo posto… ma stanno crollando
In attesa di queste novità, le immatricolazioni continuano a diminuire. Nei principali mercati monitorati da Italpassion, Maserati ha totalizzato solo 2.737 immatricolazioni tra gennaio e giugno 2026, contro le 4.366 dell’anno precedente, con un calo del 37 %.
Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato mondiale del marchio con 876 immatricolazioni, ma registrano anche un forte calo del 46 % rispetto al primo semestre del 2025.
L'Italia segue ormai a ruota con 623 immatricolazioni, in calo del 39 %. Una cifra simbolica che illustra anche il disinteresse per le versioni elettriche: le statistiche italiane non distinguono nemmeno più le immatricolazioni dei modelli Folgore, tanto sono diventati marginali i loro volumi.
Il Giappone conferma il proprio ruolo di mercato fedele con 309 immatricolazioni, nonostante un calo del 27 %, mentre la Germania registra una flessione del 28 % con 243 unità.
Alcuni mercati tengono botta
Non tutto è però negativo. Il Regno Unito rappresenta un’eccezione con 255 immatricolazioni, in crescita di 49 %, superando addirittura la Germania nel semestre. Anche la Svizzera registra un aumento di 20 % con 109 veicoli, mentre il Lussemburgo cresce di 24 %, sebbene i volumi rimangano molto modesti.
Al contrario, la Spagna (-33 %), l’Australia (-33 %), la Francia (-31 %), la Turchia (-48 %) e i Paesi Bassi (-60 %) continuano a registrare un calo.
Il mese di giugno 2026 si è tuttavia rivelato un po’ più incoraggiante su diversi mercati, lasciando intravedere un leggero rallentamento del calo.
Trovare finalmente un punto di minimo
Questi risultati, in fin dei conti, non sono poi così sorprendenti alla luce dell’attuale strategia di Maserati. Il marchio sembra aver accettato che gli anni delle 50.000 auto appartengano ormai al passato. L’obiettivo è ora quello di ricostruire progressivamente un’immagine più esclusiva e desiderabile, anche a costo di attestarsi intorno alle 5.000 immatricolazioni nell’intero anno 2026.
La vera sfida del secondo semestre non sarà quindi quella di tornare a una forte crescita, ma semplicemente di verificare se Maserati sia finalmente riuscita ad arrestare un calo che dura ormai da diversi anni. Trovare un punto di minimo, per poi raggiungere una fase di stabilità, sarebbe già una prima vittoria in vista dell’arrivo della prossima generazione di modelli.
| Paese | Gennaio – giugno 2026 | L'evoluzione |
|---|---|---|
| Stati Uniti | 876 | -52% |
| Italia | 623 | -39% |
| Giappone | 309 | -27% |
| Germania | 243 | -28% |
| Regno Unito | 255 | 49% |
| Svizzera | 109 | 20% |
| Australia | 101 | -33% |
| Turchia | 62 | -48% |
| Spagna | 94 | -33% |
| Lussemburgo | 21 | 24% |
| Francia | 33 | -31% |
| Austria | 5 | -17% |
| Paesi Bassi | 6 | -60% |
| 2737 | -37% |