
Non è ancora nemmeno arrivato nei concessionari che il futuro Fiat Grizzly sta già facendo molto parlare di sé. Presentato al pubblico alcune settimane fa in occasione del Salone di Torino e atteso nuovamente in un salone automobilistico nei prossimi giorni, il grande SUV di Fiat Ormai non ha più molto da nascondere. E le prime reazioni dimostrano che il suo stile, in particolare la parte posteriore, non lascia certo indifferenti.
Fiat punta tuttavia a fare colpo con questo nuovo modello. La Fiat Grizzly è destinata a diventare uno dei pilastri della nuova gamma del costruttore italiano, con una promessa particolarmente ambiziosa: un prezzo di partenza intorno ai 20.000 euro. Il che, sulla carta, « sconvolgere il mercato ». Ma per il momento, ciò che scandalizza alcuni osservatori non è proprio il prezzo.
Il difensore è al centro di tutte le critiche
Abbiamo chiesto l’opinione dei nostri lettori su X e sulle nostre pagine Facebook in francese, italiano e tedesco. La domanda ha scatenato una vera e propria valanga di reazioni, con oltre 1.000 risposte ricevute! Un elemento ricorre costantemente: la parte posteriore della Fiat Grizzly.


Molto verticale, massiccio, dotato di un piccolo parabrezza e soprattutto di fanali composti da una moltitudine di piccoli elementi luminosi, non assomiglia affatto a ciò che la Fiat ha proposto finora. Alcuni vi vedono addirittura un involontario richiamo al passato. In Germania, un commentatore ritiene infatti che i fanali posteriori ricordino «un po» la Fiat Brava degli anni «90». Stessa osservazione da parte di diversi lettori francesi: uno evoca proprio le vecchie Fiat degli anni ’90 e 2000, mentre un altro ritiene che «i fanali siano un’idea originale», ma che il piccolo lunotto renda l’insieme della parte posteriore particolarmente pesante.
Altri sono molto meno gentili. «Come si dice »brutto« in italiano?», ironizza un lettore. Un altro riassume il retro in due parole: «Sedere da quattro soldi». Si parla anche di un retro «pesante e massiccio», il cui disegno non riesce ad alleggerire nemmeno la luminosità dei pixel.
«Una 3008 con il logo Fiat»? Non proprio
L’altro paragone ricorre con sorprendente regolarità: Peugeot. «Una 3008, insomma…», «una Peugeot 5008?», «una Dacia Duster con il marchio Fiat» o ancora «molto simile allo stile dell’Opel Grandland»: ognuno sembra riconoscere un altro SUV nel Grizzly. Su Facebook, alcuni parlano di una 3008 camuffata, altri di una C5 Aircross rimarchiata o di un mix di diversi modelli Stellantis. Anche in Italia il paragone con la 3008 ricorre spesso, al punto che alcuni lettori la descrivono semplicemente come una Peugeot con il marchio Fiat.
Tuttavia, dal punto di vista tecnico, la Grizzly non è una Peugeot 3008 rimarchiata. La 3008 si basa sulla piattaforma STLA Medium, mentre la futura Fiat utilizza l’architettura STLA Smart, simile a quella della Fiat Grande Panda, ma anche Citroën C3 e Opel Frontera. L’affinità industriale all’interno di Stellantis esiste quindi davvero, ma non è quella che molti immaginano.

E se la Fiat fosse riuscita proprio nella sua impresa?
Tra le critiche a volte particolarmente aspre, altre voci difendono tuttavia la scelta della Fiat. «Curioso», scrive un lettore. Un altro osserva che l’auto di oggi a volte manca di audacia e conclude: «È diversa, quindi perché no?». «Almeno queste Fiat avranno una personalità!», sottolinea un lettore francese, mentre un altro ricorda che i gusti rimangono soggettivi e ritiene che alla fine saranno i clienti a decidere da soli. In Italia, alcuni vanno oltre: «Per me è molto bella e non assomiglia a nessun’altra auto».

Forse è proprio qui che risiede, in fin dei conti, il primo successo della Fiat Grizzly. In un mercato in cui si rimprovera spesso ai SUV di assomigliarsi tutti, la nuova Fiat sta già suscitando accese discussioni diversi mesi prima del suo arrivo sulle strade. E quando si vuole vendere un SUV intorno ai 20.000 euro con l’ambizione di «sconvolgere il mercato», non lasciare nessuno indifferente non è forse il peggiore dei debuti.
