
Dopo un 2025 caratterizzato da un leggero calo, i primi sei mesi del 2026 confermano una tendenza inaspettata: Ferrari non registra più progressi. Nei dodici mercati che monitoriamo, il marchio ha totalizzato 4.857 immatricolazioni tra gennaio e giugno, ovvero quasi lo stesso livello dello stesso periodo del 2025. Con una differenza di circa trenta auto, i volumi sono identici. Dopo aver quasi raddoppiato le immatricolazioni in un decennio, la Ferrari sembra aver raggiunto una soglia che, del resto, il marchio non cerca più davvero di superare.
Una gamma più completa che mai
Ciò che rende questa stabilità particolarmente sorprendente è che la Ferrari probabilmente non ha mai offerto una gamma così ampia.
Il fulcro delle vendite si basa oggi su quattro modelli. Il Purosangue, il primo SUV con motore V12 nella storia del marchio, continua ad affascinare una clientela molto ampia. La 12Cilindri si afferma come la grande GT con motore V12, mentre la 296 rimane la «accessibile» della gamma grazie al suo V6 ibrido. Infine, la Roma sta gradualmente concludendo la sua carriera, sostituita dalla’Amalfi, che comincia a comparire nelle immatricolazioni.
Il SF90 continua la sua carriera con un volume di lavoro inferiore, mentre la sua sostituta, la nuova 849 Testarossa, compare per la prima volta nelle statistiche a partire da marzo-aprile.
Differenze difficili da spiegare a seconda dei paesi
Gli Stati Uniti rimangono di gran lunga il primo mercato mondiale con 1.655 immatricolazioni nel primo semestre (+3 %). Anche il Giappone conferma il suo eccellente andamento (+19 %), così come l’Italia (+32 %) e la Spagna (+18 %).
Al contrario, diversi mercati europei riservano sorprese. La Germania registra un leggero calo (-5 %), mentre la Francia subisce un crollo del 37 %, con sole 113 immatricolazioni. Ancora più sorprendente è il fatto che il mercato francese registri risultati inferiori non solo rispetto al primo semestre del 2025, ma anche rispetto al 2024 e persino al 2023, nonostante avesse finora mostrato una crescita costante.
Il Regno Unito continua a registrare un calo (-27 %), un andamento che rimane in linea con le modifiche fiscali che interessano i residenti stranieri facoltosi, un argomento che abbiamo già illustrato in dettaglio. Per contro, i cali registrati nei Paesi Bassi (-40 %) o in Austria (-41 %) sono molto più difficili da interpretare.
La Ferrari privilegia ormai il valore rispetto al volume
Questa stabilizzazione, in fin dei conti, non è affatto preoccupante per la Ferrari. Da diversi anni, la dirigenza dichiara di voler privilegiare la redditività piuttosto che la crescita dei volumi. La personalizzazione, attraverso il programma Tailor Made, occupa ormai un posto centrale nella strategia di Maranello. In altre parole, vendere lo stesso numero di auto, ma a prezzi molto più alti grazie agli optional e alle personalizzazioni, è oggi più interessante che cercare di battere un nuovo record di immatricolazioni.


Le Ferrari da investimento probabilmente non sono quelle che si pensa
Questo quadro del mercato permette anche di trarre una conclusione per i collezionisti. I modelli che oggi costituiscono la maggior parte delle vendite — Purosangue, 12Cilindri, 296, Roma, Amalfi o ancora la nuova 849 Testarossa — sono prodotti in volumi relativamente elevati per gli standard Ferrari. Al contrario, i modelli che hanno maggiori possibilità di mantenere un valore elevato rimangono le serie speciali, le Icona e le supercar in edizione limitata. Come spesso accade in casa Ferrari, la rarità rimane il principale fattore che determina il valore di mercato.
| Paese | Gennaio – Giugno 2026 | L'evoluzione |
|---|---|---|
| Stati Uniti | 1655 | 3% |
| Giappone | 852 | 19% |
| Germania | 947 | -5% |
| Italia | 585 | 32% |
| Regno Unito | 316 | -27% |
| Francia | 113 | -37% |
| Australia | 88 | -12% |
| Belgio | 110 | -% |
| Paesi Bassi | 39 | -40% |
| Spagna | 70 | 18% |
| Austria | 27 | -41% |
| Lussemburgo | 55 | -10% |
| 4857 | 0 |