Alfa Romeo ha realizzato questo concept ibrido V6 in 6 mesi… solo che non ha ancora deciso come realizzare il modello definitivo

Qualche giorno fa, Stellantis ha svelato una serie di concept car, in una presentazione di portata senza precedenti secondo diversi dirigenti del gruppo. Tra questi, un modello ha attirato particolarmente la nostra attenzione qui a Italpassion: l’Alfa Romeo Cuorerosso. Dietro questa spettacolare coupé a 4 posti, le cui immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, si nasconde una visione ben più concreta del futuro del marchio italiano. Sul posto, abbiamo potuto parlare con Daniele Chiari, Head of Products Alfa Romeo, che ci ha fornito diverse informazioni esclusive sulle future Alfa Romeo, sulle loro piattaforme e, soprattutto, sul loro motore V6 ibrido.

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Un progetto ideato in sei mesi per reinventare l'Alfa Romeo

Alla presentazione erano presenti i vertici di Stellantis, tra cui Antonio Filosa (CEO di Stellantis), Emanuele Cappellano (COO di Stellantis Europe), Gilles Vidal (Direttore del design di Stellantis Europe), Alejandro Mesonero-Romanos (Direttore del design di Alfa Romeo) e Santo Ficili (CEO di Alfa Romeo). L’occasione ideale per capire perché Alfa Romeo avesse deciso di presentare Cuorerosso proprio ora e, soprattutto, cosa annunciasse realmente.

Emanuele Cappellano, Gilles Vidal, Antonio Filosa. Foto: Italpassion

Secondo Daniele Chiari, tutto è iniziato circa sei mesi fa, in occasione della presentazione del piano di prodotto Fastlane 2030 di Stellantis. In quel periodo, avevamo scoperto, tra le altre cose, una prima illustrazione di quella che avrebbe potuto diventare la futura Giulietta. È stato proprio in quel momento che ai team è stato affidato un incarico: mostrare la nuova visione di Alfa Romeo.

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Perché adesso e non due o tre anni fa? Perché Alfa Romeo ha compreso la necessità di distinguersi, in particolare rispetto alle case automobilistiche cinesi. Era necessario rafforzare ciò che rende unico il marchio, affermarne l’identità e anticiparne il futuro. Cuorerosso è quindi nato da questa riflessione, in soli sei mesi. Il Centro Stile ha dedicato solo una o due settimane ai primi schizzi prima di passare direttamente alla modellazione 3D, con un approccio quasi scultoreo.

Sotto la carrozzeria, una piattaforma Giorgio e un V6 ibrido

Cuorerosso non è solo un esercizio di stile. Questa coupé 2+2, lunga 4,70 metri, larga 1,98 metri e alta solo 1,33 metri, presenta un peso dichiarato di 1.750 kg e un coefficiente aerodinamico di 0,28. Si basa infatti su una piattaforma Giorgio, architettura nota in particolare per la Giulia, lo Stelvio e la Maserati GranTurismo. Ma Daniele Chiari ci ha precisato un punto importante: ciò non significa assolutamente che una futura Alfa Romeo ispirata alla Cuorerosso utilizzerà questa stessa piattaforma.

Foto Italpassion

L’altra informazione riguarda la sua meccanica. Sotto il cofano, Alfa Romeo ha optato per un V6 da 2,9 litri Full Hybrid, abbinato a una trazione integrale Q4 e a un albero di trasmissione in carbonio. Secondo Daniele Chiari, questa soluzione ibrida è stata scelta per offrire il miglior compromesso tra peso, coppia e potenza. D'altra parte, non bisogna aspettarsi di trovare questo V6 ibrido su un’Alfa Romeo basata sulla piattaforma STLA One. A quanto pare non è in programma (e probabilmente non è nemmeno possibile). Lo vedremo sicuramente presto su una Maserati.

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La futura Giulietta riprenderà il DNA di Cuorerosso

Ma quali future Alfa Romeo beneficeranno effettivamente di questo nuovo linguaggio stilistico? Cominciamo dal prossimo SUV compatto, previsto per la fine del 2027 con lancio sul mercato nel 2028. Questo modello, che per ora chiamiamo «nuova Tonale», è destinato a sostituire sia la Tonale che la Stelvio. Poiché il suo design è stato definito già da tempo, non riprenderà direttamente le linee guida del Cuorerosso. Ne riparleremo in un prossimo articolo.

La situazione è diversa per la futura Giulietta. Daniele Chiari ci ha confermato che l’illustrazione svelata in occasione del piano Fastlane 2030 rappresentava effettivamente questo futuro modello, anche se il suo nome commerciale resta da confermare. Un altro dettaglio interessante: non si tratterà né di una berlina compatta tradizionale, né di un vero e proprio SUV, bensì di un crossover, ovvero una compatta leggermente rialzata. E questa volta saranno ripresi diversi elementi stilistici della Cuorerosso.

Immagine di una nuova Alfa Romeo durante la presentazione FastLane 2030.

La filosofia «Bellezza Necessaria» di Alfa Romeo, che consiste nell’eliminare il superfluo per privilegiare le proporzioni (termine già utilizzato in riferimento all’Alfa Romeo 33 Stradale), la funzionalità e la qualità, guiderà questa nuova generazione. Alfa Romeo prevede inoltre una gamma multi-energia, con motorizzazioni elettriche, ibride ricaricabili, mild-hybrid e full-hybrid.

Foto Italpassion
Foto Italpassion
Foto Italpassion
Foto Italpassion
Foto Italpassion
Foto Italpassion
Foto Italpassion

Il segmento D, vero erede del concept e unico candidato al V6 ibrido?

Rimane una questione fondamentale. Con la Junior, la nuova Tonale e la futura Giulietta, quale spazio resterà per un’Alfa Romeo del segmento D? Su questo punto, Daniele Chiari è stato particolarmente chiaro: il segmento D rappresenta lo spirito dell’Alfa Romeo, senza compromessi. Sarà la «halo car» del marchio, ovvero il suo modello emblematico, quello che dovrà incarnare al meglio il suo know-how e le sue ambizioni.

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Il progetto è ancora in fase di studio, ma una cosa è certa: questa futura Alfa Romeo non si baserà sulla piattaforma STLA One. Giorgio, STLA Large o un’altra architettura? Le possibilità sono ancora diverse. Da parte nostra, abbiamo l’impressione che il destino di questa Alfa Romeo del segmento D potrebbe essere strettamente legato a quello delle future Maserati. Un’ipotesi che resta ovviamente da confermare.

D'altra parte, Daniele Chiari ci ha confermato una notizia importante: questa futura Alfa Romeo del segmento D sarà effettivamente equipaggiata con il V6 ibrido. Questo alimenta alcune speranze per gli appassionati del Biscione: nonostante l’elettrificazione e la razionalizzazione delle piattaforme, Alfa Romeo non sembra avere intenzione di abbandonare il V6. Resta ora da scoprire quale forma assumerà questa famosa Alfa Romeo del segmento D… e quando! A nostro avviso, se volete sostituire la vostra Alfa Romeo Giulia Quadrofiglio, dovrete pazientare fino al 2030.

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3 recensioni su "Alfa Romeo a créé ce concept V6 hybride en 6 mois… sauf qu’elle n’a pas encore décidé comment faire la vraie"

  1. Questa concept car Alfa Romeo CuoreRosso è davvero splendida. Ma quando leggo nell’articolo che il V6 ibrido e la piattaforma Giorgio non saranno necessariamente montati su un’Alfa Romeo più piccola, e che la piattaforma sarà invece la STLA one, mi passa la voglia.
    Uno studio di design ben riuscito come questa concept car è sicuramente positivo, ma resta da vedere cosa ne rimarrà nelle future Alfa Romeo.

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  2. Trovo davvero un peccato che, proprio per l’unico modello della gamma che non sarà un SUV, vogliano trasformarlo in un crossover. Eppure è l’unico modo per soddisfare chi non vuole un SUV (e si tratta comunque di una fetta non trascurabile di pubblico). Inoltre, i crossover compatti non vendono poi così bene… C’è stata la GLA, e poi basta. Nemmeno l’Infiniti QX30 ha avuto molto successo. Tutti chiedono una Giulietta, una vera compatta, elegante e raffinata.

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    • Penso che sia per motivi legati all'autonomia della batteria, ma in fondo non è un grosso problema. La Renault R5 è leggermente rialzata e va benissimo.

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