
So già cosa ci diranno alcuni: che ci fa ancora una Dodge su Italpassion? Eppure abbiamo già parlato più volte di questa nuova Charger. E a ragione: dal punto di vista tecnico, rappresenta piuttosto bene ciò che…’avrebbe potuto diventare la futura Alfa Romeo Giulia se il suo progetto non fosse stato annullato.
La Dodge Charger si basa sulla piattaforma STLA Large ed è stata inizialmente lanciata nella versione elettrica 100 %, con una potenza massima di 670 ch. Stellantis ha poi completato la gamma con una versione a combustione interna equipaggiata con il nuovo sei cilindri in linea GME da 3,0 litri, disponibile nelle versioni da 420 ch e 550 ch, e presto anche da 600 ch con la Super Bee. Un motore che appartiene alla stessa grande famiglia GME del quattro cilindri utilizzato dalle attuali Alfa Romeo Giulia e Stelvio.
Insomma, in una realtà alternativa, forse avete davanti agli occhi una parte di ciò che avrebbe potuto essere la prossima Giulia. Ed è proprio per questo motivo che gli ultimi dati sulle vendite negli Stati Uniti sono particolarmente interessanti.

Negli Stati Uniti, la benzina torna alla ribalta
Infatti, l’andamento del mercato statunitense sembra oggi quasi l’opposto di quello osservato in Europa. Nel Vecchio Continente, le case automobilistiche stanno accelerando la transizione verso i veicoli elettrici, un orientamento ulteriormente rafforzato dai vincoli normativi e, più recentemente, dall’aumento del prezzo dei carburanti. Negli Stati Uniti, invece, le scelte dei clienti raccontano una storia completamente diversa.

I dati più recenti pubblicati da Stellantis USA relativi ai primi tre trimestri del 2026 sono, a questo proposito, spettacolari. La Dodge Charger elettrica aveva registrato 7.075 vendite nello stesso periodo del 2025. Nel 2026, ne ha totalizzate solo 767, con un calo dell’89 %. Per la Dodge Charger a benzina, invece, si registra esattamente il contrario. Le sue vendite passano da 1.868 a 8.029 unità, con un aumento del 330 %. E la tendenza è ancora più impressionante se si considera solo il terzo trimestre: sono state vendute 3.446 Charger a combustione interna contro le sole 238 di un anno prima, pari a +1.348 %. Allo stesso tempo, la versione elettrica registra un calo da 2.776 a sole 233 unità, pari a -92 %.

La stessa auto, due motorizzazioni e due destini
Ovviamente, questi dati vanno contestualizzati. I calendari di commercializzazione delle diverse versioni non sono identici e il solo confronto delle loro evoluzioni di anno in anno non consente di trarre una conclusione definitiva sul futuro dei veicoli elettrici. Ma la tendenza è difficile da ignorare. All’interno della stessa famiglia di modelli e della stessa piattaforma STLA Large, i clienti statunitensi stanno attualmente voltando le spalle alla versione elettrica, mentre la nuova motorizzazione a benzina sta registrando un andamento esattamente opposto.


Prezzi dei carburanti, fiscalità, prezzi di vendita, infrastrutture, normative, abitudini e persino considerazioni politiche: sono molti i fattori che possono spiegare perché oggi il settore automobilistico stia prendendo direzioni così diverse a seconda dei continenti. E per Stellantis, ciò dimostra soprattutto l’importanza di una piattaforma in grado di adattarsi alle realtà di ogni singolo mercato.
Nel frattempo, l'Alfa Romeo registra un calo negli Stati Uniti
È proprio qui che questi dati diventano interessanti per i marchi italiani. Infatti, mentre la Dodge Charger a benzina registra un aumento di 330 %, le tre Alfa Romeo vendute negli Stati Uniti registrano tutte un forte calo. Nei primi nove mesi del 2026, la Giulia passa da 1.168 a 670 esemplari, con un calo del 43 %. La Stelvio scende da 1.501 a 953 esemplari (-37 %). Ancora più preoccupante è il crollo della Tonale, che passa da 2.109 a soli 693 esemplari (-67 %). In totale, Alfa Romeo ha venduto solo 2.316 auto dall’inizio dell’anno, contro le 4.778 dello stesso periodo del 2025: -52 %. Non è certo una novità per lo stabilimento italiano di Termoli.
Ironia della sorte, Dodge vende ormai più di tre volte il numero di Dodge Charger a benzina rispetto a tutte le auto Alfa Romeo, di qualsiasi modello, vendute negli Stati Uniti. Viene da chiedersi se, in futuro, esporre alcune Alfa Romeo negli showroom Dodge non sarebbe più sensato che cercare sinergie commerciali con Maserati…

Neanche la Dodge Hornet riesce a salvare la situazione
Rimane infine un modello particolarmente interessante da osservare: la Dodge Hornet. Quasi gemella dell’Alfa Romeo Tonale, viene prodotta insieme a quest’ultima a Pomigliano d’Arco, in Italia. Anche in questo caso, il risultato è impressionante. Nei primi nove mesi dell’anno, le sue vendite sono passate da 8.486 a sole 802 unità, con un calo del 91,1%. I dazi doganali statunitensi applicati ai veicoli importati non hanno certamente aiutato. Ma forse anche i clienti americani hanno capito che non bastava trasformare un’Alfa Romeo in una Dodge cambiando il marchio e alcuni elementi della carrozzeria. Una strategia di rebadging che, tra l’altro, ricorda alcuni esempi in Europa…


Tre società Stellantis sempre più diverse tra loro
Questi risultati evidenziano, in definitiva, una delle grandi sfide del gruppo. Stellantis sembra strutturarsi sempre più attorno a tre grandi poli: il Nord America, l’Europa e l’America Latina. Tre regioni in cui le normative, i prezzi dell’energia e, soprattutto, le aspettative dei clienti presentano notevoli differenze. La Dodge Charger ne offre oggi una dimostrazione spettacolare.