Stellantis rivela il componente elettronico che sta causando ritardi in due dei suoi stabilimenti e ne minaccia un terzo

Negli ultimi giorni, Stellantis parlava di una « carenza di materie prime » per giustificare un’altra settimana di fermo produttivo a Mirafiori. Una spiegazione che i sindacati italiani avevano immediatamente contestato, ritenendo che il vero problema fosse la mancanza di ordini. Ma quel 2 novembre 2026, Stellantis ha finalmente fornito chiarimenti sull'origine delle sue difficoltà: mancava un componente elettronico, fornito da un fornitore esterno. E secondo le informazioni fornite da Milano Finanza, il fornitore in questione non è altro che Marelli. Una carenza che ora minaccia due stabilimenti italiani e, potenzialmente, un terzo.

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Un semplice componente elettronico blocca due modelli Fiat

Si tratta innanzitutto del media italiano Askanews che ha rivelato i primi dettagli forniti da Stellantis. La casa automobilistica deve far fronte a una carenza di un componente destinato alla centralina del motore del tre cilindri N3 GSE, utilizzato in particolare da la Fiat Pandina e la nuova Fiat 500 ibrida.

Qualche ora dopo, Milano Finanza ha identificato il fornitore in questione: Marelli, il fornitore di componenti automobilistici storicamente legato alla Fiat. Più precisamente, mancherebbe un chip elettronico indispensabile al funzionamento della centralina che controlla il motore. Tuttavia, Marelli non sarebbe direttamente responsabile di questa carenza. Lo stesso fornitore avrebbe difficoltà di approvvigionamento da parte di uno dei suoi partner.

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Mirafiori e Pomigliano a rischio fino a dicembre

Le conseguenze sono già evidenti negli stabilimenti italiani. A Mirafiori, dove la produzione della Fiat 500 ibrida è iniziato alla fine del 2025, Le linee di assemblaggio saranno nuovamente ferme dal 2 al 6 novembre, dopo due settimane di interruzione in ottobre.

A Pomigliano d’Arco, è la Fiat Pandina a subire le conseguenze di questa carenza. Una situazione tanto più problematica in quanto si tratta di l'auto più venduta in Italia nei primi nove mesi del 2026.

E le difficoltà potrebbero protrarsi. Stellantis avverte che a novembre e dicembre potrebbero verificarsi ulteriori interruzioni della produzione, il tempo necessario per trovare soluzioni alternative di approvvigionamento. Le ripercussioni potrebbero arrivare persino allo stabilimento di Termoli, incaricato di produrre i motori che equipaggiano le due city car. Meno auto assemblate significano anche meno motori necessari. Uno stabilimento che è già in difficoltà da diversi anni…

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Una carenza ben reale, ma i sindacati avevano proprio torto?

Questa rivelazione getta nuova luce sulle accuse mosse ieri dai sindacati di Mirafiori. La Fiom riteneva che la carenza di materiali fosse una scusa e che Stellantis cercasse soprattutto di nascondere una domanda insufficiente per la Fiat 500.

La carenza di componenti elettronici è quindi ormai confermata da Stellantis, ma ciò non significa necessariamente che le preoccupazioni dei sindacati siano infondate. A Mirafiori, i dubbi sui volumi degli ordini rimangono irrisolti, mentre la casa automobilistica ha già rivisto al ribasso le proprie ambizioni produttive.

La carenza comincia a incidere anche sulle vendite

Le conseguenze non si limitano più alle fabbriche. Le immatricolazioni della Fiat Pandina sono diminuite di 29 % in ottobre rispetto a settembre. Sul mercato italiano nel suo complesso, Stellantis ha registrato un calo del 5,5% delle immatricolazioni nel mese di ottobre, che sale addirittura al 9,5% se si esclude Leapmotor, mentre il mercato ha registrato una crescita del 4,8%. Il gruppo riconosce che le difficoltà di approvvigionamento hanno pesato sui volumi e sulle quote di mercato di Fiat.

Stellantis sta ora collaborando con Marelli per risolvere il problema e individuare altre fonti di approvvigionamento. Ma nel frattempo, Due dei modelli più importanti della Fiat continuano a dipendere da un piccolo chip elettronico, con conseguenze che potrebbero protrarsi fino alla fine dell’anno. Tutto questo è forse una conseguenza della procedura fallimentare nei confronti di Marelli A giugno 2026? È possibile.

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