
Meno di un anno dopo aver ufficialmente voltato le spalle all'idrogeno, Stellantis sta facendo un ulteriore passo avanti in questa inversione di rotta strategica. Questa volta non si tratta solo di interrompere il programma, ma di un ritiro completo, concreto... e costoso.
Secondo diverse fonti confermate, il gruppo automobilistico pagherà fino a 235 milioni di euro per uscire definitivamente da Symbio, la sua joint venture dedicata alle celle a combustibile. Una somma consistente, ma molto inferiore ai 400 milioni inizialmente ipotizzati. Un dettaglio quasi secondario, viste le conseguenze industriali e sociali già visibili.
Un'uscita negoziata
Per uscire da Symbio, Stellantis ha dovuto trovare un terreno comune con i suoi partner Michelin e Forvia. L'accordo, attualmente in fase di definizione, si basa su un pacchetto finanziario ibrido: circa 145 milioni di euro di remissione del debito e 90 milioni di euro in contanti. Questo compromesso consente al produttore di estinguere il suo impegno nei confronti di una tecnologia che ora ritiene non abbia un futuro redditizio a medio termine. Questa decisione fa seguito a l'annuncio fatto nel luglio 2025, Quando Stellantis ha annunciato la fine dei suoi programmi sull'idrogeno, adducendo costi eccessivi e un mercato non sufficientemente maturo.

Il Gruppo ha acquisito una partecipazione del 33,3 % in Symbio nel 2023, con l'ambizione di svolgere un ruolo chiave nello sviluppo dell'idrogeno, in particolare per i veicoli commerciali. Appena due anni dopo, questa scommessa è stata definitivamente abbandonata.
Symbio indebolita dalla partenza del suo principale cliente
Per Stellantis si è voltata pagina, ma per Symbio lo shock è brutale. Infatti, oltre al ritiro di un azionista, è soprattutto la perdita del suo principale cliente che ha profondamente destabilizzato l'azienda. Il produttore da solo rappresentava quasi l'80 % degli ordini dell'azienda con sede vicino a Lione. Questa forte dipendenza rende ora particolarmente difficile la transizione.
Di conseguenza, è già in corso un importante programma di licenziamenti. Esso prevede la perdita di 358 posti di lavoro, pari a circa il 70 % della forza lavoro. Questa decisione ha provocato forti reazioni da parte dei sindacati, che denunciano uno «shock brutale» e cercano di salvare alcuni posti di lavoro, in particolare nel settore della ricerca e dello sviluppo. Dietro a queste cifre, un'intera industria sta vacillando. Symbio era considerata un pilastro dell'ecosistema dell'idrogeno in Francia, con una capacità produttiva teorica fino a 50.000 sistemi all'anno.
Una svolta strategica sotto Filosa
Questo ritiro non è stato casuale. Fa parte di un movimento più ampio guidato dal nuovo CEO del Gruppo, Antonio Filosa, che ha avviato una vera e propria rifocalizzazione strategica. L'obiettivo è chiaro: ripristinare l'equilibrio finanziario dopo gli anni di gestione di Carlos Tavares, ponendo fine ai progetti ritenuti troppo costosi o troppo incerti. L'idrogeno, nonostante il suo potenziale a lungo termine, è ora uno di questi.

Stellantis aveva già accantonato più di un miliardo di euro per coprire tutti i costi associati all'abbandono di questa tecnologia, compresi gli investimenti iniziali in Symbio e i costi di uscita. Nel frattempo, il Gruppo preferisce concentrare le proprie risorse su soluzioni ritenute più praticabili nel breve e medio termine: auto elettriche e ibride per soddisfare i vincoli di costo e autonomia.
L'idrogeno, una tecnologia ancora incerta in Europa
Ironia della sorte, questo ritiro arriva in un momento in cui l'idrogeno continua a godere di un forte sostegno in altre parti del mondo. In Germania i progetti industriali stanno andando avanti, mentre in Cina la tecnologia è una delle priorità strategiche nazionali. Ma in Europa la situazione rimane la stessa del 2025: infrastrutture insufficienti, costi elevati e un modello economico ancora fragile. Questi sono i fattori che hanno spinto Stellantis a prendere la sua decisione.
L'abbandono di Symbio segna molto di più di un semplice ritiro finanziario. Simboleggia la fine di un'ambizione industriale che, nel giro di pochi anni, è passata da un pilastro strategico a una scommessa troppo rischiosa. E lascia dietro di sé una realtà più concreta: centinaia di posti di lavoro persi e un settore che ora deve reinventarsi senza il suo principale sostenitore.
Le aziende saranno sempre più riluttanti a lavorare con PSA...
Derzeit entsteht der Eindruck, daß Stellantis mehr Geld in « Ausstiege » investiert als in den Einstieg in die vom Konzernchef angekündigten « neuen aufregenden Fahrzeuge ». Wenigstens zu den Ausstiegen erfährt man Konkretes................