L'ex Stig di Top Gear rivela perché Pagani ha rifiutato il miglior cambio sul mercato: ‘È come aggiungere un secondo motore’

Horacio Pagani non ha mai nascosto la sua passione per la perfezione. Ma secondo Ben Collins, l’ex Stig di Top Gear, questa ricerca va ben oltre la semplice attenzione ai dettagli: ruota attorno a una vera e propria ossessione, quella di risparmiare anche il minimo chilogrammo. Ospite del podcast Cars & Money, il pilota britannico, che per lungo tempo ha testato le auto più estreme del pianeta per il programma della BBC, ha raccontato una conversazione significativa con il fondatore di Pagani. Una conversazione che chiarisce perfettamente le scelte tecniche, a volte controverse, del marchio italiano.

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Una scelta criticata… ma accettata a causa del peso

Quando la Pagani Huayra Quando è stata lanciata sul mercato, molti giornalisti hanno puntato il dito contro il suo cambio robotizzato a frizione singola. In un’epoca in cui la Ferrari stava già diffondendo la trasmissione a doppia frizione e la Porsche imponeva il suo famoso PDK, la soluzione scelta da Pagani sembrava ormai superata. Ben Collins riconosce del resto che le prime due marce della Huayra erano particolarmente brusche. Ma dietro questa decisione si nascondeva una logica inesorabile.

Pagani Huayra 2011
Pagani Huayra 2011

L'ex Stig ricorda una conversazione avuta direttamente con Horacio Pagani nelle officine del costruttore italiano. Secondo lui, il creatore della Huayra gli aveva spiegato che l'unico cambio a doppia frizione in grado di reggere la coppia del V12 AMG era quello utilizzato dalla Bugatti Chiron.

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Il problema? Il suo peso. «Quel cambio pesava quanto il nostro motore», gli avrebbe spiegato Horacio Pagani. «Era come aggiungere un secondo motore all’auto. » Di fronte a questa constatazione, il fondatore di Pagani riteneva che fosse necessario fare una scelta: privilegiare la rapidità e il comfort dei cambi di marcia oppure preservare la leggerezza dell’insieme. Per lui, la risposta era ovvia. La scelta è quindi ricaduta su un cambio sequenziale robotizzato Xtrac a 7 rapporti (a frizione singola). Questo cambio sequenziale Xtrac a 7 rapporti è montato trasversalmente ed è in grado di gestire una coppia superiore a 1.000 Nm, consentendo al contempo un risparmio di 70 kg rispetto a un cambio a doppia frizione tradizionale.

La leggerezza prima di tutto

Questa filosofia ha caratterizzato l'intera storia di Pagani. Fin dai tempi della Zonda fino alla Huayra, ogni componente è studiato per ridurre la massa, anche a costo di rinunciare ad alcune tecnologie ormai diventate imprescindibili presso la concorrenza. Ben Collins comprende perfettamente questo approccio. Per lui, un’auto sportiva deve innanzitutto rimanere leggera, reattiva e offrire una risposta immediata alle sollecitazioni del guidatore. Ricorda inoltre che l’aggiunta di elementi sempre più pesanti finisce inevitabilmente per compromettere il piacere di guida. A suo avviso, questa ossessione per il peso spiega perché Pagani abbia a lungo resistito alla moda della doppia frizione, nonostante le critiche.

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Una visione che continua a fare la differenza

A posteriori, questo aneddoto illustra perfettamente ciò che distingue Pagani dagli altri costruttori di supercar. Laddove molti hanno privilegiato le prestazioni pure o la sofisticazione tecnologica, Horacio Pagani ha continuato a difendere una filosofia quasi artigianale, in cui ogni chilogrammo conta. Una visione che a volte ha portato a compromessi tecnici, ma che contribuisce anche al carattere unico dei modelli del marchio italiano. Per Ben Collins, questa scelta non rappresentava quindi un ritardo tecnologico, bensì l’espressione di una profonda convinzione: in una vera supercar, la leggerezza rimane la chiave di tutto.

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