
Dopo aver fatto scalpore a Goodwood quest’estate, la Kimera K39 torna sotto i riflettori. Questa volta, però, non si tratta più di una presentazione o di una dimostrazione davanti al pubblico, bensì di una vera e propria prima prova su strada. I giornalisti di Top Gear si sono messi al volante del prototipo giallo dell’ipercar italiana sul loro famoso circuito di prova. E anche se i 1000 CV annunciati non sono ancora tutti disponibili, le prime impressioni sono già promettenti.
Lo stesso prototipo presentato a Goodwood, con alcune sorprese
Ricorderete che, lo scorso luglio, vi avevamo presentato i primi passi di La Kimera K39 al Festival of Speed di Goodwood. Un evento che era stato addirittura accompagnato da un piccolo incidente: il vetro trasparente del cofano motore era volato via durante la salita.

È proprio questo stesso prototipo giallo, battezzato «Kimi», che Jack Rix, giornalista di Top Gear, ha avvistato sul circuito di prova britannico. E, a quanto pare, l’auto porta ancora i segni del suo sviluppo accelerato. Si apprende in particolare che Kimera aveva avuto a disposizione solo due settimane per completare l’assemblaggio del telaio e montare il motore prima di Goodwood. Si dice addirittura che l’auto sia stata completata la mattina stessa della sua prima apparizione! Un altro aneddoto divertente: durante i test, il cofano motore è ora fissato saldamente con del nastro adesivo… per evitare che si ripeta il problema di Goodwood?


Un V8 Koenigsegg da 1000 CV… che per ora ne sviluppa solo 600
Sotto la carrozzeria ispirata ai prototipi da endurance degli anni ’80, la K39 nasconde un V8 biturbo da 5,0 litri fornito da Koenigsegg. Dovrebbe sviluppare 1000 CV e 1200 Nm di coppia, trasmessa esclusivamente alle ruote posteriori tramite un cambio manuale a sette marce. Ma Top Gear rivela un’informazione importante: durante questa prova, i turbocompressori funzionano solo a 0,2 bar. Il motore svilupperebbe quindi circa 600 CV, ovvero 400 CV in meno rispetto alla potenza finale annunciata.

Ciò non impedisce a Jack Rix di rimanere impressionato. Il giornalista descrive una meccanica rumorosa e brutale, con aumenti di regime particolarmente aggressivi. Riconosce immediatamente il carattere del V8 svedese, anche con una pressione di sovralimentazione così bassa. Kimera punta inoltre a un peso di soli 1100 kg, il che conferirebbe alla versione definitiva un rapporto peso-potenza particolarmente spettacolare.
Una Kimera più stabile, ma sempre altrettanto selvaggia
Al volante, Jack Rix nota una differenza significativa rispetto alle EVO37 e alle EVO38. Mentre queste ultime presentano un comportamento di guida tipicamente da rally, con una naturale tendenza allo slittamento, la K39 appare molto più stabile grazie al suo telaio più basso, più largo e più lungo.



Il saggio assume poi una nuova dimensione quando Luca Betti, fondatore di Kimera ed ex pilota di rally, si mette al volante con il giornalista come passeggero. Bastano poche curve affrontate a tutta velocità per dimostrare il potenziale dell’auto. Luca Betti ammette di aver inizialmente temuto di perdere il DNA di Kimera sviluppando un’ipercar più orientata alla pista. Ma i primi chilometri lo hanno rassicurato: nonostante la sua architettura completamente nuova, la K39 conserva quel carattere meccanico, grezzo e analogico che costituisce l’identità del costruttore.
C'è ancora molto lavoro da fare prima della versione definitiva
Va tuttavia tenuto presente che questa K39 rimane un prototipo in fase iniziale. L’abitacolo non corrisponde ancora a quello di serie, le regolazioni del telaio devono essere perfezionate e i 400 CV in più devono ancora essere sfruttati.



Dopo aver vinto un premio di design a Monterey e considerando l'intera produzione destinata ai clienti, Kimera deve ora trasformare questa prima impressione promettente in una vera e propria hypercar ben riuscita. Le prime consegne sono previste dopo l’avvio della produzione, previsto per la primavera del 2027. Nel frattempo, questa prova su strada di Top Gear offre un’anteprima di ciò che sta preparando la piccola casa automobilistica italiana. E forse il più impressionante deve ancora venire: immaginare questa stessa auto con i suoi 1000 CV sprigionati al massimo.
