Ordinata tre anni fa, sta ancora aspettando la sua De Tomaso P72: «al confronto, una Ferrari sembra una Volkswagen»

Dopo sette anni di attesa, la De Tomaso P72 è finalmente diventata realtà sulle strade. Il primo esemplare consegnato è già stato avvistato più volte tra la Germania e Monaco, un altro futuro proprietario ha appena raccontato perché si è innamorato di questa spettacolare supercar italiana. E quando la paragona a una Ferrari, le sue parole sono a dir poco sorprendenti.

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Si chiama Timothy Scheek, un imprenditore appassionato di automobili, e possiede già una rara Praga Bohema. In un video pubblicato su YouTube, approfitta di un soggiorno a Monaco per incontrare Norman Choi, il titolare di De Tomaso, e soprattutto avvicinarsi il più possibile alla P72 che ha commissionato ormai tre anni fa.

Tre anni di attesa e finalmente una P72 davanti a lui

«Ho ordinato la P72 già tre anni fa e ora hanno davvero avviato la produzione», spiega all’inizio della visita. Di fronte all’auto, il suo entusiasmo è evidente. Per lui, le proporzioni della P72 sono eccezionali e il suo abitacolo non assomiglia a nient’altro. Una filosofia che si sposa perfettamente con quella di questa supercar prodotta in soli 72 esemplari.

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Il titolare della De Tomaso gli presenta in particolare la monoscocca in carbonio, la cui realizzazione richiede in gran parte un lavoro manuale. Secondo Norman Choi, per assemblare un’auto sono necessarie circa 1.500-1.600 ore di lavoro. Anche la personalizzazione riveste un ruolo importante: colori, carbonio a vista, finiture metallizzate o strisce possono essere scelti dal cliente.

«Accanto a questa, una Ferrari sembra una Volkswagen»

Ma è quando Timothy Scheek vede la P72 sfrecciare per le strade di Monaco che il suo entusiasmo sale ancora di un livello. «Quando vedi questa auto in movimento e poi vedi una Ferrari, la Ferrari sembra proprio una Volkswagen», afferma. Un paragone volutamente provocatorio che riflette soprattutto ciò che lui cerca in un’automobile. Non si tratta semplicemente di prestazioni o di prestigio. Timothy Scheek spiega di considerare la De Tomaso una vera e propria opera d’arte e ritiene addirittura che il suo design sia, secondo i suoi gusti, superiore a quello proposto da Ferrari o Pagani.

Il suo percorso automobilistico permette di comprendere meglio questo punto di vista. Racconta che la sua prima auto che lo ha colpito è stata una Mercedes SL da 300 ch, dopo aver guidato una Škoda. Il passaggio alla sua prima Ferrari non gli avrebbe poi regalato un’emozione così forte. Al contrario, quando è passato da una Ferrari alla radicale Praga Bohema, afferma di aver ritrovato quella sensazione di cambiamento spettacolare.

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Quello che cerca è la differenza

È proprio lì che la De Tomaso P72 sembra aver trovato il suo posto nel suo garage. La sua Praga rappresenta ai suoi occhi l’estremo, con la sua leggerezza, il suo carico aerodinamico e il suo comportamento radicale. La De Tomaso gioca su un’altra corda: quella della bellezza e dell’emozione. Una scelta coerente con la filosofia della P72. Presentata nel 2019, sfoggia un design ispirato ai prototipi da corsa degli anni ’60 e si distingue nettamente dalle supercar moderne. Il suo V8 da 5,0 litri sovralimentato da circa 700 ch è abbinato a un rarissimo cambio manuale a sei marce.

A tre anni dall’ordine, Timothy Scheek non ha ancora la sua auto nel garage. E dopo aver finalmente visto la P72 su strada, l’attesa sembra persino più difficile: «Non riesco a credere che ne avrò davvero una in futuro. Non ci crederò finché non l’avrò nel mio garage.»

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2 recensioni su "Commandée il y a 3 ans, il attend toujours sa De Tomaso P72 : « à côté, une Ferrari ressemble à une Volkswagen »"

  1. Le linee delle Ferrari non sembrano quasi più italiane, soprattutto nei modelli più recenti. Potrebbero essere auto americane o giapponesi.
    Per quanto riguarda gli interni di questa De Tomaso: mi ricordano quelli della Huayra!

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    • Alla fine è proprio questa la ricetta che piace molto. D’altronde immagino che, da parte della Ferrari, se la inseriscono nel simulatore, non sia ottimizzata per ottenere i migliori tempi in pista.

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