
Dalla GT Bertone degli anni ’80 alla fedele 75, ancora in gara nel 2026, Keith Waite attraversa i decenni del campionato Alfa Romeo britannico con una costanza rara. Pilota, preparatore e ora padre di un altro concorrente, Tom Waite, incarna un’altra storia dell’automobilismo: quella degli appassionati che danno vita a un campionato ben al di là dei propri risultati.
Keith Waite è un esperto indipendente di Alfa Romeo e un pilota di corse di lunga data, particolarmente noto per il suo Alfa Romeo 75 modificata nei colori giallo e rosso della sua officina. È lui a gestire l'officina K And L Autos a Londra, dove mette a frutto oltre 35 anni di esperienza meccanica sui modelli classici e moderni del marchio italiano. La sua officina trasuda passione, traboccante di pezzi di ricambio, cassette degli attrezzi, documenti di ogni tipo, ma anche oggetti da collezione e decorativi. Non c’è un solo centimetro quadrato che sfugga all’amore per la meccanica in quello che un servizio su YouTube definisce «la caverna delle meraviglie», in riferimento ad Aladino.
Keith e Alfa: il frutto di alcuni incontri
Intorno al 1984, in un’Inghilterra colpita dalle conseguenze della recessione economica e dai disordini sociali dell’era thatcheriana, Keith Waite trascorre alcuni mesi in un corso tecnico post-diploma e scopre l’Alfa Romeo ottenendo il suo primo lavoro in un’officina. Un uomo di nome Tim Stewart lo contattò. Aveva appena rilevato un franchising Alfa Romeo dopo aver acquistato una concessionaria Jaguar situata vicino alla stazione ferroviaria. Keith entrò a far parte dell’azienda, passando gradualmente da apprendista a capo officina. La concessionaria Alfa Romeo finì per chiudere e Keith iniziò a lavorare per un’altra rinomata officina, la Hazelmere Motor Company, gestita da Bob Buttery, uno dei primi vincitori del campionato Alfa Romeo IK. Anche questa officina viene a sua volta rilevata alcuni anni dopo da un’altra società, il che spinge Keith a fare il grande passo e a creare una propria attività: K&L Autos. K, che sta per Keith, ovviamente, e L per Lynn, sua moglie.
Ancora oggi, Keith ammette di occuparsi un po« di tutti i tipi di modelli, ma dall’inizio della pandemia hanno deciso di concentrarsi sui modelli classici piuttosto che su quelli moderni. Questo sia per alleggerire un po» l’intenso carico di lavoro, sia perché, secondo lui, i modelli moderni «stanno raggiungendo una fase in cui la gente non li apprezza più». Quando c’è un problema, tutto costa molto caro. Bisogna investire molto per dotarsi delle attrezzature moderne necessarie. Suo figlio lavora per un’azienda chiamata Casa automobilistica franco-italiana, a pochi chilometri da K&L, e dispongono di tutte le attrezzature moderne. Quindi, se un cliente arriva con un’auto moderna, Keith lo manda lì.
Una prima auto da corsa che si è guastata… in un batter d’occhio!
Ma torniamo alla gara, dato che Keith, quest’anno, è iscritto alla sua 39ª stagione nel campionato Alfa UK! All’origine di questa saga, alcuni conoscenti lo invitano, a metà degli anni ’80, a partecipare ai Track Days Alfa Romeo organizzati da un club a Castle Combe. Lì ha l’occasione di guidare una Alfa Romeo 33 nuova, poi, poco dopo, si imbatte in un annuncio di vendita di una coupé Bertone GTV 2000. Una coupé blu, con il motore e i freni bloccati, ma per il resto in condizioni relativamente buone. La acquista senza troppe difficoltà per 300 sterline – a quei tempi non ci si preoccupava troppo – la rimette a nuovo, la prepara per la gara, ma non ne è il primo pilota ufficiale. La prestò a Paul O’Hallen, uno dei piloti di punta del campionato Alfa Romeo. Ma a Mallory Park, al suo esordio in gara, l’auto fu distrutta in un incidente! Keith Waite non ha quindi mai guidato la prima auto da corsa che aveva preparato… tuttavia, a titolo di risarcimento, poco dopo si aggiudica un’altra GTV 2000, questa volta verde. Niente male!

GTV Bertone, GTV6, Giulietta: ce n’è per tutti i gusti
Il britannico fa il suo esordio nelle competizioni Alfa Romeo nella stagione 1986/1987. A quell’epoca, il campionato si svolgeva in un contesto ben diverso da quello odierno. I paddock sono pieni di auto derivate da modelli di serie, le preparazioni sono spesso artigianali e i piloti hanno con le loro auto un rapporto di vicinanza che si riscontra meno frequentemente nelle discipline professionali moderne.
Già nel 1987, Waite compare nelle classifiche al volante della’Alfa Romeo GTV verde. Cambio manuale, vecchi Pirelli P6, senza roll-bar: era proprio «alla buona»! Intorno al 1989, passa all’Alfetta GTV6, un’evoluzione che preannuncia già la sua passione per le Alfa con motore V6. Si alterna con altre auto, dato che corre su una Giulietta a metà degli anni ’90, per poi tornare nel 1998 su una GTV6 da tre litri a Croft, dove si classifica ottavo nella classifica generale.

A metà degli anni ’90, Keith Waite correva principalmente con una Alfa Romeo Giulietta Tipo 116 in collaborazione con Paul Legge. Il loro equipaggio fa parte del Unità condivisa, che permette a più piloti di condividere un'auto. Nel 1994, i due si classificano terzi in questa competizione, per poi vincerla nel 1996. Questa Giulietta tipo 116 viene poi rivenduta ad Andy Page, che continua a schierarla nella categoria Modified!

La 75: un’auto, uno stile inconfondibile
All’inizio degli anni 2000, l’Alfa Romeo 75 si afferma progressivamente come la sua auto emblematica. Acquista una 75 2.4 con cambio automatico a cinque marce, la cui carrozzeria e il cui telaio erano in buone condizioni, ma la cui meccanica era fuori uso. Waite recuperò quindi il motore, il cambio e tutto il resto della GTV6 per montarli sulla 75. Si allargarono i parafanghi, si montarono cerchi più grandi, freni più potenti e una targa posteriore «K+L», che rende un romantico omaggio a questa coppia di appassionati. E da allora, questa 75, i cui colori ricordano quelli di un famoso fast food (o di una famosa compagnia petrolifera, il che calza a pennello), non si è praticamente mossa.


Appare così intorno al 2002 nella categoria dei Berline modificate. Nel 2004 si è classificato secondo nella gara di apertura a Castle Combe. L’anno successivo, la sua 75 3.0L gli ha permesso di ottenere diversi risultati significativi. A Croft si classifica terzo in una prima gara prima di vincere la seconda, aggiudicandosi così una vittoria «scratch» a tutte le categorie. Aggiunge inoltre una vittoria di categoria a Brands Hatch. Nel corso delle stagioni, l’auto si evolve e le categorie cambiano: Class A, poi Modified o Power Trophy. Gli anni passano, ma la 75 rimane.

Castle Combe 2016: il pieno di gasolio che avrebbe potuto rovinare tutto
Gli aneddoti tecnici sono all’ordine del giorno nei paddock, ma alcuni meritano di rimanere impressi nella memoria. Quello di Castle Combe, nel 2016, è tra i più gustosi della carriera di Waite. A seguito di un errore nel rifornimento, la 75 si ritrova con del gasolio nel serbatoio. Per un’auto da corsa alimentata a benzina, il problema è grave.


Keith, suo figlio Tom e Paul Legge si danno da fare per cercare di risolvere la situazione. Bisogna svuotare il serbatoio, rabboccare con il carburante giusto e sperare che il gasolio non abbia contaminato l’intero circuito di alimentazione. L’operazione viene portata a termine in tempo. Il V6 alla fine si riavvia, non senza fumo né preoccupazioni, poi torna a funzionare abbastanza bene da permettere all’auto di tornare in pista.

Quello che succede dopo è quasi troppo bello per essere vero: Waite si classifica secondo in entrambe le gare. Non conquista la classifica generale, ma ottiene per due volte il miglior piazzamento nel Power Trophy.
La nuova generazione è pronta
Nel 2018, Keith Waite trova un’altra Alfa Romeo 33 di colore verde brillante, mentre è alla ricerca di una 1750 Duetto per un cliente. Sfogliando gli annunci e le aste, scopre questa piccola berlina e la mostra a suo figlio Tom. Il racconto pubblicato dal campionato aggiunge un tocco di umorismo familiare. Keith e Tom spiegano a Lynn, la moglie di Keith, che andranno semplicemente a fare un giro di andata e ritorno nel Norfolk per dare un’occhiata all’auto. Eppure, hanno portato con sé tutto il necessario per valutare un acquisto, compresi gli attrezzi e il necessario per poter ripartire con l’auto.

Keith si mette prima al volante dell’auto verde, dotata di un motore da 1,5 litri. Il campionato, abituato a vederlo al volante delle sue Alfa con motore V6, si diverte per questa parentesi. Ma la destinazione d’uso della piccola 33 è chiara: deve fungere da prima auto da gara per Tom. Nel 2019, il padre si tiene la grande berlina a trazione posteriore, mentre il figlio scopre l’automobilismo al volante della 33, più leggera e meno potente.
Trentanove stagioni, e ancora la voglia di tornare
La carriera di Waite subisce alcune interruzioni, le gare diventano più sporadiche, ma lui non si ritira definitivamente. Recentemente ha dichiarato in un servizio del canale Alfa Classic Ltd: » L’anno scorso non ho partecipato a molte gare, solo una. Sono andato a correre a Donington, soprattutto per vedere se ero ancora in grado di farlo. Quindi, finché mi diverto, continuerò. »
È la risposta più semplice. E nel 2026, il nome di Keith Waite figura ancora nelle liste del campionato. Non punta alle prestazioni e forse corre a un ritmo diverso rispetto agli altri «Modified», ma non è questo ciò che conta. A Donington Park si è classificato sesto nella categoria Modified in entrambe le gare del meeting, poi era presente a Outlon Park per l’ultima prova del campionato. Ovviamente, i tempi sono ben lontani da quelli delle Giulia QV di Barry McMahon o delle 4C da 500 CV di Jon Berry, ma non importa. Come una mascotte, la 75 bicolore del veterano continua a fare da ponte tra le epoche.
La carriera di Keith Waite non è quella di una star internazionale. Il suo nome non figura tra i grandi campioni del mondo delle auto da turismo e sarebbe fuorviante valutare il suo percorso alla luce delle statistiche di un pilota professionista. Il filo conduttore rimane la fedeltà e la passione: fedeltà all’Alfa Romeo, alla 75 che guida da quasi un quarto di secolo, agli amici incontrati nei paddock e a una competizione che continua a fargli venire voglia di tornare. Nel 2026, quarant’anni dopo il suo esordio, Keith Waite è ancora lì. La 75 forse non è più l’auto più recente né la più spettacolare della griglia di partenza, ma rappresenta qualcosa che i regolamenti e i cronometri non possono misurare: una vita intera trascorsa a correre.

