A 40 anni dalla sua ultima gara, questa Alfa Romeo ‘Napolina’ fa risuonare di nuovo il suo V6 Busso… dopo un lungo restauro

L'Alfa Romeo GTV L’auto in questione non correva più in competizioni ufficiali dalla metà degli anni ’80, ovvero da esattamente 40 anni. Chris Snowdon e il suo team hanno dedicato mesi al meticoloso restauro di questa vettura affinché potesse fare il suo grande ritorno in pista al Festival Italia a Brands Hatch nell’agosto 2026 e in occasione dei principali raduni storici, come il Goodwood Members’ Meeting.

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Chris Snowdon è un punto di riferimento indiscusso nella preparazione delle Alfa Romeo GTV e GTV6 da competizione, ma anche una leggenda dell’Alfa Romeo Championship UK, di cui è stato campione nel 1994 e nel 1995 su una GTV6 3.3. Attraverso la sua scuderia Chris Snowdon Racing (CSR), con sede nel West Sussex, è rinomato per la sua competenza sui modelli con architettura transaxle, offrendo servizi di restauro completo, ricostruzione di carrozzerie da gara storiche (ex-BTCC) e ottimizzazione dei cambi transaxle.

Un’icona degli anni ’80

La Napolina GTV6 è una delle “Touring Car” più famose del BTCC degli anni ’80. Si tratta di un’autentica vettura di Gruppo A da fabbrica, che all’epoca correva per il Napolina Alfa Romeo Dealer Team, guidata dal famoso pilota del BTCC Jon Dooley, recentemente scomparso. Responsabile finanziario per Alfa Romeo Nel Regno Unito, in quel periodo, Dooley era un pilota amatoriale di grande esperienza, che alla fine del 1975 fu cofondatore dell’Alfa Romeo Dealer Team (ARDT). Con un budget pari a meno di 10 % di quello delle scuderie ufficiali, il team ARDT fece scalpore nel campionato britannico. La partnership con Napolina, marchio di importazione di prodotti alimentari italiani, portò alla creazione di una famosa ed elegante livrea nera impreziosita da strisce rosse e verdi, che divenne poi leggendaria nell’automobilismo britannico.

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Dooley è salito tre volte sul podio finale del campionato (3° nella classifica generale nel 1981, 1984 e 1987). Conquistò il titolo nella sua categoria (1300 cc) nel 1981 su un’Alfasud di seconda mano con 85.000 miglia all’attivo, prima di ripetere l’impresa nel 1984 nella categoria B al volante della famosa GTV6. Quel telaio era l’unica e sola Alfa Romeo GTV6 configurata nel Gruppo 1 (auto di serie con modifiche minime) a gareggiare ufficialmente in quel periodo.  Nel 1983 subì una profonda trasformazione per adeguarsi al regolamento del Gruppo A (più permissivo in materia di modifiche alle sospensioni e al motore).

Un relitto che raccoglieva polvere

Questa GTV sfoggiò la livrea nera Napolina fino alla metà della stagione 1985, prima di essere riverniciata di bianco con i colori del nuovo sponsor, la John West, azienda produttrice di conserve di pesce.  L’auto fu schierata da Jon Dooley per una gara dimostrativa in occasione dell’Heart Foundation Day sul circuito di Snetterton alla fine del 1985, ma, a causa di una foratura ad alta velocità, l’Alfa Romeo uscì violentemente di pista e compì diversi capottamenti. Sebbene Jon Dooley e il suo passeggero ne siano usciti illesi, la vettura, gravemente danneggiata, non è mai stata rimessa in sesto per il campionato.

Successivamente fu messa in deposito, per poi essere acquistata, decenni più tardi, dalla CSR dalla famiglia Dooley in uno stato di avanzato degrado. La GTV restaurata, ora tornata a circolare, conserva del resto alcune tracce del suo tumultuoso passato, che i restauratori hanno mantenuto come testimonianza della sua lunga storia.

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«Abbiamo iniziato il restauro presso CSR: sono riuscito a procurarmi una carrozzeria verniciata, con tutti i componenti da gara pronti per essere montati sull’auto, ed è stato un lavoro titanico perché è impossibile trovare ricambi per questi modelli». «Abbiamo dovuto sostituire il tetto perché era marcio. Il tunnel di trasmissione porta ancora tutti i segni del sollevamento di allora. C’è persino una quantità impressionante di piastre di rinforzo sul tunnel, residui del momento in cui il volano si è staccato dal motore ed è finito nell’abitacolo mentre Jon stava guidando a Silverstone. » «Abbiamo lasciato tutto al suo posto; è ancora tutto sull’auto.»

Motore e trasmissione

Per riportarla in pista nella configurazione d’epoca, CSR ha dovuto affrontare importanti sfide tecniche. Il motore V6 Busso da 2,5 litri è stato meticolosamente ricostruito secondo le rigorose schede di omologazione storiche. «È dotato di pistoni ad alta compressione. Si è limitati dalle dimensioni delle valvole e bisogna mantenere la stessa cilindrata, ma si ottengono circa 230-240 ch »con questo motore che arriva a circa 8000 giri/min.» La frizione a doppio disco è stata sostituita con una frizione monodisco potenziata da 3 litri, del tipo Alfa 75 V6.

Foto: auto classiche e sportive

Una delle caratteristiche più complesse delle Alfa di tipo 116 è l'albero di trasmissione, che gira alla stessa velocità del motore. Il socio di Chris, Richard Melvin, ha spiegato a Classico & Auto sportive che, ad alti regimi, le vibrazioni trasmesse al carter della frizione rendono necessario l'uso di un carter speciale rinforzato su misura per evitare rotture in pista. 

Messa a punto del telaio e guida raffinata

Preparata in conformità con il regolamento delle principali gare storiche (come quella di Goodwood), deve obbligatoriamente utilizzare pneumatici diagonali scolpiti, il che richiede un enorme lavoro di messa a punto degli ammortizzatori (Koni regolabili) per massimizzare l’aderenza senza alterare il comportamento d’epoca.

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Foto: auto classiche e sportive

Le sospensioni sono interamente montate su snodi sferici e prive di gomma, mentre le molle e le barre antirollio sono state rinforzate, in particolare le barre di torsione anteriori, e l’Alfa beneficia di ammortizzatori specifici CSR grazie a una collaborazione con Quantum per lo sviluppo di un sistema di valvole su misura. Per eliminare il sottosterzo cronico della GTV6 alle alte velocità, il team ha collaborato con ingegneri specializzati nell’analisi dei dati. Questi ultimi li hanno spinti a realizzare una barra antirollio anteriore sovradimensionata (il cui spessore esatto rimane un segreto d’officina gelosamente custodito da Richard Melvin!).

Foto: auto classiche e sportive

Chris Snowdon spiega come domare questo telaio transaxle: Bisogna essere molto precisi e trasferire tutto il peso sulla parte anteriore in frenata per far girare l'auto, perché «non si può far slittare il posteriore in derapata, altrimenti non torna più indietro». Ammette che l’auto tende a sottosterzare, ma precisa che è una caratteristica tipica della guida di una GTV6: «Per farla girare, bisogna spostare tutto il peso in avanti in fase di frenata».

Ogni dettaglio conta

All’epoca, la GTV6 di Jon Dooley era equipaggiata con cerchi Compomotive TH Turbo in tre parti. Questi cerchi dal design «completamente flangiato», con piccole aperture lungo il perimetro, erano altamente aerodinamici e progettati per dissipare il calore dei freni. Il problema è che sono introvabili sul mercato, poiché i ricambi originali hanno spesso subito crepe o deformazioni dopo decenni di competizioni. 

Di fronte a questa situazione di stallo, CSR ha ordinato e commissionato direttamente la riproduzione su misura di cerchi in stile TH Turbo in più parti. Fedeli riproduzioni delle Compomotive, sono assemblate in tre parti (disco centrale e due semidischi di cerchio imbullonati) e disponibili nelle misure da 13 a 16 pollici per adattarsi perfettamente ai mozzi specifici Alfa Romeo a 5 fori.

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Il look «Napolina» ha conquistato gli appassionati: le ali centrali specifiche, abbinate ai bordi esterni in alluminio lucido, conferiscono alla GTV6 nera il suo aspetto così aggressivo e rigorosamente storico sulla griglia di partenza di Brands Hatch e Goodwood.

Dalla GTV rigorosamente d'epoca alla versione radicale

Chris Snowdon ha riportato in pista la GTV per la prima volta in occasione del Goodwood Members’ Meeting: l’auto è stata testata e iscritta al prestigioso Win Percy Trophy a Goodwood. Chris Snowdon ha condiviso il volante con il famoso pilota e presentatore Tiff Needell. Tiff ha concluso al 20° posto nella prima manche, mentre Chris ha recuperato posizioni fino al 15° posto nella seconda manche, aggiudicandosi un 14° posto combinato nella classifica generale contro concorrenti con cilindrate ben più elevate.

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Per il Festival Italia 2026 a Brands Hatch nell’agosto 2026, la scuderia schierò due vetture: Chris Snowdon sulla GTV6 nera Napolina e George Osborne sull’Alfetta GTV 2.0 rossa Napolina (Gruppo 2).   L’auto ha fatto scalpore sul tracciato dell’Indy Circuit. Chris ha saputo sfruttare il leggendario equilibrio del telaio transaxle della GTV6 per regalare fantastici duelli in pista, confermando che l’auto è oggi assolutamente affidabile e competitiva.  

La potenza della GTV6 restaurata dipende dalla configurazione, poiché la sua officina ne prepara diverse varianti: Per la categoria Power Trophy del campionato attuale, la GTV6 d’epoca «Napolina» (2,5 litri), secondo la rigorosa scheda di omologazione degli anni ’80, mantiene un motore da 2,5 litri che sviluppa tra i 220 e i 240 ch. Per i clienti che cercano la massima messa a punto (gestione MoTeC), l’officina propone una versione da gara estrema, la cui cilindrata sale a 3,8 litri con 24 valvole, che sviluppa fino a 400 ch (stimati) a 7.300 giri/min, per una coppia di 461 Nm a 5.450 giri/min. Impressionante!

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