
A Stellantis, le strategie sembrano ormai molto diverse a seconda dei continenti. Come accennavamo in un precedente articolo, il gruppo automobilistico si articola attorno a tre grandi orientamenti. In Europa, la priorità rimane l’elettrificazione, con auto 100% elettriche, modelli ibridi e persino l’ambizione di proporre piccole auto elettriche a 15.000 €. Negli Stati Uniti, è quasi l’opposto: Stellantis sta preparando il ritorno del motore V8, nonostante un nuovo motore Hurricane a sei cilindri in grado di sviluppare fino a 600 ch. Perché per gli americani la potenza non è tutto: ci vuole anche il rombo di un V8.
E in America Latina? Quella è tutta un’altra storia. Stellantis si appresta a inaugurare un nuovo stabilimento per la produzione di motori diesel in Argentina, con una produzione che inizierà già nel 2027. Un annuncio che conferma che il gruppo non ha affatto intenzione di abbandonare questa motorizzazione su tutti i mercati.
Inaugurazione di un nuovo stabilimento per la produzione di motori diesel
È in un comunicato pubblicato il 19 ottobre 2026 Stellantis ha ufficializzato questa nuova fase industriale. Il gruppo annuncia che il proprio stabilimento di Ferreyra, situato a Córdoba, in Argentina, si appresta a inaugurare un nuovo impianto di produzione di motori. A partire dal 2027, questo stabilimento produrrà il motore diesel 2.2 Multijet, destinato sia ai veicoli prodotti localmente che a quelli destinati all’esportazione. Una decisione importante per Stellantis, che rafforza così la propria presenza industriale in Sudamerica. Questa nuova attività rientra in un investimento complessivo di 385 milioni di dollari USA, che ha inoltre consentito allo stabilimento argentino di avviare la produzione di due pick-up: il Fiat Titano e il Ram Dakota. Il complesso continua parallelamente a produrre la Fiat Cronos, uno dei modelli più popolari sul mercato argentino.
Il diesel ha ancora un futuro brillante davanti a sé
Questo annuncio può sorprendere se si considera la strategia europea di Stellantis. Tuttavia, conferma soprattutto che il gruppo sta ormai adattando le proprie motorizzazioni alle aspettative di ciascun mercato. In America Latina, dove i pick-up rivestono un ruolo importante, il diesel continua a presentare validi punti di forza, in particolare per i professionisti e gli automobilisti che cercano coppia, autonomia e capacità di carico.
E nemmeno l’Europa ha ancora voltato completamente pagina sul diesel. Recentemente abbiamo rivelato che Stellantis stava sviluppando un nuovo motore diesel 2.2 Multijet ibrido a 48 V, la cui produzione dovrebbe iniziare nel 2029 nello stabilimento italiano di Pratola Serra. Ma, a differenza dell’America Latina, questa nuova motorizzazione elettrificata sarebbe riservata esclusivamente ai veicoli commerciali, in particolare al Fiat Ducato e ai suoi derivati.
Lo storico stabilimento argentino entra in una nuova era
L'annuncio arriva proprio mentre il sito argentino ha appena superato una soglia simbolica: 1,5 milioni di veicoli prodotti dalla sua inaugurazione nel dicembre 1996. La storia di questo stabilimento è del resto strettamente legata alla Fiat e all’Italia. Già nel 1995, alcuni ingegneri argentini erano stati inviati in Italia per seguire un corso di formazione sui metodi di produzione della casa automobilistica. Da allora, lo stabilimento ha prodotto in particolare le Fiat Palio, Siena e Cronos, con quest’ultima che ha superato i 500.000 esemplari prodotti. Trent’anni dopo, Stellantis gli affida quindi una nuova missione con la produzione di motori diesel.

Tra i veicoli elettrici in Europa, il ritorno del V8 negli Stati Uniti e i nuovi motori diesel in America Latina, Stellantis sembra ora privilegiare una strategia su misura per ogni continente piuttosto che una motorizzazione unica per tutti i mercati.