Stellantis lancerà effettivamente un nuovo motore diesel ibrido… solo che non equipaggerà nessuna auto

Fino a pochi anni fa, l’idea poteva sembrare quasi controcorrente. Mentre l’industria automobilistica europea accelerava verso la 100 % elettrica, Stellantis stava lavorando a una soluzione che molti ritenevano destinata al fallimento: un motore diesel abbinato a un sistema ibrido. Le ultime notizie provenienti dall’Italia confermano ora che questo progetto esiste davvero. Ma con una grande sorpresa: a quanto pare non sarebbe destinato alle autovetture.

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Sembra che sia lo stabilimento italiano di Pratola Serra ad aver ottenuto l'esclusiva per la produzione destinata a Stellantis. Secondo diversi sindacati italiani informati dalla direzione dello stabilimento, la produzione dovrebbe iniziare nel 2029.

Un motore diesel Multijet 2.2 ibrido a 48 V

Già nel febbraio 2025 avevamo accennato alla possibilità di vedere Stellantis torna al diesel ibrido. Nel febbraio 2026, nuove informazioni lasciavano addirittura intravedere un motore diesel Multijet elettrificato che avrebbe potuto di equipaggiare diverse auto del gruppo. Gli ultimi annunci consentono oggi di avere un quadro molto più chiaro della situazione. Secondo il sindacato Fismic, si tratterà effettivamente di un motore diesel 2.2 Multijet con sistema ibrido MHEV a 48 volt.

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Il motore sarà prodotto a Pratola Serra, stabilimento che già produce il 2.2 Multijet destinato in particolare ai veicoli commerciali di Stellantis. Questa nuova evoluzione dovrebbe consentire di migliorarne l’efficienza e ridurne le emissioni, pur mantenendo le qualità del diesel per i veicoli che percorrono molti chilometri. Ma contrariamente a quanto potevano far supporre le prime informazioni all’epoca, questo nuovo motore non dovrebbe trovare posto sotto il cofano di un’Alfa Romeo, di una Peugeot o di una Fiat.

Motorizzazione riservata ai veicoli commerciali

Questa è probabilmente la principale novità di questo annuncio. Secondo le informazioni fornite ai rappresentanti sindacali, il nuovo motore diesel mild hybrid sarà destinato ai veicoli commerciali prodotti negli stabilimenti Stellantis di Atessa, in Italia, e di Gliwice, in Polonia.

Il sindacato FIOM-CGIL fa riferimento, più precisamente, a un impiego sul Fiat Ducato e sui veicoli della stessa famiglia. Stellantis disporrebbe così di una nuova alternativa tra i suoi veicoli commerciali elettrici 100 % e le versioni diesel tradizionali. La scelta non è affatto banale. Per i professionisti che percorrono lunghe distanze, trasportano carichi pesanti o non possono fermare regolarmente il proprio veicolo per ricaricarlo, il diesel continua a presentare validi vantaggi. L’ibridazione a 48 V potrebbe consentire a Stellantis di ridurre consumi ed emissioni senza stravolgere questi utilizzi… ma anche di’evitare una multa esorbitante.

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Pratola Serra si aggiudica un motore strategico

L’annuncio rappresenta soprattutto un’ottima notizia per lo stabilimento italiano. Dopo anni di incertezze e cassa integrazione, Pratola Serra ottiene una prospettiva industriale che potrebbe estendersi al prossimo decennio. Il sito industriale avrebbe una capacità produttiva di circa 600.000 motori all’anno. I sindacati sperano quindi che il nuovo 2.2 Multijet ibrido consenta gradualmente di aumentare il carico di lavoro sulle linee di produzione. Permangono tuttavia alcuni interrogativi riguardo agli investimenti, ai volumi e alle precise conseguenze sull’occupazione.

Stellantis non abbandona il diesel. Anzi, secondo alcuni media locali, il gruppo sta preparando una nuova evoluzione tecnologica per il 2029 e almeno fino al 2040. Ma questa volta saranno i professionisti a trarne vantaggio.

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