La Fiat 500e ha un difetto che potrebbe causare un'esplosione... Gli specialisti chiedono un richiamo a livello mondiale

Pochi giorni dopo aver menzionato il futuro tecnico della Fiat 500 elettrica, Una rivelazione ha gettato un'ombra sulla city car italiana. E non da chiunque. L'allarme arriva da EV Clinic, un'azienda specializzata nella riparazione di batterie e motori elettrici riconosciuta in tutta Europa. I risultati sono preoccupanti: un difetto di progettazione potrebbe rendere la 500e potenzialmente pericolosa.

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Un “cervello” elettrico che può portare al disastro

Al centro del problema si trova un componente poco conosciuto dal grande pubblico, ma essenziale per il funzionamento dell'auto: il modulo IDCM/OBCM/AMP/EVCC. Dietro questo complesso acronimo si nasconde il vero cervello elettrico della Fiat 500e. Raggruppa una serie di elementi critici, come il caricabatterie di bordo, la gestione della batteria e il controllore di potenza.

Secondo EV Clinic, questo modulo presenta un grave difetto. Può consentire l'infiltrazione di refrigerante all'interno dei suoi circuiti. Una situazione esplosiva in un ambiente elettrico ad alta tensione. Una volta a contatto con i componenti a 400 volt, questo liquido provoca un cortocircuito. Il risultato può essere spettacolare: il contenitore può gonfiarsi, esplodere o addirittura prendere fuoco. Il workshop cita anche un comportamento ricorrente, descritto in modo ironico ma preoccupante come fenomeno “kaa-boom”.

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Un rischio reale per i sistemi di sicurezza

Ciò che rende la situazione ancora più preoccupante è che questo modulo non gestisce solo l'alta tensione. È anche collegato alla rete di bassa tensione dell'auto, che alimenta apparecchiature essenziali come i sistemi di sicurezza. In almeno un caso documentato da EV Clinic, un guasto ha portato alla completa distruzione del circuito a bassa tensione. In termini pratici, ciò significa che i componenti critici per la sicurezza dei passeggeri possono essere compromessi. Non si tratta quindi solo di un guasto che immobilizza il veicolo, ma di un problema che potrebbe avere conseguenze dirette sulla sicurezza.

Un guasto costoso... e quasi irreparabile

Come spesso accade con i moderni veicoli elettrici, le riparazioni non sono né semplici né convenienti. La sostituzione di questo modulo costa tra i 5.000 e i 7.000 euro. Sono un sacco di soldi per una city car. Ma il problema più grande è un altro. A differenza di molte parti di automobili, è impossibile installare un modulo di seconda mano. Questo componente è bloccato elettronicamente al veicolo tramite diversi immobilizzatori, con i dati del VIN e della chiave memorizzati in diverse memorie. Di conseguenza, anche un pezzo proveniente da un veicolo incidentato non può essere riutilizzato. Un vincolo che rende ogni guasto particolarmente costoso per il proprietario.

Un errore di progettazione secondo gli specialisti

Per EV Clinic, il problema non è solo un difetto isolato. Si tratta di una scelta progettuale discutibile. Il fatto che tutti i componenti ad alta tensione siano alloggiati in un unico involucro crea un unico punto di guasto. È chiaro che se questo modulo si guasta, l'intero sistema può risentirne, a volte in modo brutale. Un'architettura che, secondo gli esperti, aumenta notevolmente i rischi.

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Ancora più preoccupante è il fatto che il workshop sostenga di aver osservato un numero di casi sufficientemente elevato da far pensare a un problema ricorrente. Questo tasso di guasti è considerato “allarmante” e in altri contesti avrebbe già potuto scatenare una campagna di richiamo su larga scala.

Un silenzio che suscita domande

Di fronte a queste rivelazioni, una domanda sorge spontanea a questo esperto: perché non è stata ancora intrapresa nessuna azione da parte di Fiat ? Secondo EV Clinic, un guasto che coinvolge una miscela di refrigerante e componenti ad alta tensione dovrebbe essere immediatamente classificato come un rischio per la sicurezza. In molti mercati, questo tipo di problema avrebbe già portato a un richiamo globale. Per il momento, non è stata fatta alcuna comunicazione ufficiale in merito.

Questa rivelazione arriva in un momento in cui la Fiat 500e sta già affrontando tempi difficili. Con il calo delle vendite, il riposizionamento del prezzo e l'arrivo previsto di una nuova batteria entro il 2027, la city car elettrica gioca un ruolo importante nel suo futuro. Ma se questo difetto dovesse essere confermato su larga scala, l'intera strategia intorno a questo modello elettrico potrebbe essere messa in discussione.

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6 recensioni su "La Fiat 500e a un défaut qui peut provoquer une explosion… ce spécialiste réclame un rappel mondial"

  1. Come Apple, Fiat ha scelto di utilizzare riparatori autorizzati e ricambi certificati per motivi di margine e sicurezza. Sebbene non si possano negare i problemi descritti - che sembrano gravi - vale la pena notare che EV Clinic ha preso di mira Stellantis per anni perché vorrebbe poter riparare i propri modelli elettrici al posto dei riparatori citati.

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    • Grazie, infatti EV Clinic, che seguo da diversi anni, prende di mira Stellantis, ma non solo (anche BMW ci è passata), in generale deplora i costruttori che non giocano sulla riparabilità. Ma chi può biasimarli? Che si tratti di un'auto a combustione o di uno smartphone, oggi è possibile effettuare le riparazioni dove si vuole.

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      • Lo vedo come un vantaggio per i proprietari e per gli acquirenti dell'usato: i modelli rubati non possono essere facilmente piratati o venduti come pezzi di ricambio e un modello usato può essere facilmente certificato. Lo svantaggio è il costo dei ricambi e della manodopera.

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  2. Qualunque sia la strategia, il costruttore deve esaminarla molto attentamente, per non ritrovarsi con un altro scandalo come quello della takata takata ecco che arrivano i dalton... che potrebbe costargli il suo futuro già non molto brillante...

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  3. Cosa c'è da fare per un'azienda più piccola e più grande? Che cosa non va nella critica più rigorosa, quando si tratta di analisi tecnicamente errate?
    Ho visto diversi «Enthüllungsartikel» qui e sono molto entusiasta del modo in cui le vecchie informazioni vengono utilizzate per creare nuove sensazioni.

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