
Il 30 ottobre 2026 si è voltata una pagina della storia automobilistica europea. Dopo 57 anni di attività e oltre 52 milioni di motori prodotti, lo stabilimento francese di Douvrin, nel Pas-de-Calais, chiude definitivamente i battenti. Di proprietà di Stellantis, questo stabilimento industriale rimarrà in particolare legato al motore 1.2L PureTech, i cui problemi di affidabilità hanno caratterizzato gli ultimi anni. Ma dietro questa chiusura si nasconde una storia ben più ricca, che riguarda anche Alfa Romeo e Lancia.
57 anni di storia e 52 milioni di motori
Nel 1969 Peugeot e Renault decisero di unire le forze per creare questo stabilimento. All’epoca, esso rappresentava un importante investimento industriale per una regione colpita dal declino dell’attività mineraria.
La fonderia entra in funzione nel 1971, prima dell’avvio della produzione dei primi motori della famiglia X nel 1972. Seguiranno numerose altre motorizzazioni, tra cui i famosi motori TU, prodotti in oltre 15,6 milioni di esemplari fino al 2013. Nel corso dei decenni, Douvrin è diventata uno dei principali centri europei di produzione di motori termici. Al suo apice, lo stabilimento contava circa 5.800 dipendenti.
Nel 2014 lo stabilimento era interamente di proprietà del gruppo PSA, per poi passare sotto il controllo di Stellantis nel 2021, a seguito della fusione con FCA.
Lo stabilimento di PureTech chiude definitivamente
Negli ultimi anni, Douvrin era nota soprattutto per la produzione di diversi motori del gruppo PSA, in particolare i 1.2L PureTech, i 1.5 BlueHDi e, in precedenza, i 1.6 THP.
La produzione dei motori PureTech era iniziata nello stabilimento nel 2013-2014, con l’installazione di nuove linee di produzione. Un motore diventato tristemente famoso a causa dei suoi problemi di affidabilità, in particolare quelli legati alla cinghia di distribuzione immersa nell’olio.
Per una strana coincidenza, questa chiusura arriva solo pochi giorni dopo le scuse pubbliche di Antonio Filosa. Lo scorso 19 ottobre, l'amministratore delegato di Stellantis ha riconosciuto le difficoltà incontrate dai clienti con motori PureTech e ha promesso di fare della qualità una priorità.

La chiusura di Douvrin era tuttavia prevista già da diversi anni. L’assemblaggio dei motori era già cessato, mentre alcune operazioni di lavorazione meccanica proseguivano ancora. Il 30 ottobre segna quindi la chiusura definitiva delle attività industriali dello stabilimento. Ma non è la fine di questo motore. Il motore EB2 da 1,2 litri di terza generazione, che non si chiama più Puretech e che equipaggia numerosi modelli Stellantis in Europa, viene ancora prodotto in un altro stabilimento Stellantis a Szentgotthard, in Ungheria, insieme al motore EP6 da 1,6 litri.
Uno stabilimento così legato alla storia dell’Alfa Romeo
Ma Douvrin non si limita al PureTech. Già dal 1974, lo stabilimento produceva il famoso V6 PRV, sviluppato da Peugeot, Renault e Volvo. Questo motore equipaggiava in particolare la DeLorean DMC-12, ma anche la Lancia Thema. Ed è proprio quest’ultima che consentirà, in modo piuttosto inaspettato, all’Alfa Romeo di sviluppare il proprio motore da competizione per la 155 V6 TI nel 1996.

Per rispettare il regolamento del campionato ITC, l’Alfa Romeo aveva bisogno di un V6 a 90°. Il costruttore italiano si è quindi basato sull’architettura del PRV della Lancia Thema per sviluppare un motore da competizione profondamente rivisitato. Un sorprendente legame storico tra questa fabbrica francese e una delle Alfa Romeo da competizione più iconiche.


Dopo i motori a combustione, le batterie elettriche
Se questo stabilimento di produzione di motori dovesse chiudere, l’attività automobilistica proseguirà nelle vicinanze grazie alla gigafactory ACC, sostenuta da Stellantis, Mercedes-Benz e Saft. Il 12 ottobre 2026, ACC ha annunciato di aver prodotto la sua cinque milionesima cella agli ioni di litio, una quantità sufficiente per equipaggiare circa 40.000 veicoli elettrici. Un secondo blocco produttivo, con una capacità annua di 12,9 GWh, è previsto per il 2027.
Dopo 57 anni e 52 milioni di motori, Douvrin incarna così il passaggio da un’epoca all’altra: quella in cui l’industria automobilistica europea produceva milioni di motori a combustione, prima di orientarsi progressivamente verso le batterie elettriche.
