
La gara Susa–Moncenisio, in Piemonte, è una delle più antiche competizioni automobilistiche. Ha esordito nel 1902, su un tracciato ancora ghiaioso, quando un giovane pilota di nome Vincenzo Lancia si impose al volante di una Fiat 24 HP. Due anni dopo, nella seconda edizione della gara, si ripete con una Fiat 75 HP. Il simbolo è davvero straordinario: Lancia vincerà queste prime due edizioni prima di fondare, nel 1906, la società Lancia & C. a Torino.

Il percorso seguiva il tracciato della strada di montagna costruita sotto Napoleone I, la cui carreggiata era stata ampliata in alcuni punti in occasione della costruzione della ferrovia del Moncenisio. Il percorso prevedeva la partenza dalla città di Susa, in provincia di Torino, e l’arrivo in vetta al Colle del Moncenisio dopo 22,6 chilometri e un dislivello di 1.430 metri. Gli ultimi chilometri del percorso presentavano le impegnative curve a gomito della «Gran Scala». L’albo d’oro avrebbe poi accolto i più grandi nomi dell’automobilismo italiano: Alfieri Maserati vinse tre volte all’inizio degli anni ’20, Giuseppe Campari si impose nel 1928 con l’Alfa Romeo, Achille Varzi nel 1931 con la Bugatti e infine Piero Taruffi nel 1949 con la Cisitalia.
La gara subirà poi lunghe interruzioni prima di rinascere in diverse forme a partire dagli anni ’80. Oggi il percorso è meno spettacolare e misura meno di 5 chilometri. Ma l’anima storica di questa gara è ancora viva.
Una Lancia Delta davvero versatile
A più di un secolo di distanza da Lancia, un altro piemontese ha lasciato il segno nella storia della Susa–Moncenisio: Silvano Carmellino. La sua prima apparizione su una Lancia Delta risale, negli archivi, al 2003, in occasione della Formula Challenge di Nizza Monferrato. Già allora era il più veloce del gruppo 8A.

Il suo nome compare nell'albo d'oro della 40ª edizione, nel 2007. Quell’edizione è particolare: Renzo Napione vince la gara in salita al volante di un’Osella PA/BMW, mentre Carmellino si aggiudica lo slalom con una Lancia Delta Supersalita, davanti a una Fiat 126/BMW (!) e a una Fiat Uno Turbo. Un anno dopo, nel 2008, lo scenario cambia. Questa volta è Carmellino a vincere la gara in salita, sempre con la sua Lancia Delta Supersalita. In due anni, quindi, si aggiudica la vittoria in due discipline diverse su questo mitico percorso. I documenti parlano di Delta HF Integrale, Delta Integrale 16V o Delta Evoluzione, a seconda della disciplina e dell’anno.
Nel 2026 ritroviamo il nostro pilota impegnato nella Susa–Moncenisio 2026 a bordo di una Lancia Delta Integrale, questa volta nel campionato Auto Classiche, sfoggiando una splendida livrea rossa Martini Racing. E indovinate un po’? Carmellino segna un tempo di 5’09″20 e vince la sua categoria. Lo abbiamo visto in ottima forma anche alla cronoscalata Cesana-Sestrières. La Lancia Delta non sta con le mani in mano, dato che gareggia anche nei rally, in particolare nell’ultimo Rally del Rubinetto.

A distanza di vent’anni, la Lancia Delta ha vinto, nelle rispettive categorie, la stessa gara: prima in slalom, poi in cronoscalata e infine in una gara classica. Una gara vinta da Vincenzo Lancia oltre 120 anni fa, che ha contribuito alla nascita del marchio. Ecco un bel cerchio che si chiude nel tempo!
