15 anni fa, le Chrysler ribattezzate cercavano di salvare la Lancia... oggi sono le Fiat ribattezzate a dover salvare la Chrysler.

Illustrazione Italpassion

La storia a volte ha uno strano modo di ripetersi. Quindici anni fa, sotto l'era di Fiat-Chrysler Automobiles (FCA), gli europei scoprirono le Chrysler trasformate in Lancia. La più emblematica di queste è stata senza dubbio la Chrysler 300, che è diventata Lancia Thema, mentre la monovolume Voyager e la Flavia erano anch'esse basate su modelli americani con un marchio italiano.

Pubblicità

Nel 2026, lo scenario potrebbe essere invertito. E dietro questa strategia c'è un uomo che conosce a fondo l'eredità di Sergio Marchionne: Antonio Filosa. In un momento in cui la gamma Chrysler si riduce alla Pacifica e alla sua variante Voyager, Stellantis sembra aver trovato una soluzione rapida ed economica per rilanciare il marchio negli Stati Uniti: utilizzare i futuri Fiat Grizzly e Grizzly Fastback come base per i nuovi modelli Chrysler.

Chrysler, un marchio che ha urgente bisogno di nuovi modelli

Dopo l'abbandono della Chrysler 300, il marchio americano è diventato l'ombra di se stesso. In molte concessionarie Stellantis negli Stati Uniti, i distributori chiedono da anni nuovi prodotti in grado di attirare una clientela più ampia del segmento delle monovolume.

Pubblicità

In occasione dell'Investor Day organizzato da Stellantis nel maggio 2026, Ralph Gilles, direttore del design del gruppo, ha confermato che il rinnovamento di Chrysler è finalmente iniziato. L'obiettivo è chiaro: quadruplicare la gamma attuale con diversi SUV accessibili e adattati al mercato americano. Per raggiungere questo obiettivo in tempi brevi, Stellantis si affiderà a ciò che sa già fare a basso costo: condividere piattaforme e modelli tra i suoi diversi marchi.

Fiat Grizzly come base per i futuri modelli Chrysler?

Pochi giorni dopo questo Investor Day, Fiat ha svelato le prime immagini ufficiali della nuova Fiat Grizzly e Fiat Grizzly Fastback, due SUV globali progettati per rafforzare la presenza del marchio italiano nel segmento C.

La Fiat Grizzly ha una silhouette più eretta e orientata alla famiglia, con l'accento sullo spazio e sulla praticità. La Fiat Grizzly Fastback si concentra maggiormente sullo stile, con una linea del tetto arretrata e un approccio più dinamico. Entrambi i modelli si basano sulla piattaforma della Smart Stellantis, già utilizzata dalla Fiat Grande Panda e diversi modelli per i mercati internazionali.

Pubblicità

Secondo alcuni media americani che hanno potuto scoprire i futuri veicoli di Chrysler in occasione di presentazioni private, questi veicoli Fiat serviranno direttamente come base per le future Chrysler Arrow e Arrow Cross.

Perdita Chrysler Arrow Cross

La Chrysler Arrow sarebbe derivata dalla Fiat Grizzly Fastback, mentre la Chrysler Arrow Cross avrebbe ripreso la silhouette più tradizionale della Fiat Grizzly. Le modifiche sarebbero state limitate. Lo stesso Ralph Gilles ha spiegato che, essendo la Fiat specializzata in utilitarie e crossover compatti, aveva senso sfruttare questa esperienza con pochissime modifiche, essenzialmente al frontale e alla firma luminosa.

Una ricetta già utilizzata da Sergio Marchionne

Questa strategia ricorda inevitabilmente quella messa in atto da Sergio Marchionne nei primi anni 2010. All'epoca, FCA stava cercando di ridare rapidamente sostanza alla gamma Lancia dopo diversi anni difficili. La soluzione fu quella di importare le Chrysler in Europa e di ribattezzarle come Lancia. L'operazione non ebbe il successo commerciale sperato, ma ampliò immediatamente una gamma che era diventata troppo limitata.

Lancia Thema

Oggi, Antonio Filosa sembra seguire una logica simile, ma in direzione opposta. Invece di americanizzare i modelli europei, questa volta l'obiettivo sarebbe quello di italianizzare l'offerta di Chrysler e di darle rapidamente una presenza nel mercato dei SUV compatti.

Pubblicità

SUV a prezzi accessibili per attirare nuovi clienti

Uno dei principali argomenti a favore di questi futuri modelli è il loro posizionamento di prezzo. Stellantis punta a un prezzo di partenza inferiore a 30.000 dollari, un livello ormai raro sul mercato americano. Ralph Gilles descrive con precisione il target di clientela: acquirenti pragmatici che hanno un certo potere d'acquisto ma non vogliono spendere gran parte del loro budget per l'auto.

Il Fiat Grizzly e il Fiat Grizzly Fastback sono stati progettati con questo obiettivo. Nonostante una lunghezza inferiore ai 4,5 metri, Fiat promette un ampio spazio interno e un volume del bagagliaio tra i migliori della categoria. Un approccio che potrebbe corrispondere perfettamente alle aspettative di alcuni clienti Chrysler. Sotto il cofano, i modelli europei offriranno motori a benzina, ibridi e 100 % elettrici. Per gli Stati Uniti, le versioni a benzina e ibride sembrano le opzioni più probabili in un primo momento, anche se la piattaforma consentirà un rapido adattamento in base all'evoluzione del mercato.

Il primo vero test della nuova strategia di Chrysler

Resta ora da vedere se queste future Chrysler faranno meglio di alcuni precedenti tentativi di rebadging di Stellantis. Il gruppo è particolarmente attento al caso della Dodge Hornet, derivata dall'Alfa Romeo Tonale, i cui risultati commerciali rimangono altalenanti nonostante un prodotto tecnicamente solido.

alfa-romeo-tonale-vs-dodge-hornet-1

La differenza è che Chrysler parte praticamente da zero. Con una gamma ridotta a un solo modello, l'arrivo della Chrysler Arrow e della Chrysler Arrow Cross potrebbe essere il primo passo concreto verso la rinascita promessa da diversi anni. Infine, la storia ha chiuso il cerchio. Dopo aver visto le Chrysler trasformate in Lancia nel tentativo di salvare un marchio italiano, potremmo presto assistere all'arrivo di Fiat ribattezzate come Chrysler per rilanciare un marchio americano. Un'idea che probabilmente avrebbe fatto sorridere Sergio Marchionne.

Pubblicità
Pubblicità

Ti piace questo post? Condividetelo!

Lascia una recensione