
In origine, la 156 Sportwagon era una station wagon derivata dalla berlina Alfa Romeo 156, commercializzata a partire dal 2000. Elegante, dal comportamento relativamente sportivo e dotata di una linea particolarmente riuscita, rimane innanzitutto una station wagon pensata per l’uso su strada. Nulla la destinava davvero a diventare una macchina da drag racing.
Eppure è proprio questa la strada intrapresa da questo esemplare preparato in Slovacchia. Le modifiche sono profonde e riguardano praticamente tutti gli aspetti: meccanica, trasmissione, telaio, carrozzeria e equipaggiamento da competizione. Di fatto, non rimane più nulla di una vera 156 SW, ma solo una silhouette pensata appositamente per le gare di accelerazione.
L'auto si distingue per un design particolarmente aggressivo. I parafanghi allargati, le ruote adatte alle partenze da fermo, le aperture del cofano con i terminali di scarico in posizione verticale e i vari elementi aerodinamici le conferiscono un aspetto che non ha più molto a che vedere con quello di una station wagon di serie.
Meccanica Lancia
Ma la sua caratteristica principale si trova sotto il cofano: questa Alfa Romeo non monta un motore Twin Spark, bensì un motore Lancia 2.0 16V Turbo, secondo quanto precisato dal pilota a Italpassion. La famiglia dei motori a quattro cilindri Lampredi è una scelta frequente negli «swap», in particolare grazie al suo impiego nelle Lancia Delta HF Integrale. Questi propulsori hanno ampiamente dato prova di sé nelle competizioni e hanno dato origine a numerose versioni turbo, in grado di sopportare notevoli aumenti di potenza, come abbiamo potuto vedere in precedenza nelle gare in salita.


La potenza dichiarata raggiunge i 430 cavalli. Per un motore da 2 litri, ciò rappresenta una messa a punto particolarmente accurata, con una potenza specifica di 215 ch per litro. La gestione elettronica è affidata a un sistema VEMS, mentre le dotazioni visibili comprendono pneumatici Hoosier e cerchi 32 Racing Wheels appositamente dedicati al drag racing. I dettagli relativi alla messa a punto interna del motore rimangono sconosciuti: turbocompressore, pressione di sovralimentazione, pistoni, bielle, testata, alimentazione e raffreddamento non sono documentati. Sarebbe quindi prematuro attribuire a questa meccanica una configurazione precisa.

L’altra caratteristica fondamentale di questa Alfa Romeo è la sua architettura FWD, ovvero Front Wheel Drive. Nonostante l’adozione di un motore Lancia turbo di grande potenza, l’auto mantiene la trazione anteriore. Con 430 ch, l’asse anteriore deve garantire contemporaneamente lo sterzo e la trasmissione della potenza. Inizialmente, lo spostamento del peso verso la parte posteriore tende ad alleggerire le ruote motrici, il che complica notevolmente la ricerca di aderenza.
Un'Alfa Romeo che non fa da comparsa
I dati forniti indicano, nella sua categoria, un tempo di 9,9 secondi sui 300 metri, con una velocità dichiarata di 185 km/h. È «sotto i 10», come direbbe Dominic Torretto, anche se in questo caso si tratta di Fast and Furious un quarto di miglio, ovvero 400 metri.

L'auto non è solo una curiosità tecnica. Vanta anche un palmares nelle gare slovacche di drag racing. Viliam Hospodár figura nelle classifiche della Slovak Association of Drag Racing. La prima vittoria risale al 2024, all'aeroporto di Žilina. Nella categoria PROFI, Hospodár si è imposto con la sua Alfa Romeo 156 turbo davanti a Mário Polák e alla sua Opel Corsa a trazione posteriore, nonché a Przemyslaw Sochacki al volante di una Pontiac Firebird Promod.
La stagione 2025 conferma questa competitività. Lo Slovakia Ring ospita il Proteng Power Fest, seconda prova del campionato slovacco. L’evento riunisce 160 concorrenti provenienti da cinque paesi e propone, in particolare, gare di sprint su 304,8 metri. Nella categoria PROFI, Viliam Hospodár conquista ancora una volta la vittoria.
Carbone a volontà
Il 2025 segna anche una nuova tappa particolarmente ambiziosa: il passaggio a una carrozzeria interamente in carbonio. L’account Instagram ha svelato gradualmente questa trasformazione, con la carrozzeria originale che lascia poco a poco il posto a una carrozzeria grezza in carbonio. Tra i partner coinvolti in questa evoluzione figura lo specialista LW Composites. L’obiettivo è sostituire i vari elementi della carrozzeria con componenti in fibra di carbonio per ridurre il peso dell’auto.




La silhouette da dragster è particolarmente spettacolare nella parte posteriore, con il suo enorme spoiler e le varie appendici. Si ha l’impressione che la silhouette della station wagon 156 SW sia stata incrociata con influenze delle Alfa Romeo BAT degli anni ’60, per dare vita a una sorta di Batmobile in stile milanese. L’intervento potrebbe riguardare il cofano, i parafanghi, le portiere, il portellone posteriore e i vari pannelli esterni.




Con il suo motore Lancia 2.0 16V Turbo, i 430 CV dichiarati e la trazione esclusivamente anteriore, l’Alfa Romeo 156 Sportwagon di Viliam Hospodár è una versione elaborata tanto singolare quanto radicale. La sua evoluzione verso una carrozzeria interamente in carbonio promette di rendere questa vettura ancora più spettacolare.