
Quando un Alfa Romeo Quando un'auto raggiunge i 30 anni, non diventa semplicemente "vecchia", ma entra in un'altra categoria, quella dei veicoli che iniziano a contare nella storia dell'automobilismo. Tuttavia, per molti proprietari, questo cambio di decennio solleva due domande: la loro auto deve essere registrata come auto d'epoca e come si fa a farlo senza rimanere impantanati nella burocrazia?
Targhe nere in stile d'epoca, controlli tecnici più leggeri, accesso più flessibile alle zone a basse emissioni... la carta di circolazione del collezionista è un sogno. Ma dietro questa immagine seducente si nasconde un processo amministrativo molto reale, scandito da precise formalità, documenti essenziali e scadenze a volte sottovalutate. Prima di immaginare la vostra Alfa Romeo come parte ufficiale del vostro patrimonio automobilistico, è meglio capire esattamente cosa comporta questo cambiamento di status e cosa significa realmente nella vita di tutti i giorni.
I numerosi vantaggi del ritiro del libretto di circolazione
Ufficialmente non si tratta solo di un cambiamento estetico o simbolico. La "carte grise collection" è un certificato di immatricolazione con la dicitura "veicolo d'epoca", riservato alle auto che hanno almeno 30 anni, conservate nella loro configurazione originale o restaurate secondo le specifiche del costruttore.
In altre parole, un'Alfa Romeo contemporanea che sia stata restaurata o modificata pesantemente dal punto di vista meccanico rischia seriamente di non rientrare nel quadro normativo. Il legislatore non ha concepito questo status come un premio per le auto fai da te, ma come un riconoscimento del patrimonio per i modelli rappresentativi di un'epoca.
In cambio, i vantaggi sono tangibili. I controlli tecnici sono semplificati e vengono effettuati ogni cinque anni, l'assicurazione è spesso più conveniente e il veicolo è esente dai tradizionali vincoli delle zone a basse emissioni (tranne in caso di picchi di inquinamento). Per molti abitanti delle città, questo argomento ha un peso notevole.
Ma il vantaggio più sconosciuto è la protezione offerta al veicolo. In caso di incidente grave, un'Alfa Romeo classificata come oggetto da collezione non può vedersi ritirare automaticamente la carta di circolazione con la motivazione che la riparazione costerebbe più del suo valore di mercato. In questo modo, sfugge alla logica della distruzione sistematica.
Il certificato FFVE, pazienza richiesta
Prima ancora di presentare una richiesta amministrativa, è indispensabile un documento: il certificato di datazione e caratteristiche. Questo viene rilasciato dalla Fédération Française des Véhicules d'Époque, la Federazione francese dei veicoli d'epoca. FFVEÈ l'unico ente che può riconoscere ufficialmente un veicolo come appartenente al patrimonio automobilistico.
Questo certificato si basa sull'analisi del modello, dell'anno di produzione e della conformità tecnica. Sono richieste fotografie dettagliate e vari documenti di supporto specifici per il veicolo. Nel caso di un'Alfa Romeo importata dall'Italia, questo documento è spesso inevitabile, soprattutto quando mancano o sono incompleti alcuni documenti amministrativi. La pazienza è essenziale in questo caso. Possono essere necessarie diverse settimane, a volte anche di più, a seconda della stagione e del volume delle richieste. Ma senza questo certificato, sul documento di circolazione non può comparire alcuna menzione di "ritiro".
Un processo che ora può essere interamente digitale
Una volta ottenuto il prezioso documento FFVE, la domanda può essere presentata sulla piattaforma ufficiale dell'ANTS. A questo punto la procedura diventa più amministrativa: caricare i documenti, compilare i moduli, convalidare le informazioni e pagare le tasse.
Questa fase, semplice in teoria, può talvolta trasformarsi in un mal di testa. File incompleti, formati di documenti non riconosciuti, errori di inserimento dati... sono solo alcuni dei dettagli che possono ostacolare l'intero processo.
Per evitare queste insidie, alcuni proprietari scelgono di ricorrere a servizi specializzati. Il sito web Eplaque offre un supporto completo per tutte le formalità di immatricolazione dei veicoli, compreso il passaggio a un'auto da collezione. È una soluzione pratica che vi consente di delegare la parte amministrativa del processo e di garantire la sicurezza del vostro dossier, beneficiando di un'assistenza professionale.
Errori che costano tempo... e talvolta rifiuto
Il motivo principale del rifiuto è la condizione del veicolo. Un motore non conforme, un restauro approssimativo o una trasformazione troppo radicale possono essere sufficienti a compromettere la domanda. Anche le incongruenze tra il numero di telaio riportato sul libretto di circolazione e il veicolo stesso possono comportare il rifiuto. Per non parlare dei documenti mancanti.
Un altro punto che spesso viene frainteso quando si parla di carte di circolazione da collezione è l'uso che si può fare del veicolo. Un'Alfa Romeo con carta di circolazione classica non deve essere utilizzata per scopi professionali regolari. Alcune compagnie assicurative impongono anche dei limiti di chilometraggio, che devono essere verificati prima della firma.
Infine, la "carte grise collection" non è irreversibile, ma è complessa da ritirare. Prima di fare il grande passo, è necessario accertarsi che questo status corrisponda all'effettivo utilizzo del veicolo.
Un altro modo di possedere l'Alfa Romeo
Possedete un'Alfa Romeo 146, 155, 33 o 164 che ha più di 30 anni? Immatricolare un'Alfa Romeo come auto da collezione significa riconoscere ufficialmente che non si possiede più un'auto come tutte le altre. In questo modo, la vostra Alfa Romeo diventa parte del vostro patrimonio, un oggetto su ruote, un testimone vivente di un'epoca in cui il design, il suono e le sensazioni avevano la precedenza sugli standard. Per gli amanti delle auto italiane, è anche un modo per prolungare la storia di un modello.