
Da alcune settimane cresce l’entusiasmo per il ritorno della mitica Citroën 2CV. Una piccola auto elettrica dal design neo-retrò, prodotta in Europa, che sarà in vendita a circa 15.000 euro a partire dal 2028. Ma dietro questo progetto si nasconde una trasformazione ben più significativa per Stellantis : il gruppo sta imparando dal suo partner cinese Leapmotor a sviluppare un’auto in soli due anni.
E-Car: una nuova piattaforma che alimenta la confusione
Dall’annuncio del progetto E-Car nel maggio 2026, le informazioni si sono moltiplicate, a volte creando una certa confusione. STLA Small, STLA Smart, STLA One? No, le future auto elettriche compatte e accessibili di Stellantis si baseranno proprio su una nuova architettura denominata E-Car.
E contrariamente a quanto alcuni immaginavano, questa piattaforma non è sviluppata esclusivamente dagli ingegneri europei del gruppo. In occasione del Salone dell’Auto di Parigi, Ned Curic, direttore tecnico di Stellantis, ha confermato che il programma E-Car è stato sviluppato in collaborazione con Leapmotor, presso il complesso di Mirafiori, a Torino. Una conferma importante, dato che avevamo già accennato a questa possibilità a partire dal mese di maggio, prima di approfondire a giugno allora a luglio la possibilità di utilizzare una versione aggiornata della piattaforma della Leapmotor T03 per le future Citroën 2CV e Fiat Panda.

Stellantis impara a lavorare al ritmo cinese
Ma la rivelazione più interessante riguarda il metodo di lavoro. A Mirafiori, gli ingegneri di Stellantis lavorano a stretto contatto con i loro omologhi cinesi. Ned Curic spiega che i team europei trasmettono la loro esperienza nella progettazione di auto compatte adatte al mercato europeo, mentre Leapmotor insegna loro a sviluppare i progetti in modo molto più rapido.
Il risultato? Secondo il dirigente, Stellantis è ora in grado di sviluppare una nuova auto in soli due anni. Un cambiamento notevole per una casa automobilistica europea abituata a cicli di sviluppo decisamente più lunghi. E, soprattutto, una necessità per commercializzare veicoli elettrici a meno di 15.000 euro.
Questa collaborazione richiama inoltre le dichiarazioni del direttore generale di Leapmotor, Zhu Jiangming, di cui avevamo dato notizia fine settembre. Il costruttore cinese offre ai propri partner pacchetti tecnologici integrati che comprendono, in particolare, batterie, motori ed elettronica, al fine di ridurre i costi e i tempi di sviluppo.

Una Citroën 2CV e una Fiat Panda prodotte in Italia su una piattaforma cinese
Un’altra conferma: la produzione delle prime E-Car inizierà nel 2028 nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, vicino a Napoli, dove viene prodotta, tra l’altro, l’attuale Fiat Panda. La futura Citroën 2CV sembra essere una delle principali candidate. Anche una piccola Fiat elettrica, erede della Panda e talvolta indicata con il nome di Koala, potrebbe entrare a far parte del programma.
Stellantis prevede almeno due modelli, se non addirittura tre, secondo quanto dichiarato da Emmanuele Cappellano, responsabile di Stellantis Europe. Il gruppo non ha tuttavia ancora reso ufficiale l’identità del terzo veicolo (a volte si parla di una nuova Leapmotor T03, altre volte di un’Opel).

Per quanto riguarda la piattaforma, la collaborazione con Leapmotor è ormai confermata, ma resta da definire l’utilizzo preciso di un’architettura derivata dalla T03. A nostro avviso si tratta di un’evoluzione della piattaforma della T03, sviluppata congiuntamente da Stellantis e Leapmotor. Per Stellantis, la posta in gioco va ben oltre il ritorno di due piccole auto di grande successo. Si tratta di ritrovare la capacità di progettare rapidamente veicoli accessibili, mantenendo al contempo lo sviluppo e la produzione in Europa.
L’ironia della storia? Per far rivivere lo spirito della Citroën 2CV e della Fiat Panda, due simboli dell’automobile popolare europea, Stellantis deve ora imparare a lavorare al ritmo del suo partner cinese.