
L'anno 2025 sarà uno dei più difficili nella storia recente dell'umanità. Stellantis. Ma in questo contesto di tensione, il messaggio lanciato da John Elkann, presidente del Gruppo e capo della holding Exor, è decisamente lungimirante: un'inversione di tendenza basata su vetture più appetibili e sul ritorno all'innovazione.
In occasione della pubblicazione dei risultati 2025 di Exor, la società madre di Stellantis, il CEO ha tracciato un bilancio senza compromessi ma ambizioso.
Un anno nero per Stellantis
Nel suo discorso, John Elkann non ha cercato di minimizzare l'entità delle difficoltà. Ha persino parlato di «anno più difficile» per Stellantis, segnato da una perdita netta record e da un forte calo delle prestazioni.
Dopo un 2023 eccezionale, con un fatturato di 189,5 miliardi di euro e un utile di 18,6 miliardi di euro, la situazione si è drammaticamente ribaltata. Nel 2025, il fatturato è sceso a 153,5 miliardi di euro, mentre il gruppo ha registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro.
Secondo Elkann, questo cambiamento improvviso illustra la fragilità di un gruppo industriale di fronte a decisioni strategiche mal calibrate e a un ambiente esterno instabile.
Errori strategici presi in considerazione
Il presidente di Stellantis indica chiaramente diverse cause di questo deterioramento. In primo luogo, un ambiente difficile, con normative in evoluzione e barriere commerciali che pesano sui mercati.
Soprattutto, però, le scelte interne sono state discutibili. Una politica di riduzione dei costi troppo aggressiva avrebbe ostacolato la capacità del Gruppo di produrre veicoli all'altezza delle aspettative in termini di qualità e ritmo.
Un altro punto chiave: l'elettrificazione è stata realizzata troppo rapidamente rispetto alla domanda effettiva. Stellantis ha anticipato i tempi... ma nel momento sbagliato, creando un divario con le aspettative dei clienti. Il gruppo si è progressivamente allontanato dal proprio mercato, prima di dover correggere bruscamente la propria traiettoria.
2025, l'anno del reset«
Di fronte a questa situazione, Stellantis ha intrapreso una profonda trasformazione. John Elkann lo descrive come un «anno di reset», dedicato a un'analisi approfondita dei punti deboli dell'organizzazione.
Per diversi mesi si è occupato in prima persona delle attività del Gruppo, viaggiando a lungo nelle fabbriche, nei centri tecnici e nei siti industriali di tutto il mondo. L'obiettivo era quello di comprendere realmente i problemi e di ricollegare il management al settore.
Di conseguenza, sono state riportate al centro dell'attenzione alcune priorità fondamentali: la qualità, l'ingegneria, la produzione e le relazioni con i partner chiave, come i concessionari, i fornitori e i sindacati.
Sembra essere iniziato anche un cambiamento culturale, con la volontà di incoraggiare la trasparenza e la segnalazione dei problemi. Elkann cita un momento eclatante in uno stabilimento di Detroit, dove un dipendente ha sottolineato che finalmente era possibile esprimersi liberamente sui malfunzionamenti.
Antonio Filosa, l'uomo del rinnovamento
È in questo contesto che il Consiglio di Amministrazione ha nominato Antonio Filosa Amministratore Delegato. Una scelta strategica, basata sulla sua profonda conoscenza del gruppo e sulla sua visione industriale. Sotto la sua guida, Stellantis ha accelerato la sua riorganizzazione, in particolare adottando una struttura più regionale, rafforzando i requisiti di qualità e ripristinando l'importanza dei fondamenti del business.
Uno dei progetti principali è stato quello di ripulire il bilancio. Nel 2025, il Gruppo ha registrato circa 25 miliardi di euro di oneri eccezionali. Si è trattato di decisioni importanti, ma ritenute necessarie per riportare il Gruppo su basi più solide e recuperare flessibilità strategica.
Un ritorno alle aspettative dei clienti
Il riorientamento strategico di Stellantis prevede ora un principio chiave: restituire ai clienti la loro scelta. A differenza della strategia precedente, che si concentrava troppo sui veicoli elettrici, il Gruppo vuole ora offrire una gamma più equilibrata.
Elettrico, ibrido, a combustione interna: tutte le tecnologie avranno il loro posto, ma il loro sviluppo sarà dettato dalla reale domanda del mercato e non più da una logica imposta. Questo non significa che i veicoli elettrici saranno abbandonati. Stellantis intende rimanere un attore importante in questo campo, ma con un approccio più pragmatico.
«Costruire veicoli emozionanti»
Nonostante le difficoltà, John Elkann è chiaramente fiducioso nel futuro del Gruppo. A suo avviso, le trasformazioni intraprese ci permettono di guardare a una ripresa sostenibile.
Soprattutto, insiste su un obiettivo centrale: riscoprire il DNA automobilistico del Gruppo. Stellantis vuole tornare a «costruire veicoli emozionanti», capaci di sedurre i clienti, rilanciando lo «spirito di innovazione» che è stato la forza dei suoi marchi.
È un messaggio che risuona particolarmente per i marchi italiani del Gruppo, come Alfa Romeo, Maserati e Fiat, la cui immagine si basa sull'emozione e sul piacere di guida.
Exor resiste nonostante la tempesta
Allo stesso tempo, la holding Exor ha pubblicato risultati contrastanti per il 2025. Il suo valore patrimoniale lordo ammonta a 37,1 miliardi di euro, con un patrimonio netto di 33,2 miliardi di euro.
Sebbene il valore per azione sia sceso dell'8,1 nel terzo trimestre, soprattutto a causa delle difficoltà di Stellantis, altre attività hanno in parte compensato questo calo. In particolare, il Lingotto, la piattaforma di investimento del Gruppo, ha superato i 10 miliardi di dollari di asset in gestione e ha registrato una solida performance.
Con 4,2 miliardi di euro di nuovi investimenti entro il 2025 e una solida struttura finanziaria, Exor ritiene di essere in grado di cogliere nuove opportunità.
Una svolta per Stellantis
Dopo un anno 2025 segnato da errori, perdite e interrogativi, Stellantis sembra ora in una fase di ricostruzione. La sfida rimane immensa: riconquistare i clienti, ripristinare la fiducia e rilanciare la dinamica dei prodotti.
Ma per John Elkann la direzione è ormai chiara. Il gruppo deve tornare alle basi: produrre auto desiderabili, innovative e in linea con le aspettative del mercato. Una svolta strategica che potrebbe ridefinire il futuro di Stellantis... e dei suoi marchi italiani.