
Per diversi anni, il futuro diAlfa Romeo è scritto al condizionale. Tra annunci ambiziosi, inversioni di rotta strategiche e rinvii successivi, il marchio italiano sta camminando sul filo del rasoio, costretto ad adattarsi a una realtà di mercato molto diversa da quella immaginata tre o quattro anni fa. E le ultime notizie sui modelli futuri potrebbero rimescolare le carte in tavola anche più del previsto.
Da un 100 % elettrico a una nuova strategia
Per ricordare che l'Alfa Romeo aveva inizialmente previsto una trasformazione radicale: diventare un marchio elettrico 100 % dal 2027. In questo scenario, l'intera gamma doveva passare al BEV, con una Junior, un nuovo Tonale e le future Giulia e Stelvio basate su tecnologie condivise con il Gruppo Stellantis. Ma l'improvviso rallentamento dell'elettrificazione, unito a una domanda più cauta del previsto, ha cambiato tutto. La strategia è stata bloccata e poi completamente rivalutata. Solo Junior ha finalmente portato a termine il processo, con un'offerta ibrida e 100 % elettrici. L'attuale Tonale prolunga la sua carriera con un leggero restyling, mentre le nuove Giulia e Stelvio sono state semplicemente rimandate. Da quel momento in poi, la domanda è diventata: qual è il futuro della gamma Alfa Romeo?
STLA Medium, STLA Large... un'equazione più complessa
Per molto tempo, la tabella di marcia sembrava relativamente chiara. Il futuro Tonale (A4U), allora concepito come un modello elettrico da 100 %, doveva essere basato sulla piattaforma STLA Medium, mentre le nuove Giulia e Stelvio avrebbero dovuto essere basate sulla STLA Large. Ma l'introduzione dei propulsori ibridi ha complicato profondamente l'equazione. Mentre la STLA Medium è ben concepita come piattaforma multi-energia, la situazione è più delicata per la STLA Large. Quest'ultima esiste in più versioni (LP1, LP2, LP3 e LP4)La versione LP3, su cui si baseranno le future Giulia e Stelvio, non è stata progettata per l'ibridazione. Un dettaglio apparentemente tecnico, ma con importanti conseguenze industriali.
Il "nuovo Tonale" ribattezzato
In origine, il progetto A4U era molto più semplice nella sua logica. Il modello sarebbe dovuto arrivare nel 2027 o 2028, dopo il lancio delle nuove Giulia e Stelvio, con una missione chiara: sostituire l'attuale Tonale a fine carriera. Concepito fin dall'inizio come un SUV di nuova generazione, 100 % elettrico, doveva far parte di una transizione graduale della gamma, senza stravolgere immediatamente la gerarchia dei modelli.
Ma il calendario è cambiato. L'Alfa Romeo ha presentato a sorpresa al suo interno un "nuovo modello a sorpresa", che dovrebbe essere presentato al pubblico già alla fine del 2026, lasciando intendere l'arrivo di un nuovo veicolo, prima del previsto. In realtà, non si trattava di un nuovo progetto, ma di questo futuro Tonale, la cui presentazione è stata anticipata di alcuni mesi rispetto al piano iniziale. Il problema è che, nel frattempo, il vecchio Tonale non è uscito dalla gamma. Il suo mantenimento in catalogo, ampliato da un leggero restyling, rende ormai impossibile la convivenza di due modelli con lo stesso nome. Il futuro Tonale dovrà quindi logicamente cambiare nome, anche se la sua filosofia rimane quella di un successore diretto del modello attuale.
Inoltre, questo SUV non sostituirà semplicemente l'attuale Tonale. Con una lunghezza stimata tra i 4,6 e i 4,65 metri, si posizionerà tra l'attuale Tonale e lo Stelvio. Il futuro Stelvio dovrebbe essere più grande del modello attuale. Di conseguenza, questo "nuovo Tonale", ribattezzato ma radicalmente riprogettato, occuperà virtualmente lo spazio lasciato nella gamma dal vecchio Stelvio.
Giorgio Evo: un inaspettato ritorno alle origini
Secondo fonti ritenute ben informate dal sito Autopareri, si starebbe pensando a un importante cambio di rotta. Le future Giulia e Stelvio non sarebbero più basate sulla STLA Large, ma sulla piattaforma Giorgio Evo, attualmente utilizzata da modelli Maserati come Grecale, Granturismo e Grancabrio. Una scelta importante, che permetterebbe ad Alfa Romeo di beneficiare (ancora una volta) di strette sinergie con Maserati: piattaforma, architettura elettronica, multimedialità, motori e soluzioni di elettrificazione. Le stesse fonti parlano anche di motorizzazioni ibride (HEV) a quattro e sei cilindri. Certo, queste informazioni sono un po' una sorpresa.
Un riposizionamento deciso verso la fascia alta del mercato
Di fronte a queste voci, ci siamo rivolti alla nostra fonte più affidabile in materia. La sua lettura getta una luce coerente. Secondo questa fonte, da quando il nuovo Tonale è stato validato come modello da 4,6 a 4,65 metri, con una proposta top di gamma che raggiunge i 400 CV in versione PHEV, il management Alfa Romeo ha rivisto il posizionamento del futuro Stelvio. Diventerà un modello più di nicchia, più tecnico e soprattutto più in sintonia con la sensibilità europea.
L'utilizzo di una piattaforma Giorgio Evo migliorata ha perfettamente senso, sia per un'evoluzione della Grecale... sia per un futuro Levante. Questo posizionamento più "esotico" sul mercato americano permetterebbe, nonostante le tensioni tariffarie con l'amministrazione statunitense, di puntare a volumi paragonabili a quelli del 2017-2018. Un altro punto chiave: l'evoluzione della Giorgio Evo verso architetture BEV a 800 V offrirebbe anche una soluzione elettrica credibile, anche se questa tecnologia rimarrebbe secondaria per Alfa Romeo nel prossimo ciclo di prodotto.
Propulsori: cautela, ma indicatori solidi
Per quanto riguarda la motorizzazione, al momento non ci sono conferme ufficiali. Il futuro Tonale (che probabilmente non si chiamerà più Tonale) sarà offerto sia in versione elettrica che ibrida, con un PHEV da 400 CV, anche se non si sa ancora se si tratterà del 1.6 litri EP6 o del 2.0 litri GME. Per le future Giulia e Stelvio, il posizionamento al top della gamma significa che possiamo aspettarci almeno una versione elettrificata del 2.0L GME, anche se anche in questo caso non sono stati confermati dettagli precisi.
Un piano di prodotto atteso da tempo
Tutte queste domande dovrebbero trovare risposta nei prossimi mesi. Il piano industriale dell'amministratore delegato Antonio Filosa Nel frattempo, una cosa è certa: l'Alfa Romeo sembra orientarsi verso una gamma più piccola, più esclusiva e più tecnologica, anche se questo significa riprendere strade tecniche che si pensava fossero state abbandonate.