Alfa Romeo Giulia GTA 1600 Gr.5: 300 gare... prima di essere abbandonata e salvata

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L'Alfa Romeo La Giulia GT, ingrandita dal geniale schizzo a matita di Giugiaro alla Carrozzeria Bertone, ebbe una carriera sportiva eccezionale, attraverso le sue numerose varianti GTA, GTA SA, GTA 1300 Junior e GTAm. Ma in salita, una strana variante regnò per diversi anni: la Groupe 5 Silhouette, con un fisico totalmente trasformato rispetto alle solite GTA. La classe Gruppo 5 delle "vetture speciali di produzione" fu inaugurata nel 1976, con regolamenti permissivi e basse quote di omologazione che permisero agli ingegneri di essere estremamente creativi con le berline sportive.

Una prima carriera nel Gruppo 2

La GTA 1600 di cui parliamo oggi ha avuto una carriera di successo nel Gruppo 2 dal 1965 al 1975, grazie alla collaborazione di Carlo Chiti. Il motore originale era un 1300 con iniezione a 16 valvole, poi la berlina passò a un 1600 con carburatori e cambio modificato. Il primo a correre fu il senese Amerigo Bigliazzi, che la fece preparare nel 1965 all'Autodelta, vincendo gare prestigiose nel campionato italiano assoluto di velocità e nel campionato europeo della montagna. Dopo Amerigo Bigliazzi, la vettura fu guidata da Truci, Cesarini, Sacchini, Ciardi e altri, e continuò la sua serie di importanti vittorie a livello europeo.

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1975: la trasformazione

Nel 1975 passò nelle mani della struttura Tecnopel di Prato, dove fu affiancata da una gemella ed entrambe furono trasformate in Silhouette Gr. 5, continuando a partecipare a gare in salita e in pista. La Gr. 5 degli anni Settanta permise di apportare notevoli modifiche alla carrozzeria, con l'aggiunta di appendici aerodinamiche talmente esagerate nel loro allargamento che, invece di diventare Silhouette, le vetture diventavano spesso brutte e sgraziate. Le porte, il rivestimento anteriore, posteriore e del tetto, compresi i fari, dovevano rimanere invariati; tutto il resto poteva essere allargato e alleggerito a piacimento, comprese le dimensioni dei cerchioni.

Inoltre, sulle GTA era possibile sostituire i cofani e le portiere originali in alluminio con cofani in vetroresina molto sottili e più leggeri, rimuovendo i pannelli delle portiere, i meccanismi degli alzacristalli, i finestrini e tutte le maniglie. Anche il cruscotto poteva essere rimosso e sostituito con uno in alluminio. La GTA, trasformata in questo modo in una "Silhouette", è irriconoscibile con i suoi ampi parafanghi e i grandi spoiler. Sembra addirittura una BMW 3.0 CSL o una BMW 320 Turbo Gruppo 5! La coppa dell'olio allargata è in magnesio, ma soprattutto fa la sua comparsa uno scarico a "collo d'oca" montato lateralmente, che le conferisce un suono davvero unico.

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Un bel curriculum, quindi la pensione

Delle 4/5 vetture convertite in Gr. 5 all'epoca, corse da Angelini, Rampa, Bellina e altri, solo una si salvò e continuò a correre nella sua attuale configurazione dall'ex Alessandro Fracastoro, che la acquistò dalla Tecnopel. I consigli dell'ingegner Chiti, che fece portare le due vetture in galleria del vento, si rivelarono tempestivi, soprattutto in pista, dove il layout delle due GTA, con le loro efficacissime appendici aerodinamiche, le aveva sempre rese molto veloci.

La storia di questa GTA si sposta poi ad Arezzo, patria del leggendario Celso Caccialupi, che acquistò la vettura da Alessandro Fracastoro nel 1978 e la utilizzò in salita e in pista fino ai primi anni Ottanta con lo pseudonimo di "John Travolta". L'auto partecipò a 300 gare e ottenne 70 vittorie di classe, ma la carrozzeria fu gravemente danneggiata da una grandinata durante una cronoscalata nel 1981. Da quel momento in poi, la carrozzeria non fu mai completamente riparata, le partecipazioni alle competizioni cessarono e la GTA Silhouette finì a prendere polvere in un garage in Toscana, nonostante il motore fosse stato rimosso.

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La rinascita di Fantini

Fu salvata nel 1987 quando, in condizioni pietose, trovò un acquirente ed entrò a far parte della famosa Collezione Fantini di Arezzo. Nel corso della sua vita, Attilio Fantini raccolse un'eccezionale collezione di auto sportive del XX secolo, con i protagonisti delle corse in circuito, dei rally e delle cronoscalate. Tra queste, numerose Alfa Romeo, Abarth, Lancia Stratos e molte altre, spesso chiamate a partecipare a eventi e mostre storiche.

Dopo un restauro durato tre anni, è stata riportata al suo antico splendore, rimanendo in configurazione Gr. 5, poiché quasi tutta la sua storia agonistica risiede in questo gruppo. Conserva tutti gli accessori originali autorizzati all'epoca: freni ventilati, serbatoio con due tappi per un rapido rifornimento in pista, spoiler posteriore regolabile, roll bar, cruscotto modificato con strumenti e contatori Jager d'epoca, ruote BBS rimovibili, portiere e cofani in vetroresina d'epoca, filo per l'apertura delle porte, finestrini in policarbonato, scarico laterale a collo di cigno, scatola di aspirazione in vetroresina per proteggere i 45 cornetti dei carburatori, cambio obbligatorio Colotti e coppa dell'olio in magnesio. Da allora l'auto ha partecipato a una serie di eventi storici, tra cui il Festival Italiano della Velocità del 2023 sul circuito del Mugello.

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