
Il marchio cinese BYD inaugura il 2026 in Italia con una campagna pubblicitaria tanto aggressiva quanto maliziosamente mirata. Denominata "Operazione PUREFICATION", la campagna prende apertamente di mira, ma non cita mai nero su bianco, la Stellantis e soprattutto uno degli argomenti più delicati degli ultimi anni: il motore 1.2 PureTech e la sua famosa cinghia di distribuzione in bagno d'olio. Dietro un tono ingannevolmente umoristico, BYD ha adottato una strategia di provocazione perfettamente calcolata. Il messaggio è chiaro: trasformare una nota debolezza industriale di un concorrente europeo in un punto di forza.
Quando la tecnologia diventa un'arma di marketing
Lo slogan scelto da BYD dà subito il tono: "Un problema con la cintura? Con BYD, è finita". Il marchio sottolinea i suoi 122.000 ingegneri di ricerca e sviluppo, i 60.000 brevetti registrati e soprattutto la garanzia fino a 250.000 km, una cifra volutamente contrapposta ai problemi meccanici della prima e della seconda generazione PureTech.

Non è la prima volta che il motore a tre cilindri Stellantis è al centro del dibattito, ma raramente un concorrente ha osato attaccarlo così frontalmente in una campagna ufficiale. Puntando esplicitamente sui veicoli dotati di cinghia in bagno d'olio, BYD colpisce dove la reputazione del gruppo europeo ha sofferto di più, in particolare sul mercato dell'usato, duramente colpito dalla diffidenza degli acquirenti.
Soluzione opportunistica a un problema molto reale
L'operazione PUREFICA offre un bonus fino a 10.000 euro per la permuta di un veicolo a benzina dotato di questa controversa tecnologia, a condizione che si passi a un modello BYD elettrico o ibrido plug-in. L'operazione è valida in Italia fino al 31 gennaio 2026 e il beneficio massimo si applica alla BYD Seal U DM-i nella versione Design.
Dietro la presa in giro, il marchio cinese risponde anche a una realtà di mercato: migliaia di automobilisti italiani (ed europei) si ritrovano con auto penalizzate nella rivendita a causa della reputazione del PureTech. In questo modo, BYD sta trasformando la frustrazione diffusa in una leva commerciale.
Stellantis è cambiato... ma l'immagine è rimasta
Ironia della sorte, Stellantis ha già ampiamente corretto la situazione. Dal 2023, il 1.2 litri di terza generazione è alimentato da una catena di distribuzione anziché da una cinghia e il nome PureTech è persino scomparso dalle comunicazioni ufficiali. Modelli recenti come l'Alfa Romeo Junior, la Lancia Ypsilon e la Fiat Grande Panda utilizzano ora questa nuova evoluzione meccanica.

Ma nella comunicazione la percezione ha spesso più peso della realtà tecnica. BYD sta quindi sfruttando un'eredità problematica che Stellantis si porta ancora dietro, nonostante i suoi sviluppi industriali. L'ennesima dimostrazione che, nell'auto moderna, la reputazione di un motore può sopravvivere a lungo ai suoi difetti.
Il danno è fatto.
E chi ha imposto il motore PureTech su tutti i modelli Stellantis?
Tavares. Cambiare la cattiva reputazione di un motore è molto complicato.
Mentre il FireFly è esente da problemi, per motivi di razionalizzazione Stellantis ha scelto il PureTech per le auto italiane. Sconcertante.
E' un grosso errore per Tavares aver imposto la 1.2 Puretech nonostante la nuova versione con catena, la cattiva reputazione macchierà il gruppo Stellantis.