Fiat: senza Brasile e Argentina, il marchio crollerebbe del 58 %

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Un anno dopo i primi segnali di allarme sull'ascesa irregolare della Grande Panda, è arrivato il momento della revisione annuale. I dati di immatricolazione del 2025 per Fiat confermano una realtà che è già diventata evidente mese dopo mese: il marchio italiano è ancora saldo, ma su un equilibrio estremamente fragile. Dietro la facciata di stabilità, la dipendenza dall'America Latina non è mai stata così forte.

Brasile, la spina dorsale assoluta di Fiat

È impossibile capire la Fiat nel 2025 senza partire dal Brasile. Il Brasile rimane di gran lunga il più grande mercato del marchio a livello mondiale. Dicembre 2025 sarà addirittura un mese storico, con 53.336 immatricolazioni, il miglior risultato mai registrato da Fiat in questo mercato. Nel corso dell'intero anno, Fiat ha immatricolato più di 530.000 veicoli, con un aumento di 3 % rispetto al 2024.

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Per misurare la portata del fenomeno, è necessario guardare nello specchietto retrovisore: 475.000 immatricolazioni nel 2023, 518.000 nel 2024 e oltre 530.000 nel 2025. In due anni, Fiat ha guadagnato più di 50.000 vendite aggiuntive in Brasile. Una performance spettacolare, che di per sé maschera le debolezze osservate altrove. Effetto gamma, dinamiche di mercato locali o influenza del nuovo management regionale: qualunque sia la causa, il risultato c'è. Senza il Brasile, il bilancio globale di Fiat sarebbe già molto diverso.

Italia: Fiat numero 1, ma senza crescita

Nel suo mercato storico, la Fiat rimane leader, ma non riesce più ad avanzare. Con poco più di 143.000 immatricolazioni nell'arco dell'anno, il marchio si colloca alla pari con il 2024. Il dicembre 2025, con 9.247 unità, non è stato nulla di eccezionale e fa parte di un anno complessivamente piatto.

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La Panda continua a dominare incontrastata il mercato italiano, mentre la Grande Panda compare solo in 20ᵉ posizione a dicembre e finisce in 37ᵉ posizione nell'intero anno. Una classifica deludente per un B-SUV presentato come accessibile e strategico. A questo livello di prezzo e di posizionamento, Fiat poteva legittimamente puntare a un piazzamento nella top 10, come Jeep Avenger, Toyota Yaris Cross o Dacia Duster. L'avvio tardivo e i vincoli industriali spiegano in parte questo risultato, ma il 2026 sarà chiaramente l'anno della verità.

Argentina, il secondo pilastro e la vera sorpresa dell'anno

Se il Brasile è la base, l'Argentina è senza dubbio la migliore sorpresa del 2025. Con oltre 74.000 immatricolazioni, il Paese mostra una crescita impressionante di 64 % rispetto al 2024. Semplicemente, questo è il mercato in cui Fiat sta facendo i maggiori progressi in termini relativi. Il Cronos continua a svolgere un ruolo centrale in questo Paese, confermando che Fiat sa ancora come sfruttare al meglio alcuni mercati locali. L'Argentina diventa così il secondo pilastro globale del marchio, rafforzando ulteriormente lo spostamento del baricentro di Fiat verso il Sud America.

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In Europa è in fase di stallo

Dietro questo duo latinoamericano, il contrasto è netto. La Turchia, sebbene solida in alcuni mesi, ha chiuso l'anno con un calo di 25 %. La Germania ha fatto ancora peggio, con un calo di 30 % su tutto il 2025. Certo, novembre e dicembre hanno mostrato segni di ripresa, grazie soprattutto alla Grande Panda, ma il livello annuale rimane molto basso.

In Germania, la Fiat 500 rimane il motore principale, mentre la Grande Panda e la 600 fanno timidi progressi. Il dicembre 2025 è migliore del dicembre 2024, ma sembra più una scossa che una vera e propria inversione di tendenza.

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In Francia, la Fiat ha chiuso l'anno con poco più di 20.000 immatricolazioni, con un calo di 37 unità. Il mese di dicembre è stato abbastanza positivo, sostenuto da un trio di modelli 500 - Grande Panda - 600, ma non è bastato a compensare un anno complessivamente molto debole. Il marchio rimane marginale in un mercato strategico.

La Spagna sta seguendo una traiettoria simile, con quasi 9.800 immatricolazioni nel corso dell'anno e un calo di circa 30 %. Anche in questo caso, dicembre è stato un mese positivo, ma non sufficiente a mascherare la tendenza negativa dell'intero anno.

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Regno Unito, Giappone, Stati Uniti: mercati secondari sotto pressione

Nel Regno Unito, la Fiat è in calo di 41 %, con meno di 9.000 immatricolazioni nel 2025. La Grande Panda è in catalogo, ma le consegne sono state posticipate a marzo 2026, il che farà automaticamente calare i volumi.

Il Giappone rappresenta un'eccezione relativa. Grazie a un ottimo dicembre, il marchio ha limitato il calo a -3 1TP3Q per l'anno, con poco più di 4.100 immatricolazioni. Un calo moderato, quasi rassicurante nel clima attuale.

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Infine, negli Stati Uniti, la Fiat rimane un simbolo. Con 1.321 immatricolazioni nel corso dell'anno, il marchio ha subito un leggero calo. A parte la 500, il futuro di Fiat in questo mercato rimane poco chiaro e la possibilità di SUV più grandi della Grande Panda sembra ancora remota.

La cifra che riassume il tutto

Nel complesso, nei principali mercati analizzati, la Fiat ha chiuso il 2025 con un calo di 1 % rispetto al 2024 e di 9 % rispetto al 2023. Un dato che potrebbe sembrare quasi rassicurante... finché non si tolgono dall'equazione Brasile e Argentina.

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Senza questi due mercati sudamericani, la Fiat avrebbe registrato un crollo del 58 %. Una cifra brutale che riassume la situazione attuale del marchio. Certo, da questo calcolo mancano ancora alcuni Paesi del Nord Africa e del Sud America e la comunicazione ufficiale potrebbe qualificare leggermente questo quadro. Ma la tendenza è chiara: oggi la Fiat può sopravvivere solo grazie all'America Latina.

Quindi la domanda non è più se la Grande Panda possa aiutare la Fiat in Europa, ma se possa davvero invertire una tendenza che è diventata strutturale. Il 2026 fornirà le prime risposte. E saranno decisive.

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Paese2025Modifica n-1
Brasile5337263%
Italia1437890%
Argentina7400464%
Turchia71251-25%
Germania21397-30%
Francia20287-37%
Spagna9785-35%
Regno Unito8764-41%
Giappone4132-3%
Stati Uniti1321-14%
888456-1%
Dati Italpassion


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1 recensioni su "Fiat : sans le Brésil et l’Argentine, la marque s’effondrerait de 58 %"

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