Pensava di aver restaurato alla perfezione la sua Ferrari 360, ma un carrozziere professionista gli dice che deve essere rifatta.

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Per nove mesi ci ha creduto. Nove mesi di weekend sacrificati, di lunghe serate, di ordini di pezzi, di scelte meticolose, di messa a punto di dettagli fino all'ossessione. Per Ratarossa, uno YouTuber britannico noto per aver fatto risorgere Ferrari che molti considererebbero perduta, questa 360 Challenge non è solo un'auto: è la sua compagna di tutti i giorni, quella che guida spesso, quella che incarna la passione un po' irragionevole che lo ha spinto, per oltre quindici anni, a salvare 308, 328, 512 BB... sognando un giorno di imbattersi in una F40 da restaurare. Ed è proprio così: questa volta, il progetto non era un salvataggio all'ultimo grido. Era la "sua" Ferrari.

L'orgoglio di un lavoro "di fabbrica

Quando la 360 esce dall'officina, sembra che tutto sia a posto. Smontaggio completo, verniciatura integrale, interni nuovi, freni nuovi, vano motore pulito e restaurato. È il tipo di ristrutturazione per cui vorresti essere in grado di avvicinarti a dieci centimetri, chinarti, cercare la piccola bestia... e non trovare nulla. Per migliorare il look, Ratarossa ha insistito su un tocco molto specifico: una striscia tricolore nello stile della Ferrari Challenge Stradale, applicata alla carrozzeria nero profondo. Un evidente richiamo allo "stile di fabbrica", come dice lui stesso.

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La fascia tricolore che trasforma i sogni in incubi

All'inizio, non è quasi nulla. Una micro-imperfezione. Poi un'altra. E all'improvviso: rigonfiamenti, crepe nette, bordi visibili sotto la vernice. Come se la vernice fosse stata "tagliata" con un bisturi. Nel suo primo video sull'argomentoRatarossa descriveva già un fenomeno che peggiorava di settimana in settimana: il vinile sembrava ritirarsi, rivelando un gradino sotto la vernice. Ben presto, il problema non era più limitato a un angolo del cofano: progrediva, saliva e si estendeva per tutta la lunghezza dell'auto, fino al tetto. Ed è qui che inizia il vero incubo, quello che non può più essere facilmente riparato.

Direzione dei professionisti: l'elenco dei difetti

Nel suo nuovo video, Ratarossa decide di smettere di tirare a indovinare, di analizzare a occhio, di chiedersi se "può ancora andare". Porta la Ferrari da quelli che chiama "i professionisti", i fratelli SG, un team che dice di apprezzare e di cui si fida molto. Hanno già lavorato sulle sue auto. Recentemente su una 308, ma anche su una 360 Challenge Spider, che da Rosso Corsa è passata a una diversa tonalità di rosso, con l'aggiunta di una striscia... senza alcun problema. Questa volta l'atmosfera è diversa fin dai primi minuti. Non cerca un parere rassicurante. È venuto per la verità: cosa è successo e, soprattutto, quanto indietro bisogna andare per fare una riparazione adeguata? E la risposta non tarda ad arrivare.

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Sunny, uno dei carrozzieri, non scherza: a giudicare dallo stato generale della vernice, ha l'impressione che siano state applicate troppe mani di lacca troppo velocemente, senza rispettare a sufficienza i tempi di asciugatura. Laddove un processo pulito comporterebbe l'applicazione, l'asciugatura, la carteggiatura, la rilaccatura, la ripetizione controllata... qui descrive l'opposto: una costruzione "one-shot", al punto da parlare di sette o otto mani in una sola volta. Con, in più, quello che l'occhio non perdona mai su un corpo nero: le colature, ovunque.

La striscia si è ritratta per tutta la sua lunghezza, ma c'è stato anche un numero anomalo di colature. Non si tratta di un piccolo gocciolamento isolato che viene raccolto localmente. Si tratta piuttosto di un'"onda anomala", secondo le loro parole. Tanto che Sunny pronuncia questa frase ironica: riuscire a fare gocciolamenti in certi punti è quasi un'"arte". Il problema è che più gocce ci sono, più diventa illusorio pulirle tutte con una semplice carteggiatura mirata. Sunny spiega che a volte una o due gocce possono salvare la situazione. Ma in questo caso, l'intero pannello, o addirittura l'intera auto, ne risente. L'idea stessa di "correggere ogni difetto uno per uno" sembra una corsa a perdifiato. E come se non bastasse, spuntano anche altre anomalie: zone in cui la vernice è "saltata", difetti intorno a certe giunzioni, rilavorazioni che non tengono come dovrebbero.

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Riassemblare tutto?

Ratarossa non cerca più di salvare il suo ego, ma il suo budget. Lo dice con franchezza: ha già pagato una volta. La prima officina, dice, "si è lavata le mani del problema". E ora deve pagare di nuovo... senza aver previsto una spesa simile. Quindi si pone la domanda che ogni proprietario teme: possiamo evitare di smontare tutto? Possiamo evitare di andare troppo lontano, di tornare alla base, di smontare i finestrini, di rimuovere le finiture? La risposta è "no". Ma per quanto riguarda il tetto e le sue estensioni, se volete ottenere un risultato duraturo, dovrete rimuovere ciò che è d'intralcio e rifare il lavoro come si deve. L'episodio non è finito. La Ferrari 360 Challenge tornerà. E sarà migliore. Punta al 2026 e vuole credere che questa volta sarà quella giusta.

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