
Nell'immaginario collettivo, un Ferrari è un'auto di passione... ma raramente un'auto per l'uso quotidiano. Basso chilometraggio, uso occasionale, manutenzione ossessiva: il cliché ha vita dura. Eppure alcune Ferrari sfidano regolarmente questa visione quasi museale del marchio italiano. Prendiamo, ad esempio, questa Ferrari 360 Modena con oltre 200.000 kmil Una Ferrari 458 Italia da collezione giapponese con un chilometraggio di poco inferiore a 400.000 kmo questo californiano che aveva superato il traguardo simbolico di un milione di chilometri... con tre diverse Ferrari. Ma questa volta stiamo chiaramente passando al livello successivo.
Una Ferrari con oltre 1,5 milioni di chilometri
Su Instagram, Doug Tabbutt ha recentemente rivelato di aver acquistato una Ferrari 456 GT con 970.143 miglia all'attivo, ovvero oltre 1,5 milioni di chilometri. Si tratta di una cifra senza precedenti per una Ferrari di serie, e probabilmente uno dei chilometraggi più alti mai registrati per una vettura del Cavallino Rampante. L'impresa è ancora più sorprendente se si considera che l'auto in questione è una 456 GT, un modello con motore V12 ad aspirazione naturale, originariamente progettato per accumulare chilometri... ma non certo in questa misura. Nel video che accompagna il suo acquisto, Doug Tabbutt non cerca di abbellire la situazione. Descrive le condizioni generali dell'auto senza mezzi termini, partendo da una domanda tanto semplice quanto schietta: "Quanto può essere messa male una Ferrari con un milione di chilometri? Molto male".

Condizioni estetiche in linea con il chilometraggio
Non sorprende che le condizioni estetiche di questa Ferrari 456 GT tradiscano il suo uso intensivo. L'auto è stata riverniciata, ma senza rimuovere i finestrini, lasciando linee di mascheratura visibili. Questa operazione avrebbe permesso di sostituire le guarnizioni ormai completamente indurite dal tempo. Gli interni non sono certo più lusinghieri. Doug Tabbutt descrive l'abitacolo come "veramente orribile", arrivando a ironizzare sullo stato dei sedili, che sono pesantemente tinti, con tracce di overspray visibili anche sulle cinture di sicurezza. I rivestimenti interni sono talvolta poco aderenti, alcuni pezzi sono allentati e la pelle del ripiano portaoggetti posteriore si è notevolmente ristretta. Anche i finestrini testimoniano l'età avanzata: regolazioni approssimative, guarnizioni affaticate... difetti che non sono sempre direttamente legati al chilometraggio, ma che ci ricordano che questa Ferrari ha vissuto intensamente.



Meccanica, l'ultimo grande punto interrogativo
Mentre l'aspetto dell'auto è già impressionante, Doug Tabbutt ammette di non aver ancora esaminato in dettaglio gli aspetti meccanici. Tuttavia, sospetta che i cerchi siano leggermente deformati, un problema che si sta già risolvendo grazie al ritrovamento di ruote originali Ferrari. Sono previsti anche nuovi pneumatici, dato che quelli attuali hanno quasi quindici anni. L'obiettivo è chiaro: rendere l'auto abbastanza sana da poterla rimettere in strada e, perché no, continuare a far salire un contachilometri già fuori specifica... finché funziona ancora.

Ferrari 456 GT: una gran turismo nata per consumare i chilometri
Ironicamente, la Ferrari 456 GT è probabilmente una delle Ferrari più legittime a vantare un simile chilometraggio. Presentata nel 1992, incarnava una visione moderna della gran turismo Ferrari: un'elegante coupé 2+2 con un nuovissimo motore V12 ad aspirazione naturale progettato per il comfort sulle lunghe distanze. Con il suo motore F116 da 5,5 litri e 442 CV, il cambio a sei marce, il telaio tubolare in acciaio e le sofisticate sospensioni, la 456 GT combinava prestazioni elevate con una notevole fluidità. In grado di superare i 300 km/h, offriva anche un sontuoso abitacolo, rivestito in pelle Connolly, climatizzato, dotato di un impianto audio di alta gamma e persino fornito di un set di valigie Schedoni. L'enorme serbatoio da 110 litri, lungi dall'essere un semplice dettaglio, confermava la sua vocazione: coprire lunghe distanze senza rinunciare al comfort.



A trent'anni dal lancio, questa Ferrari 456 GT dal chilometraggio stratosferico racconta una storia molto diversa da quella delle supercar congelate nelle collezioni private. Dimostra che una Ferrari, se usata, mantenuta e trattata come una vera auto, può sopravvivere ai decenni e ai continenti. Certo, l'usura è visibile e talvolta spettacolare. Ma il semplice fatto che una Ferrari V12 degli anni Novanta sia riuscita a superare 1,5 milioni di chilometri mette in discussione molte idee preconcette sull'affidabilità e l'usabilità delle auto di Maranello.