
Negli ultimi giorni, il Formula 1 è in gran parte dominata da un tema caldo: i motori del 2026. Tra le domande che circondano il suggerimento tecnico attribuito a Mercedes e l'annunciato incontro cruciale con la FIA e tutti i costruttori di motori Nei prossimi giorni, il dibattito si concentrerà quasi esclusivamente sulle prestazioni, sull'equilibrio di potenza e sullo spettacolo che verrà. In questo contesto molto orientato ai "motori", un altro aspetto fondamentale del regolamento 2026 è passato più discretamente sottotraccia: la sicurezza. E tra le novità più visibili, e più sorprendenti, c'è la comparsa degli indicatori integrati sulle monoposto.
Rivoluzione tecnica e normativa
La generazione 2026 della Formula 1 segna una svolta profonda per la disciplina. Le monoposto saranno più piccole, più leggere, con una percentuale molto maggiore di energia elettrica e l'utilizzo di carburante a zero emissioni di CO₂. Il DRS scomparirà, sostituito da elementi aerodinamici attivi all'anteriore e al posteriore, in grado di aprirsi sui rettilinei. Ma dietro questa rivoluzione tecnica destinata a migliorare lo spettacolo, la FIA ha anche approfittato di questa importante revisione regolamentare per inasprire ulteriormente gli standard di sicurezza, come fa a ogni cambio di ciclo.
Indicatori
Questa è probabilmente la novità più sorprendente per il grande pubblico: le vetture di Formula 1 del 2026 saranno dotate di luci lampeggianti integrate negli specchietti retrovisori. Lo scopo di queste luci non ha nulla a che vedere con i cambi di corsia o le manovre in pista. Si tratta infatti di luci di avvertimento, progettate per migliorare la visibilità quando una vettura è ferma o in difficoltà.


Durante un testacoda, dopo un incidente, dietro un dosso o in condizioni di scarsa visibilità (pioggia, fumo, gare notturne) una monoposto ferma può diventare estremamente difficile da individuare. Questi nuovi indicatori avviseranno in anticipo i piloti che sopraggiungono, riducendo il rischio di collisioni secondarie, che spesso sono tra le più violente. Queste luci completano un sistema già esistente: le luci sull'ala posteriore, che indicano lo stato di carica elettrica, e quelle integrate nella struttura posteriore, che lampeggiano permanentemente sotto la pioggia.
Protezione ancora maggiore contro gli incidenti più violenti
La visibilità è solo un aspetto del miglioramento generale della sicurezza. La FIA ha anche aumentato i requisiti dei crash test, in particolare per la cellula di sopravvivenza. L'enfasi è stata posta sugli impatti laterali, per proteggere meglio i conducenti nei temuti incidenti a "T", quando un'auto viene colpita perpendicolarmente dopo essersi fermata sulla pista. Anche il sistema di protezione antiribaltamento si sta evolvendo. La barra antiribaltamento, già rafforzata negli ultimi anni, è ora ancora più resistente. Secondo i dati ufficiali, ora è in grado di sopportare un carico supplementare di 23 % quando la vettura è appoggiata sul tetto. In combinazione con l'halo, continua a ridurre uno dei punti deboli storici delle monoposto ad abitacolo aperto. Nella parte anteriore, la struttura adotta un design a due stadi. In caso di impatto moderato, il muso assorbe l'energia. In caso di impatto più violento, entra in gioco una seconda zona di deformazione, più arretrata, per limitare il più possibile le forze trasmesse al conducente.

Maggiore sicurezza... nonostante il peso ridotto
Questi miglioramenti hanno un ovvio costo tecnico: strutture più robuste significano, in teoria, più peso. Tuttavia, la normativa 2026 impone una riduzione significativa del peso minimo, da 800 a 768 kg, mentre le batterie diventano più grandi. Per gli ingegneri l'equazione è quindi particolarmente complessa. Devono incorporare una maggiore sicurezza, una maggiore elettrificazione e sistemi attivi, cercando al contempo di ridurre il più piccolo grammo superfluo. Una sfida importante che avrà una profonda influenza sulla progettazione delle monoposto.