
Le parole hanno colpito il paddock come uno schiaffo in faccia. A pochi mesi dal lancio della stagione 2026 di Formula 1In un momento in cui la Ferrari è già sotto pressione, una voce dell'epoca d'oro della Scuderia ha riacceso le tensioni interne. Parlando a NewsF1, Luigi Mazzola, ex ingegnere di gara di Michael Schumacher, non ha usato mezzi termini nei confronti di John Elkann, presidente della Ferrari, mettendo direttamente in dubbio la sua legittimità a parlare pubblicamente di F1.
Un'uscita presidenziale che non va bene
Tutto è iniziato con le dichiarazioni di John Elkann dopo il complicatissimo Gran Premio del Brasile, segnato dal doppio ritiro di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. In quell'occasione, il presidente della Ferrari aveva invitato i suoi piloti a "parlare meno e concentrarsi di più sulla guida". Una frase che ha diviso osservatori e tifosi: alcuni l'hanno vista come un necessario richiamo all'ordine, altri come una comunicazione sconsiderata o addirittura controproducente. Tra questi ultimi c'era Luigi Mazzola. Figura emblematica della Ferrari degli anni di Schumacher, l'ingegnere italiano ritiene che questa dichiarazione pubblica abbia superato una linea rossa.
"Non si lavano i panni sporchi in pubblico".
Intervistato da NewsF1, Mazzola ha dato una lettura molto politica dei commenti di Elkann. A suo avviso, questo tipo di messaggio non è semplicemente una questione di fastidio passeggero, ma una strategia molto più calcolata. Quando ci si esprime in questo modo sui media", spiega, "non si analizza solo una situazione sportiva: si prende di mira qualcuno e si prepara il terreno per quello che verrà". Per l'ex tecnico, i problemi interni devono essere risolti in privato, lontano da microfoni e telecamere. Questa è una regola non scritta nelle principali squadre di Formula 1, e ancora di più quando si tratta della Ferrari.
Senza mezzi termini, Luigi Mazzola ha attaccato la credibilità del Presidente del Consiglio di Stato. Scuderia sul campo sportivo :
"Elkann ha tanta esperienza in Formula 1 quanta ne ho io in economia, cioè praticamente nessuna".
Una dichiarazione sprezzante che ha avuto eco su tutta la stampa europea. Per Mazzola, il momento era ancora più incomprensibile, dato che la Ferrari aveva appena ottenuto un immenso successo nelle gare di durata, con un doppio titolo piloti e costruttori nel WEC. Un momento ideale, a suo avviso, per valorizzare l'immagine del marchio, piuttosto che mettere pubblicamente in discussione i suoi piloti di F1.
"Non è Montezemolo
Ultimo ma non meno importante è il confronto con Luca di Montezemolo. Per Luigi Mazzola, John Elkann non ha né il peso simbolico né l'autorità sportiva dell'ex presidente della Ferrari. Le sue parole, secondo lui, non hanno lo stesso impatto, né la stessa capacità di unire o far progredire la Scuderia.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale. La stagione 2026 si avvicina rapidamente, con l'introduzione di nuovi regolamenti tecnici destinati a rimescolare le carte in tavola. La Ferrari sta giocando una grande posta in gioco, sia in termini sportivi che simbolici.
È vero che Luca di Montezemolo conosceva meglio la F1, conosceva anche Enzo, ma quell'idiota di Elkan voleva essere il re e sta male alla Ferrari come alla Stellantis.