Automobili Mignatta Rina: una sportiva di ispirazione anni '60 per fare compagnia alle Ferrari Monza SP1 e SP2

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Mentre l'industria automobilistica di serie in Italia è in crisi da alcuni anni, il settore artigianale va a gonfie vele. L'ultimo esempio è la presentazione da parte di Automobili Mignatta della Rina, la prima vettura della casa piemontese, che ha stretto rapporti con JM, un'azienda esperta nel settore dei compositi. JM, che lavora con la fibra di carbonio da oltre 25 anni, ha contribuito alla realizzazione di restomodelli come il Totem GT AMuna reinterpretazione elettrica dell'Alfa Romeo GT, e il Kimera 037una reinterpretazione della Lancia 037, e i componenti per laEccentrica V12basata sulla Lamborghini Diablo. Alla faccia del curriculum!

La vettura sportiva si ispira al glorioso passato dell'Italia, mentre il logo dell'azienda è una "M" che richiama l'emblema blu a tre gocce presente sulla bandiera regionale del Piemonte. La filosofia alla base del progetto è chiara: "Non si tratta di un restomod, ma di un'auto sportiva sviluppata da zero che sarà costruita su misura e lavorata a mano nella nostra fabbrica, condividendo l'esperienza con il futuro proprietario. Abbiamo creato un'auto che non esisteva. 

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Architettura purista

La carrozzeria, ricavata da un unico blocco in una delle più grandi autoclavi italiane, e il telaio tubolare monoscocca pesano solo 71 kg e sono dotati di sedili preformati. Ispirata alle muscolose e sinuose auto sportive degli anni '60, la Rina è costruita interamente in fibra di carbonio. Con un peso a secco di circa 1.000 kg distribuito uniformemente tra gli assi, promette una guida pura e diretta. La Mignatta ripropone il "Transaxle" tanto caro all'Alfa Romeo degli anni '70 e '80: il motore, posizionato centralmente all'anteriore, trasmette la sua potenza alle ruote posteriori attraverso un transaxle meccanico. Il cambio è posizionato al posteriore, integrato nel differenziale autobloccante, per garantire una distribuzione ottimale dei pesi tra i due assi. 

Lo spirito della Barchetta

Il direttore dello stile Davide Dessi, formatosi all'Italdesign di Grugliasco, ha disegnato una carrozzeria speedster a due posti lunga 4,41 metri, con un passo di 2,68 metri e un'altezza di soli 1,15 metri. La carrozzeria è caratterizzata da un lungo cofano che si estende da una calandra ellittica, da parafanghi muscolosi, da linee laterali armoniose e da un posteriore affusolato, sormontato da uno spoiler e da due piccole cupole dietro il sedile del conducente. L'abitacolo è privo di finestrini, alette parasole o parabrezza, sostituiti da due piccoli schermi aerodinamici in plexiglas davanti ai passeggeri. Le portiere sono dotate di vani portaoggetti per i caschi e i sedili, scolpiti nella carrozzeria, sono dotati di cuscini e pedali regolabili. Gli interni sono rifiniti in alluminio, fibra di carbonio e pelle di toro tagliata a mano. La console centrale e il cruscotto fondono la modernità del carbonio con la rotondità degli anni '60, in particolare nella strumentazione, mentre i numerosi interruttori evocano il mondo dell'aviazione.

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Cavallo indomabile

Nella tradizione di alcune sportive italiane degli anni '60 e '70, come Bizzarrini e De Tomaso, il cuore rombante è americano: la Rina monta un V8 in alluminio da 5,0 litri ad aspirazione naturale di origine Ford, abbinato a un cambio manuale a sei marce e a un differenziale a slittamento limitato. Il motore è stato modificato su specifiche Automobili Mignatta da un'altra azienda di riferimento, Italtecnica Engineering, che ha lavorato sul sistema di aspirazione per ottimizzare l'effetto RAM (sfruttamento dell'inerzia dei gas di scarico), sul sistema di scarico e sulla gestione elettronica.

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Il costruttore dichiara un rapporto peso/potenza di circa 2 kg/cv. La vettura è dotata di sospensioni a doppio braccio oscillante e ammortizzatori regolabili, nonché di cerchi da 19" e 20" con pneumatici Pirelli PZero Trofeo RS semi-slick. L'impianto frenante, dotato di ABS, è firmato Brembo, con dischi anteriori da 360 mm e pinze a sei pistoncini. Un sistema frenante in carbonio-ceramica sarà offerto come opzione.

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Mignatta produrrà 30 modelli Rina all'anno, a partire da 290.000 euro, nello stabilimento di Valfanera d'Asti, dove sarà allestita un'officina dedicata per configurare e personalizzare ogni modello. La produzione delle prime vetture è prevista per l'inizio del 2026.


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