Alfa Romeo si proietta verso il 2025... ma rimane bloccata nella stessa dimensione

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Nel 2025, Alfa Romeo può vantare un dato a prima vista lusinghiero: una crescita complessiva di circa +22 % rispetto al 2024. Sulla carta, la dinamica è positiva. In realtà, questo aumento racconta la storia di un marchio che sta lottando per rimettersi in piedi dopo aver toccato il fondo... senza ancora cambiare categoria.

Italia, un mercato chiave che evidenzia i suoi limiti

È in Italia che la situazione è più cruda. Per l'anno 2025 nel suo complesso, Alfa Romeo si colloca solo al 20° posto nel mercato nazionale, dietro a una lunga lista di produttori generalisti come Suzuki, Nissan, Skoda, MG e Kia. Certo, il marchio è in crescita di 23 % rispetto al 2024, ma è ancora molto indietro rispetto ai pesi massimi premium e semi-premium: BMW, Audi e Jeep sono tutti comodamente nella top 10.

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I dettagli delle vendite in Italia sono ancora più eloquenti. L'Alfa Romeo Junior è il vero pilastro della gamma, con 14.172 immatricolazioni nel corso dell'anno, che rappresentano quasi il 50 % dei volumi del marchio nel suo Paese. Questo successo la colloca al 28° posto in classifica generale. Il Tonale segue a distanza con 10.727 unità, mentre la Giulia e lo Stelvio escono dalla top 50, dividendosi circa 4.000 immatricolazioni. Questa estrema dipendenza da un singolo modello illustra perfettamente l'attuale fragilità del marchio.

Germania, il pacchetto sorpresa dell'Europa

La Germania, invece, è fonte di soddisfazione. Con un incremento di +20 %, diventerà il secondo mercato dell'Alfa Romeo entro il 2025. Il mese di dicembre, con 529 immatricolazioni, ha confermato una tendenza osservata da diversi mesi: la Junior in testa, seguita dallo Stelvio e poi dal Tonale. L'anno si è chiuso con 7.335 immatricolazioni. Se il marchio riuscirà a rilanciare il Tonale restyling nel 2026, mantenendo l'attuale livello di vendite di Junior e Stelvio, la soglia simbolica delle 10.000 immatricolazioni annue in Germania diventerà raggiungibile. Un vero e proprio test di credibilità per la strategia di prodotto.

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Forte crescita in Francia... ma bisogna guardare in prospettiva

In Francia, Alfa Romeo ha registrato la crescita relativa più forte tra i principali mercati europei, con un +41 %. Dicembre 2025 è stato un mese particolarmente forte, che ha permesso di chiudere l'anno con 6.202 immatricolazioni, facendo della Francia il terzo mercato del marchio, ora davanti agli Stati Uniti. Questa performance è da lodare, ma va messa in prospettiva. I volumi di Alfa Romeo sono pari a quelli di Alpine, Honda e Lexus, mentre marchi come Cupra, Opel, Kia e MG giocano chiaramente in un altro campionato, con volumi moltiplicati per quattro o cinque. Anche in questo caso, i progressi sono reali, ma il divario strutturale rimane immenso.

Stati Uniti, un calo preoccupante

Un tempo secondo mercato del marchio, gli Stati Uniti scenderanno al quarto posto entro il 2025. Con appena 5.652 immatricolazioni e un calo di 36 %, il mercato statunitense illustra i limiti dell'attuale gamma. Non essendo previsti nuovi modelli di rilievo per il 2026, a parte il restyling del Tonale, non si prevede una ripresa significativa nel breve termine. La vera svolta è stata rimandata al 2027, con l'annunciato arrivo di un nuovo modello.

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Segnali positivi sui mercati secondari

In altri mercati, gli indicatori sono più incoraggianti. In Spagna, le vendite sono aumentate del 15 %, trainate soprattutto da Junior, mentre la Polonia, dove il modello viene prodotto, ha avuto un dicembre particolarmente forte, con 313 immatricolazioni. Questo volume mensile è paragonabile a quello degli Stati Uniti e superiore a quello della Spagna, a dimostrazione del fatto che il SUV compatto ha trovato naturalmente il suo pubblico locale.

Anche la Turchia ha confermato il suo solido slancio, con un aumento di 38 % nel corso dell'anno, mentre il Giappone ha impressionato con un incremento di 70 %, trainato da 1.642 immatricolazioni annuali. Lo stesso vale per il Regno Unito, con una crescita di 80 %, e per il Belgio, la Svizzera e i Paesi Bassi, dove la crescita è talvolta superiore a 40 o addirittura 100 %. Questi mercati sono ancora modesti in termini di volume, ma dimostrano che il marchio può essere interessante quando offre un prodotto adeguato.

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Progressi complessivi... ma il soffitto di vetro rimane intatto

Complessivamente, nei Paesi monitorati, l'Alfa Romeo avrà immatricolato circa 63.500 vetture nel 2025, con un incremento di poco più di 22 %. Se si tiene conto dei mercati mancanti e dello sfasamento temporale tra ordini e immatricolazioni, la cifra finale dovrebbe aggirarsi intorno alle 65.000 unità, o addirittura avvicinarsi alle 70.000, secondo il marchio.

Fonte Italpassion

Ma è proprio qui che sta il problema. A parte gli anni eccezionali del 2017 e del 2018, l'Alfa Romeo ha oscillato tra le 60.000 e le 70.000 vendite annue per oltre un decennio. La storia recente dimostra che questo livello è un tetto difficile da superare. Finché il marchio non supererà stabilmente le 100.000 immatricolazioni annue, sarà difficile parlare di un vero e proprio cambio di dimensione. Sì, il 2025 è meglio del 2024. Sì, la tendenza è positiva. Ma per l'Alfa Romeo il vero successo non si misurerà in termini di crescita percentuale... si misurerà in termini di volumi assoluti, e soprattutto nella capacità di uscire finalmente da questa zona di sopravvivenza permanente.

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PaeseRegistrazioni nel 2025L'evoluzione
Italia2814823%
Germania733520%
Francia620242%
Stati Uniti5652-36%
Spagna328415%
Regno Unito300080%
Polonia2382
Turchia174139%
Giappone164370%
Belgio152345%
Austria141925%
Svizzera117737%
Paesi Bassi1034113%
6350622%
Fonte Italpassion

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7 recensioni su "Alfa Romeo progresse en 2025… mais reste bloquée dans la même dimension"

  1. Ecco perché stanno tirando fuori dei veri modelli che sono abbordabili e di qualità. Se la Junior non fosse stata un rebadge della Peugeot con prezzi elitari, avrebbe venduto molto meglio...

    IN STRADA! E niente PureToc o altre Peugeot...

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    • Direi che se la Juju non fosse una Peugeot, non esisterebbe e quindi l'Alfa sarebbe già morta. Il piano di prodotti Alfa annunciato sotto FCA non è mai esistito. Quindi è logico che non esista nulla di serio da parte di Alfa, a parte le due vecchie auto.

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  2. L'Alfa non può competere ed essere considerata un'alternativa seria se cambia programma ogni 2 anni.
    Offrono solo 4 modelli e l'ultima volta che l'Alfa ha avuto una gamma completa di modelli tutti nuovi è stato nel 2000-2004 (147,156, 166, GT, Spider/GTV, 156 SW ecc).
    Oggi? Un nuovo modello, un modello arrivato in ritardo (Tonale) e 2 auto che sono ormai considerate vecchie nella logica del mercato.

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  4. E' ironico che sia proprio un'Alfa con una "base PSA" a permettere al marchio di risorgere... 😀

    E soprattutto è la prova che c'è un mondo di differenza tra la realtà (l'automobilista medio che compra) e i social network (gli appassionati che ci sputano sopra) 😉

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  5. Es wäre an der Zeit auch Mal die Garantie von Alfa anzuheben.
    Da 2 anni a 4 anni, il che è naturale se l'uomo si rivolge a un rivenditore asiatico, ma anche a 4,5 e 7 anni, il che significa che il prodotto è un buon affare.

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